mercoledì 29 marzo 2017

Cani volanti,uomini stanchi

E' di recente la notizia apparentemente ridicola dei cani ''piovuti'' dalle case nel torinese.
Dietro questo gesto,archiviato come maltrattamento,può esserci di più,la natura defenestratoria riflette più un sentimento di insofferenza a quello che viene percepito oramai come un fastidioso concorrente (specie da parte maschile) nella vita di coppia.
Valere meno di un cane è un'espressione molto comune,ma oggi scopriremo senza stupirci che praticamente tutti valiamo meno di un cane.
In una famosa pubblicità una donna che poteva realizzare tutti i desideri (1 million il profumo) schioccando le dita trasforma un ragazzo belloccio con tutti i crismi del fascino, in un cane.
Vengo spesso rimproverato di guardare le pubblicità come se fosse indice di superficialità,ma le pubblicità sono condotte da gente che fa indagini statistiche e conosce molto bene gli ultimi sviluppi della società moderna.
Nella crisi del rapporto uomo-donna e più in generale,nella desertificazione dei rapporti umani tipica delle società post-industriali,il cane diventa oggetto di investimenti affettivi importanti.
A determinare il suo successo è probabilmente la scarsa voglia di investire comprensione,pazienza e rispetto in un rapporto,basandolo unicamente su un affetto infantile,immaturo,umorale che è più che sufficiente per un rapporto con un cane,rapporto che però giova fino a un certo punto al cane.
Il cane può rispondere in maniera esasperata ad un investimento affettivo eccessivo,nella mia esperienza di pronto soccorso non ho ancora visto le famose ''donne vittime della violenza maschile'',in compenso ne ho visto diverse attaccate mentre davano il bacino al cagnetto.
Nessuno si sogna per questo di scatenare una campagna contro la violenza canina contro le donne,e direi giustamente se non fosse che quella contro il maschio ha ancora meno senso di esistere.
Il cane non dona affetto infinito,questo a costo di farsi fare la predica da proprietari di cani convinti del contrario,questa è una prerogativa dell'uomo.
Nel rapporto uomo-donna il cane dunque è uno sgradevole intruso e c'è chi,stanco di vedersi trattato peggio di un animale ha reagito facendolo volare dalla finestra.
Non me lo spiego diversamente,non è un atto di maltrattamento classico,sembra proprio rappresentare un gesto di fastidio e di aperta gelosia.
In una società convinta che amare gli animali sia sinonimo di bontà d'animo giovano ricordare le parole di Hernest Hemingway

“Secondo le mie  osservazioni direi che la gente potrebbe venir distinta in due gruppi generali: coloro che, per usare un termine del gergo della psicologia, s’identificano con gli animali, vale a dire si pongono al loro posto, e coloro che s’identificano con gli esseri umani.
Io sono persuaso per esperienza e osservazione che coloro i quali s’identificano con gli animali, vale a dire gli innamorati quasi professionisti di cani e altre bestie, sono capaci di una maggiore crudeltà verso gli esseri umani, di coloro che stentano a identificarsi con gli animali.
Pare che ci sia una scissione fondamentale tra la gente, su questa base, anche se la gente che non s’identifica con gli animali può essere capace, pur senza amare gli animali in genere, di sentire un grande affetto per un animale singolo, per esempio un cane, un gatto o un cavallo…”

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