domenica 26 luglio 2020

Il lago dei ricordi

La realtà è più reale di un sogno?
La torre d'avorio,e la torre d'ebano erano abitati rispettivamente dalla principessa bianca,e dal principe nero.
La principessa bianca e il principe nero,avevano tentato di incontrarsi,si inviavano messaggi tramite lettere portate dal guardiano senza volto.
Erano lettere piene di amore.
Un giorno si diedero appuntamento nel bosco luminoso,ma lo ritrovarono grigio e tetro.
E le sue strade apparivano labirintiche.
Fu così che entrambi approdarono al lago dei ricordi,ma lo trovarono prosciugato.
Scoprirono così che il lago dei ricordi in cui avevano fatto il bagno entrambi era profondissimo.
In verità, non pareva aver fondo.
Era un abisso.
''Ma come ho potuto nuotare in questo abisso,giocare,e non rendermi conto che era così profondo?''
Entrambi si dissero.
Al fondo dell'abisso vi era però una luce.
Somigliava ai bagliori del bosco luminoso,ma era immersa in una nebbia.
Entrambi ne furono attratti.
Scesero nelle profondità,ma essendo scalzi si ferirono i piedi.
Era tutto cosparso di rovi e pietre aguzze.
Alfine decisero di prendere della iuta che avevano con sé e indossare dei calzari.
Dopo un tempo incalcolabilmente lungo arrivarono al fondo.
C'era una cattedrale,metà bianca e metà nera,al suo centro un pozzo d'oro e accanto un calice d'argento.
Quando entrarono, la videro terribile ed angosciante.
Erano entrambi disorientati.
Quando si incontrarono, non si riconobbero.
''Io cerco la principessa bianca,nella torre d'avorio.''
Disse il principe nero.
''Io cerco il principe nero,nella torre d'ebano''.
Disse la principessa bianca.
''Sono io.''
Risposero all'unisono.
Ma non si credettero e scoppiarono in una risata.
''Che ci fa la principessa bianca in questo abisso?
''Io la sapevo  felice e splendente,nella torre d'avorio,e che avrei dovuto arrampicarmi in cima,per incontrarla.''
Disse il principe nero.
''Io sapevo anch'io che sarebbe venuto, l'ho aspettato nella mia torre d'avorio,ma lui non è mai venuto,così ho deciso di cercarlo nella foresta,e mi sono trovata qui.''.
''Strane cose accadono quando si scende dalla torre, io credevo di trovare la foresta luminosa,e ho trovato la foresta più buia e tetra che io abbia mai visto, credevo di trovare il lago dei ricordi,ma l'ho trovato prosciugato e sono finito in questo abisso.''
Disse il principe nero.
''Anche a me è successa la stessa cosa.''
''Di certo,pensò il principe nero,la principessa bianca non indossa calzari di iuta''.
Pensò il principe nero.
''Di certo,il principe nero,non indossa calzari di iuta.''
Pensò la principessa bianca.
E si salutarono.
Provarono a risalire dall'abisso,ma non vi riuscirono.
Così disperati tornarono indietro.
Si sedettero entrambi e si raccontarono di quanto fosse doloroso quell'istante.
''Io ho male ai piedi,disse la principessa bianca,il percorso fin qua,me li ha feriti''.
''Lascia che io te li massaggi''.
Disse il principe nero.
La principessa bianca era indecisa.
''Lasciare toccare i miei piedi da uno sconosciuto?''
Pensò fra sé e sé.
Ma aveva male e accettò.
Così si tolse i sacchi di iuta dai piedi.
Lui le massaggiò i piedi e le tolse i dolori.
Ma nel farlo si inginocchiò e si tolse i calzari di iuta anche se ne aveva vergogna''.
In quel momento lei riconobbe lui,e pensò:
''Possibile che il principe nero sia sceso in questo abisso e io lo trovi qui?
''Sì ,si disse,ha i piedi feriti come i miei''.
Così lei lo baciò.
Lui rimase incredulo.
''Possibile che io trovi la principessa bianca al fondo dell'abisso?''
Allora la guardò negli occhi e disse:''La principessa bianca mi ha scritto in una lettera che i suoi occhi hanno il colore del cielo,ma in questo abisso io non riesco a vedere più il cielo,sono troppo distante da esso.''
Allora il principe bianco disse alla principessa nera:
''Sono molto stanco proverò ad attingere acqua da quel pozzo.''
Prese il calice d'argento e tentò di attingere acqua,ma nel farlo vi cadde dentro.
A quel punto la principessa bianca,disperata,si gettò nel pozzo anche lei.
Caddero nel pozzo e si immersero nelle sue acque buie e profonde.
Disperatamente cercarono di non annegare,e quando oramai l'acqua aveva raggiunto i loro polmoni emersero nella superficie e videro il cielo.
''Che significa?'' chiese il principe nero,alla principessa bianca.
''Tu guarda il cielo,e guarda i miei occhi e capirai.''
Le rispose la principessa bianca.
Lui guardò e contemplò i suoi occhi.
Erano dello stesso colore del cielo.
''Ma tu sei la principessa bianca''.
Disse il principe nero.
E ti ho trovato in fondo all'abisso della disperazione.
''Quello non era la disperazione'' disse la principessa bianca.
Ma la paura che hai delle tue emozioni più profonde.
''Guardati intorno,non lo riconosci?''.
''E' il lago dei ricordi,e attorno c'è la foresta luminosa.''
''Ma dove siamo?''
Allora la principessa bianca rispose:''siamo dall'altra parte del mondo,l'acqua dei ricordi è fluita via dai nostri cuori nell'abisso dell'eternità,e ci siamo dimenticati di noi stessi''.
''Ma nulla si crea e nulla si distrugge''.
''E l'acqua dei ricordi non si è persa nell'abisso,di cui tu hai tanta paura,ma è rifluita dall'altra parte del mondo.''
''Solo quando ci siamo dimenticati di noi stessi,ci siamo incontrati e riconosciuti.''
''Ora prendi un pò d'acqua e beviamola insieme dal calice d'argento.''
La bevvero.
E in quel momento i loro occhi si aprirono e capirono che il messaggero senza volto in realtà li aveva divisi.
''Chi è il messaggero senza volto?''
''Il principe dell'esercito che ha iniziato la guerra tra bene e male,luce e buio,gioia e dolore.''
''Lui ci ha ingannati.''
''Ci ha fatto credere che le nostre dimore fossero sulla torre d'avorio e la torre d'ebano''
''In verità la nostra dimora è sulla torre di cristallo''.
''Guardala!''.
La guardarono.
Era splendida e trasparente e permetteva alla luce del sole di filtrare.
Salirono insieme sulla torre di cristallo e si spogliarono delle loro vesti bianche e nere.
Allora si desiderarono e si congiunsero.
Ma lui non riusciva per quanto si sforzasse a venire.
Allora lei gli disse:
''Perché stringi il calice d'argento?''
''Lascialo cadere nel lago''.
''Ora che ci siamo incontrati ha perso il suo scopo''.
''Dimentica e amami''
Lui lo lasciò cadere e solo allora si lasciò andare e finalmente raggiunsero l'amplesso.
Solo allora impararono che per godere dell'amore dovevano dimenticare tutto.
''Amare non è un sentimento''.
''Amare significa guardare avanti,nonostante tutto ciò che hai subito''.
E quando il calice raggiunse il lago riaprì l'abisso.
E il lago dei ricordi si prosciugò.
Ma questa volta al posto dei rovi c'era una vallata di erba soffice e morbida.
Scesero dalla torre di cristallo e camminarono scalzi sull'erba verde mano nella mano verso il sole.
Ora i loro piedi non dolevano più.



venerdì 24 luglio 2020

Ti amo

Se i sogni
avessero le ali,
volerebbero
via
da questa triste
e ignuda terra,
ma i sogni
sono angeli caduti
dal giardino dell'eden
dei nostri ricordi.
Sono io
mia piccola bambina
ad avere le ali
e a volare
nel cielo
limpido dei tuoi occhi,
per vederti
correre
scalza
nel prato dei tuoi ricordi.
Se i cieli avessero
un cuore
piangerebbero
lacrime.
Ma io
ho un cuore,
e li ho fatti piangere.
Un bacio
ed essi hanno pianto.
Sono rimasto incredulo
ore e ore
sotto il mio ombrello.
Non si può credere
alla vita.
Si può solo viverla.
Ma chi sono io?
Ero all'inferno
e ho visto l'angelo della luce.
Non si possono descrivere
le sofferenze,
non si possono esprimere.
Un corridoio vuoto la mia vita
era diventata.
Perchè non ti ho guardata negli occhi?
Perchè io ho sempre fuggito la vita.
Ma dalla vita non si può scappare...
e chi si uccide si illude.
Prendi la mia mano
e ritorniamo
nel verde prato dei ricordi...
Prendi la mia mano e guardami
negli occhi.
Trova in me il paradiso,
quando ho creduto
di essere un demone condannato.
Non credere alla vita,
vivila.
Non credere a me.
Ascoltami.
E quando le montagne
ti sembrano enormi
e tu devi scalarle,
tu siediti ai loro piedi
e ascoltale.
Vogliono solo
sussurrarti quanto è meraviglioso
essere vivi.
E che se nulla è più grande
di loro,
tu potrai superare tutto.
Ricorda,
il mistero della vita è in ogni cosa.
E il segreto
per trovare la via
per uscire dal labirinto
e farsi portare da chi ti ama
a occhi chiusi.
Non aprirli,
perchè altrimenti
come
Euridice
con Orfeo,
ripiomberai nell'Ade.
I ricordi
sono un nugolo di farfalle
che volerà lontano.
Voleranno
nei cieli azzurri dei tuoi occhi,
nelle mie nubi
gravide di pioggia.
Tu non seguirle
e resta con me.
Tutto è destinato
a perdersi,
ma chi è destinato
a incontrarsi
nel labirinto
della vita
e solo per incontrarsi
e rimanere insieme.
I ricordi voleranno
via come farfalle
di primavera
ma il verde prato in cui
giocavi scalza da bambina
è nei miei occhi
che ti guardano
stupiti ed increduli
di tanta meravigliosa bellezza.



sabato 11 luglio 2020

Malattia mentale,persona,maschera e teatro,ovvero ''io sono legione''

Sostenere che non esiste la malattia mentale può essere equivocato.
Ridurre il tutto ad un problema sociale in stile basagliano,è una strada sterile.
La depressione e la schizofrenia colpiscono ricchi e poveri,e la condizione di povertà e ricchezza cambia sicuramente il modo in cui il soggetto vive il proprio disagio mentale.
Il problema della psichiatria è che non vediamo nulla di tangibile di misurabile,che permetta di stabilire un'omeostasi dell'encefalo.
Noi vediamo dall'esterno,comportamenti mentali aberranti.
E dall'interno disagi mentali aberranti.
Ma sia il comportamento,che il disagio rientrano in campi differenti dalla scienza.
Esiste una gamma di opinioni sulla psichiatria che non esiste su nessun'altra branca della medicina.
Si va dai basagliani puri per cui la malattia è un costrutto sociale per emarginare il diverso a chi vorrebbe riaprire i manicomi perchè ritene che le strutture psichiatriche attuali non scarichino le famiglie e gli individui stessi dal peso dei loro comportamenti aberranti.
In un caso si osserva il disagio mentale e ci si concentra sui diritti del soggetto che subisce questo disagio,nell'altro si osserva il comportamento aberrante e si vuole tutelare i diritti di chi subisce il comportamento aberrante.
Indubbiamente esiste un legame tra questa visione interna,e l'altra esterna.
Il problema è cos'è la mente.
Fintantochè non si sarà in grado di stabilire cos'è la mente non si potrà stabilire che cos'è la malattia mentale.
E siccome siamo in un campo di ambiguità,siamo in un campo in cui purtroppo può essere esercitato un potere arbitrario.
Io credo che vada riformulato il concetto di psichiatria.
Essenzialmente lo psichiatra è la moderna controparte antropologica dello sciamano.
E come tutti prodotti della modernità,si ha una decadenza,erroneamente scambiata come progresso.
Lo sciamano è un soggetto che tramite ritualità precise,e l'utilizzo di erbe contenti sostanze psicotrope cura e guarisce chi manifesta un comportamento aberrante o un disagio aberrante.
Perchè sostengo che si ha una decadenza?
Perchè lo sciamano è in grado pur non utilizzando metodi scientifici,(come del resto anche lo psichiatra)permette di dare un beneficio al soggetto che sperimenta un disagio o manifesta comportamenti aberranti.
L'ayahuasca amazzonica è una miscela di dimetiltriptamina e di mao inibitori,in grado di riprogrammare la mente (qualunque cosa essa sia) mettendola in contatto le diverse creature dell'inconscio.
L'iboga africana ha i medesimi effetti
Lo Psylocibe messicano idem.
Perchè dunque c'è una caduta?
Perchè lo psichiatra moderno,NON E' IN GRADO DI FARE QUESTO.
Anzi fa l'opposto.
Io non condanno lo psicofarmaco,io non lo difendo.
E' probabilmente sbagliato il concetto stesso di psicofarmaco.
L'idea di guarire una malattia mentale è sbagliata.
Per una ragione molto semplice.
La mente è multipla.
Il concetto di malattia mentale è fuorviante.
Essenzialmente il problema del comportamento aberrante e del disagio psichico risiedono in un unico problema.
Che non consiste in una carenza di un neurotrasmettitore,nell'espressione di un gene ecc...
O meglio questi sono epifenomeni.
Il problema consiste nella disarmonia della pluralità esistenti all'interno della mente umana.
Una storia che avrebbe dovuto far riflettere è quella di Billy Milligan.
Billy Milligan è stato il primo serial killer ad essere dichiarato infermo di mente.
La cosa stupefacente di Billy Milligan era che Billy aveva repentini cambiamenti di personalità.
Secondo il suo vissuto interiore dentro di lui sussistevano ventitre diverse personalità.
C'era una stanza buia in cui alloggiavano le personalità dello stesso e un fascio di luce in cui chi decideva di entrare nella ''realtà'',prendeva il controllo del corpo di Billy Milligan.
Esisteva un sistema di regole che venivano condivise dalle personalità di Billy Milligan,ma non da tutte.
Alcune di queste infatti erano violente e assassine.
Il punto è che i medici che hanno esaminato Billy Milligan hanno notato tracciati elettroencefalografici diversi,pressioni diverse parametri fisiologici diversi,ogni volta che una personalità diversa di Billy Milligan ne prendeva il controllo.
Alla fine dopo un lungo percorso Billy riuscì a definire una ''personalità sintetica'' definita ''maestro'',in grado di unificare le diverse pluralità della sua mente.
La storia di Billy Milligan ha ispirato il film di Night Shyamalan ''split'',letteralmente,diviso.
Tutto questo ovviamente,se non siamo digiuni di cultura classica ci fa pensare ad un altro strumento terapeutico,questa volta più vicino a noi culturalmente,ovvero il teatro e la tragedia greca.
E' curioso che Freud pur essendo un appassionato di teatro e mitologia greca,non abbia capito la funzione terapeutica del teatro in sè.
Alla fine non importa scovare il complesso edipico, importa teatralizzarlo.
Il punto è che Edipo Laio Giocasta e la Sfinge non sono nostra madre, nostro padre.
Sono qualcosa di interiore che proiettiamo al di fuori di noi.
Così come sul palcoscenico c'è un fascio di luce per l'attore che entra in scena,nella mente di Billy Milligan c'è una coscienza disponibile per ogni sua personalità diversa.
E qui entriamo di nuovo nella dimensione più prettamente etimologica del termine.
Noi siamo abituati a definire gli esseri umani persone.
Lo facciamo come una sorta di rispetto.
Quando per esempio qualcuno manca di rispetto ad un essere umano,o ad una categoria di esseri umani spesso qualcuno insorge in sua difesa affermando ''sono persone''.
Ma qual è l'etimo di persona?
Persona è un termine latino mutuato dall'etrusco che significa letteralmente ''maschera''.
La dimensione teatrale è lo strumento terapeutico utilizzato dall'occidente greco romano per mettere in scena i ''conflitti inconsci''.
Ma il punto è proprio questo,se una delle personalità che risiedono all'interno di quello che è stato definito da Freud ''complesso'',non entra in scena c'è la disarmonia.
Alla fine il punto non è il sadico gioco di mostrare le nostre pulsione erotiche verso le nostre madri,il punto è capire che siamo maschere multiple,che recitano il ruolo di una tragedia,o di una commedia,o di entrambe.
E il teatro era lo strumento era lo strumento per permettere di fare EMERGERE questa pluralità all'interno di noi.
Alla fine,il punto è segnalato anche nel vangelo ''io sono legione''.
Il malato mentale nella cultura semitica era l'indemoniato.
Ma questi demoni erano plurimi.
E' curioso il fatto che Gesù Cristo si sia servito di una mandria di porci per liberare tutti i demoni-personalità dell'indemoniato.
Ora i sistemi per agire su questa pluralità sono tanti e ogni cultura ha scelto quelli che sono più vicini alla sua sensibilità.
Il malato psichiatrico,l'indemoniato,l'affatturato che si rivolge allo sciamano è afflitto da un problema.
Ha una pluralità che non riesce ad armonizzare.
Che non riesce ad esprimere.
Tornando alla psichiatria ci troviamo in una situazione paradossale.
La cosiddetta ''schizofrenia'' che letteralmente (io analizzo spesso l'etimo perchè ci dice molto),significa ''divisione della mente''. è vista come una patologia quando è una situazione di sostanziale ubiquitarietà.
Il problema sta proprio nell'armonizzare,e nel permettere a ognuna delle nostre personalità,dei nostri ''demoni'' di uscire fuori,di entrare nel fascio di luce della coscienza e di uscire dall'ombra.
La psichiatria sembra orientata a spegnere determinate ''voci'',che altro non sono che il disperato tentativo di una personalità esclusa,di una maschera che vuole essere indossata di entrare in scena.
Ed è proprio qui che sta la debolezza della psichiatria.
Anzichè psichedelizzare ovvero dal greco ''rivelare la mente'',la spegne.
Analizzando la cosa anche da un punto di vista chimico si vede come l'approccio sia sbagliato.
L'LSD dietilamide dell'acido lisergico agisce sui recettori 5ht2a stimolandoli.
Idem per molti altri agenti psichedelici.
Gli antipsicotici di ultima generazione li bloccano.
Il ruolo della serotonina nella percezione della realtà è modulato da molteplici recettori.
Anche il concetto stesso di incremento della serotonina utilizzato da molti farmaci antidepressivi cosiddetti SSRI è sballato.
Il risultato dell'incremento temporaneo della disponibilità di serotonina nel vallo sinaptico determina una downregolazione e decremento di tutta una pluralità di recettori della serotonina che esita in un generale ottundimento della percezione sensoraile,e non di un incremento della stessa.
La psichiatria insomma spegne e riduce la pluralità,elimina le voci anzichè permettere loro di uscire dal reame della percezione di ''possedere'' invece il corpo e parlare.
Nel voodoo haitiano mutuato dalla protoreligione yoruba le diverse deità definite Loà,attraverso ritmi continui di tamburi,simboli disegnati sulla terra e candele ''possiedono'' i partecipanti alla cerimonia.
Era questo il minimo comune denominatore del significato terapeutico del protosciamanesimo amerindio,della religione Voodoo,del teatro greco.
La psichiatria è spegnimento temporaneo,della nostra pluralità,che poi deflagra nell'urlo definitivo dell'escluso che non è il ''malato psichiatrico in se'',ma quelle parti di noi a cui non abbiamo saputo permetttere di entrare in scena.




lunedì 6 luglio 2020

I fondatori

I fondatori volevano essere dimenticati.
Su fiori di loto avevano lasciato che il grembo della vita celasse il suo segreto.
Ma i fondatori della vita avevano creato un trucco perchè ci si dimenticasse di loro.
Ogni volta che la mente riusciva a penetrare la coltre dei ricordi provava dolore.
Il dolore era il drappo nero che i fondatori avevano inventato perchè la mente si distraesse dal loro ricordo.
Che cos'è la vita se non il farfugliamento di un idiota?
Alcuni spiriti più sottili avevano capito che la vita era più di questo.
La vita aveva molti segreti e i fondatori non volevano che gli uomini e le altre creature li cogliessero.
E per questo avevano inventato il dolore.
Che l'umanità avesse di cui occuparsi.
I più acuti percepivano i segni primevi dei fondatori.
E per questo i fondatori avevano disposto che i loro occhi venissero velati dal broccato d'ebano dell'infelicità.
Tutte le religioni,la scienza,la tecnica erano un immenso dispiegamento di forze per combattere il dolore.
Senza successo.
Perchè i fondatori avevano disposto che la coltre nera della sofferenza fosse impenetrabile.
Ma a volte i sogni come taglienti coltelli sono in grado di penetrare nei segreti che i fondatori avevano sapientemente celato.
Lui l'aveva visto.
La trama dello spazio tempo era un semplice vestito dell'universo, e le fibre di questa materia oscura erano in noi.
Aveva avuto una serie di sogni apparentemente senza senso.
Aveva visto  che l'universo era fatto di fibre.
E che a seconda dei pensieri si intrecciavano in modo diverso.
Ma cosa c'era sotto questo vestito?
Il segreto della materia non è nella scienza,ma nei sogni.
E così discendeva nelle tenebre della mente alla ricerca del segreto dei fondatori.
Vide le fibre intrecciarsi in vari modi.
Perpendicolari,ostilità.
Laterali possibili soluzioni.
A quel punto però voleva vedere il segreto dei fondatori.
E fu così che si recò dallo sciamano di pietra.
Quello che permette di accedere alla conoscenza.
E a quel punto ricordò.
Tutto ebbe origine da gesti.
I fondatori erano completamente diversi dagli umani,per un solo piccolo particolare.
Le mani.
Lo sciamano di pietra inviò il sogno.
Gli uomini primitivi erano perfettamente appagati.
Non avevano bisogno di tecnologia.
Quello che loro volevano lo ottenevano tramite particolari gestualità delle mani.
Perchè è dalle mani che passano le fibre invisibili dell'universo.
Ma ora lui voleva vedere dietro il broccato di fibre dell'universo.
Ma un dolore fortissimo lo colpì.
Proprio mentre stava recidendo la trama.
Ma lui vinse il dolore squarciando con un dito le fibre invisibili che lo stavano legando al dolore.
In quel momento  una lucciola si posò sul suo capo.
La sua anima entrò nella lucciola e danzò con essa.
La lucciola seguiva una simmetria segreta e in breve tempo disegnò nell'aria il sigillo.
Era un giglio di luce meraviglioso.
Ma era talmente bello che dimenticò il suo scopo.
E così capì che i fondatori avevano creato un secondo scudo perchè gli esseri umani non vedessero.
Una volta vinto il dolore,non sarebbero stati in grado di vincere la bellezza.
E così con gli occhi pieni dell'incanto della danza della lucciola d'estate si addormentò sereno.
Non gli importava più di vedere cosa c'era oltre il vestito dell'universo.
Era talmente bello che non osava spogliarlo.
E i fondatori continuarono a custodire il loro segreto.
Mentre moriva capì che i fondatori avevano vinto.

giovedì 21 maggio 2020

La casa dei ricordi

Fu portato davanti alla strega.
''Tutti noi abbiamo una seconda casa''.
''Cosa?''.
La nostra seconda casa è dove l'anima ritorna quando dormi.
E' la casa dei ricordi.
''Cos'è che ha rovinato la mia vita?''.
''Come posso fermare i demoni che la tormentano?''
''E' nella tua seconda casa che troverai la risposta.''
''Dove si trova?''
''C'è un mondo parallelo in cui gli incubi prendono forma''.
''Nelle notti senza luna quando il ghiaccio si forma sulle pareti,la strega vaga per i boschi e sceglie la tua seconda casa per fare i suoi riti''.
''La tua seconda casa sta marcendo,cade a pezzi.''
''Che cosa devo fare?''
''Devi recarti lì e rimuovere la maledizione''.
''Come?''.
''Nella notte verrà la tua antenata, e ti mostrerà la tua seconda casa''.
''Devi addormentarti su un panno nero,le candele accese ai quattro angoli del letto''.
Così fece.
Mentre prendeva sonno vide ergersi di fianco a sè una strana figura bianca diafana.
Si alzò dal letto e vide che alla finestra tutto era strano.
Come in un timelapse accelerato vide ergersi una enorme città di grattacieli verdi all'orizzonte.
E sotto una grande quercia una serie di palle luminose che vagavano nella notte.
Allora si girò e guardò la dama bianca.
Non aveva volto.
La dama bianca aveva un bastone con mille simboli.
Battè il bastone per terra.
Il telefono vicino al suo letto incominciò a squillare.
Rispose.
Era la voce di sua nonna.
''Vieni ti mostrerò il luogo dove c'è la tua seconda casa''.
''Dove?''
''Segui la dama senza volto''.
La dama senza volto uscì dalla stanza e lui fece per seguirla.ma non c'era più.
Nell'altra stanza c'era un letto,che stranamente si trovava spostato.
Capì che c'era qualcosa di strano.
Provò a spostare il letto e vide una strana incisione,il sigillo con cui aveva fatto un'incantesimo d'amore per rapire a sè la sua vecchia fiamma.
Davanti al letto c'erano degli specchi,in ognuno degli specchi c'era la sua amata che si pettinava i capelli.
Provò a sfiorare lo specchio quando si rese conto che le sue mani entravano nello specchio.
Poteva accarezzare i capelli della sua amata.
Le accarezzò le mani,quando lei dolcemente le prese,e lo tirò dentro lo specchio.
Lui entrò nello specchio ipnotizzato dagli occhi della sua vecchia fiamma.
Era come immergersi in acque fredde.
Chiuse gli occhi e la baciò.
Quando li riaprì vide che non era la sua amata ma sua nonna.
Era in un reame strano.
C'era una cupola in cui c'erano incise le costellazioni.
Da tutte le pareti scrosciava acqua.
''Segui l'acqua,la tua seconda casa è vicino al lago''.
L'acqua defluiva sul pavimento e qui in un fiumiciattolo.
Il fiumiciattolo si inoltrava tra i rami nella boscaglia.
Il fiumiciattolo era pieno di ossa.
Lui lo seguì.
A un certo punto si trovò vicino a una casa e il lago.
Era identica alla sua casa d'infanzia.
Entrò e vide se stesso e i suoi genitori che dormivano nella quiete.
Ma non erano soli.
Anche qui da un vecchio specchio nella casa,entravano e uscivano ombre nere.
A quel punto non sapeva cosa fare.
Nel salotto davanti ad un albero di Natale c'era di nuovo la dama bianca.
''La tua ava ha gettato una maledizione sulla tua seconda casa''.
''La seconda casa è quella dei ricordi e dei sogni''.
''Che cosa posso fare?''
''Nulla.''
Nella casa incominciarono a formarsi delle crepe il soffitto stava per cedere e i suoi genitori e lui bambino giacevano addormentati.
Lui cercò di svegliarli invano.
Alla fine la dama bianca accese un cerino e con quello diede fuoco alla casa.
''Fuggi dai tuoi ricordi o morirai''.
Nello specchio rivide la sua vecchia fiamma.
Cercò di rientrare nello specchio ma non ci riusciva.
Lo specchio non poteva essere oltrepassato.
Lei si agghindava i capelli e sorrideva.
Prese un martello e diede una martellata allo specchio.
Si frantumò in mille pezzi e cadde.
Dietro lo specchio vide il sigillo,il sigillo con cui l'aveva portata a se tramite l'incanto.
La dama bianca disse:
''Non c'è via di fuga,con l'incanto hai aperto la porta dei suoi occhi su di te,ma hai chiuso definitivamente lo specchio della tua infanzia''.
''Che cosa posso fare?''.
''Nulla.''
''Io ti ho mentito.''.
''E' vero che la casa dei tuoi ricordi sta crollando,ma io ti ho portato qui solo per rimanere sepolto''.
''Maledetta.''
Lui aveva praticato magia nera e sapeva cosa fare.
Prese uno dei cocci in cui era andato in frantumi lo specchio e si avvicinò per pugnalarla.
La pugnalò al cuore.
Ne uscì del sangue.
Lui lo bevve avidamente.
E a quel punto si sentì diverso.
Uscì dalla casa che nel frattempo si distrusse in un vistoso incendio.
Camminò fino alla collina e vide la casa della sua infanzia bruciare in lontananza.
Incominciò a nevicare.
Lui si sedette chiedendosi dov'era finito e come fare a ritornare allo stato di coscienza ordinario.
Si guardò le mani.
Erano sporche di sangue.
Andò nel rivo a lavarsele.
Nonostante se le lavasse il suo sangue continuava a scorrere copioso.
Non sapeva proprio che fare.
Vide che sul palmo delle sue mani era inciso il sigillo,con cui aveva incatenato l'anima della sua vecchia fiamma.
Allora prego la sua antenata di aiutarlo.
''Se vuoi salvarti,devi pentirti del tuo gesto.''
Vide che era dietro di lui.
Incominciò a piangere,e si mise le mani sul volto.
Le lacrime lavarono il sangue e lo mondarono dal sigillo.
Ora dammi la mano e vieni.
Lo portò alla sua tomba.
Se vuoi tornare alla tua realtà mondato, sdraiati sulla mia tomba.
Lui si sdraiò,e lei si sdraiò con lui.
Vide le stelle del cielo.
A un certo punto ci fu una stella cadente.
Lei disse ''hai espresso il tuo desiderio?''.
''Si essere mondato dalla mia colpa.''
''Allora vai dove è caduta la stella e tutto si risolverà''.
La stella era caduta, poche centinaia di metri più in là.
Lui la vide mentre ancora riluceva nel fitto della boscaglia.
La stella era caduta esattamente nel punto in cui aveva fatto il rito diversi anni fa.
Era luminosa e tutto il bosco riluceva.
Era una bolla di luce.
Lui vi entrò.
E in quel momento vide solo più luce.
Fu in quel momento che si risvegliò sul panno nero con ai quattro angoli le candele.
Si alzò.
Sollevò il panno nero e vide che sul pavimento c'era il foglio con cui aveva vergato il sigillo.
Prese il fogliò e lo bruciò.
In quel momento tutti gli specchi della casa si creparono.
E lui comprese di avere chiuso definitivamente la soglia dello specchio.
Ora i demoni non potevano più entrare nella sua vita.

martedì 19 maggio 2020

Il sole

Quel sogno lo tormentava.
Il sole era potente e maligno.
E dal sole usciva un'energia negativa.
Era il sacerdote del tempio di Eliopoli.
Dal pozzo solare emanava un liquido nero e anzichè il fascio dorato che riluceva nella camera del pozzo,c'era un informe liquido nero.
Da questo liquido nero si protendevano molte mani.
''Nessuno deve sapere cosa sta accadendo,o i contadini smetteranno di versare il grano nel tempio''.
''Però bisogna fare qualcosa''.
''Il sole non garantisce più pace e stabilità e presto saremmo invasi da piaghe''.
''Ho sentito che un certo Mosis è in contatto con un dio esterno,uno che desidera impadronirsi del nostro universo e della nostra razza''.
''Conducetelo al faraone vediamo di quel che è capace''.
Lo condussero.
''Mosis che vieni dalle acque del Nilo e sei ambasciatore del dio straniero, rivela ciò che sai''.
''Voi dovete sottomettervi a lui, lui è il vero creatore''.
''E qual è il suo nome?''
''JHWH io sono colui che sono''.
''Mosis lui non ti ha rivelato il suo vero nome come fanno i nostri.''
''E' un dio di morte''.
Il faraone disse:''vuoi oro o argento?''
''No io voglio che vi sottomettiate''.
''No, non possiamo farlo''.
E l'angelo del dio di morte prese uno per uno i primogeniti della terra de Nilo.
Ma un sacerdote ebbe un'intuizione:''lasciamoli andare via,a un certo punto la maledizione se ne andrà dal nostro paese''.
E il faraone disse:''No,il sole è malato''.
''Cosi' come lui ha preso i nostri primogeniti noi prenderemo il suo''.
E il faraone scagliò la maledizione sul dio esterno.
''Se tu conserverai il predominio sul sole,dovrai sacrificare il tuo primogenito''.

...
Molto tempo dopo sul monte degli Ulivi un'anima giaceva in preghiera:''Abbà padre liberami da questa sorte''.
Ma lui implacabile rimase sulla sua decisione.
''Il sole diventerà nostro, tu devi accettare la tua sorte,o i sacerdoti avranno di nuovo il controllo della stella d'oro''.
''Solo il sangue prevarrà sull'oro''.
E fu così che il primogenito morì.
Ma i seguaci di Eliopoli ne ebbero compassione e gli diedero la possibilità di salvarsi.
''Se suo figlio morirà la stella sarà maledetta per sempre''.
Così vennero ed anticiparono la grande alba del nuovo regno solo per lui.
Dopo che ebbe esalato l'ultimo respiro, lo ricoprirono di un telo di lino egiziano con cui fare risorgere la sua carne.
E in tre giorni a lui ritornò lo spirito.
Il dio esterno fu pieno d'ira e mandò la sua maledizione affinché il sole ritornasse nelle sue mani.
''Ora toccherà al mio popolo,lo sacrificherò per impedire che il sole torni a essere di Eliopoli''.
E così fu.
E il sole divenne di nuovo malato e sempre più caldo.
Dissero che era colpa dell'inquinamento, ma il sole incominciò a scaldare in modo implacabile il pianeta.
Fino a che venne il profeta e disse:
''A  Eliopoli, tutti sanno quel che sta succedendo è ora che il dio esterno e gli dei della terra facciano pace.''
I fratelli muratori, antichi discendenti della religione di Eliopoli incontrarono i seguaci del primogenito sacrificato e dissero:
''Dividiamoci il regno della terra vi lasceremo il potere sulla gente ma lasciate che noi saniamo il sole,e ritorni quello benefico di un tempo''.
Il papa e i suoi vescovi si consultarono,poi andarono nel santo sepolcro, e portarono con loro i seguaci del sole.
''Quando la luna oscurerà il sole,voi lascerete uscire gli esseri maligni dalla profondità del pozzo solare''.
''Ma il popolo è nostro''.
Così fecero.
Da allora il sole smise di scaldare in modo abnorme e di essere avvelenato ma i mostri del dio esterno scatenarono epidemie e guerre.
Ma i seguaci di Eliopoli sanno che nel pozzo solare viene raffinato l'oro più puro.
Quello che permette al figlio del dio esterno di vivere in eterno.
E da quel giorno la terra è devastata da carestie ed epidemie, ma il sole non è più in pericolo.
E i seguaci di Eliopoli sono saggi e sanno aspettare.
Perché i seguaci di Eliopoli sanno che un giorno anche il dio esterno dovrà morire, e allora solo allora, dovrà rivolgersi a loro per rimanere in vita.
Perché è nel sole il segreto della vita.
E quel giorno sarà stipulato un nuovo trattato.
E solo allora l'umanità vivrà in pace.


lunedì 18 maggio 2020

Le stelle

Da quando lui era caduto dalla moto aveva perso conoscenza ed era caduto in coma.
C'è un era in cui il cuore batte forte,e batte più forte di ogni cosa.
E' un età tenera e tremenda,perchè se non la viviamo saremo fantasmi per sempre.
Il suo cuore batteva forte e i suoi occhi brillavano forte per lui.
Occhi negli occhi,ma quando gli occhi si spengono che ne rimane del cuore?
Da quando era arrivata quella telefonata non faceva altro che piangere,però era forte e piangeva da sola quando nessuno poteva vederla.
Lui era attaccato alle macchine che lo mantenevano in vita, lei gli stringeva la mano forte e sperava che un giorno quella mano tornasse a stringere la sua.
Faceva le scale dell'ospedale di corsa e il cuore in petto le rimbalzava, che ne doveva sapere lei poco più che sedicenne di una cosa così scabrosa come la morte?
Non sapeva chi pregare o cosa, non credeva in nient'altro che in quel cuore che batteva forte.
Si disse tra sè e sè,''solo il mio cuore non mi lascerà sola'',e quando tardi il vento della sera tornava ad accarazzerle i capelli ,lo sentiva battere forte,e non si sentiva sola.
Guardava il cielo nero pieno di stelle e avrebbe dovuto sentirsi sola,e invece il cuore le batteva forte in petto, dentro di sè sapeva che un giorno quell'energia sarebbe stata trasferita alla mano dell'amato.
Le uscite con gli amici le facevano più male che bene, molti ci provavano, altri si abbracciavano ricordandole i bei tempi in cui loro si stringevano forte e lei aveva un caldo abbraccio e un altro cuore a battere con il suo.
Tutti sembravano felici, ma lei non lo era.
Il suo sabato sera era un incubo.
Mentre sorseggiava una birra tutti si rovesciavano sull'erba in dolci abbracci,e lei guardava il cielo nero chiedendo segretamente aiuto.
Presto smise di uscire.
Le sue uniche uscite erano per andare a incontrare quello che era ancora il suo amore, quello che le aveva fatto battere il cuore per prima,e a cui aveva giurato amore eterno.
I suoi incubi erano fatti di abbracci cieli neri,e luci al neon che inondavano quelle stanze teriibili, dove giacciono i relitti tra la vita e la morte.
E quando correva giù dalle scale dell'ospedale guardava il sole spegnersi fra le montagne e dentro di sè soffriva pene atroci,e il cielo era così bello,ma sarebbe stato bello anche senza il suo sole?
Dov'era la gracile anima della sua creatura?
Era già forse fra le stelle.
Ma il suo cuore le batteva nel petto e lei sentiva che non era così.
''Ti amo'',disse prendendo le sue mani e le sue lacrime colarono sulle mani giunte.
Dal suo ventre sentiva qualcosa,e il suo cuore batteva forte,così forte che a un certo punto mentre i suoi occhi erano persi in una finestra che dava su altre finestre nel labirinto dell'ospedale,sentì quella mano stringerla.
Aveva riaperto gli occhi.
Pronunciò il suo nome.
Lei lo sommerse di baci.
Ma i suoi occhi non erano più quelli di un tempo.
Avevano visto qualcosa ed erano diversi.
Nonostante questo lei era piena di gioia,e quando discese gli scalini lo fece piena di gioia.
Guardò il cielo di notte e ringraziò qualcuno là fuori.
L'indomani lui pronunciò il suo nome.
Poi le confidò un segreto.
La sua anima era volata in cielo fra le stelle ed era piena di beatitudine quando fra i milioni di stelle ne aveva vista una più luminosa delle altre.
Era azzurra intensa,e risplendeva nel vuoto nero.
Sentiva mille voci dalle stelle ogni stella conteneva un'anima,e ognuna voleva condurlo con sè.
Da molte stelle venivano voci suadenti,ma solo una lo attraeva,la sua voce era melodiosa e dolce,così si era  sentito attratto da quella.
Quella stella brillava pulsando con il ritmo di un cuore.
Così si avvicinò e oltrepassò i pilastri di orione.
Era vicinissimo a quella stella e a un certo punto la stella diventò un immensità di luce,fino al punto in cui aveva aperto gli occhi e visti i suoi.
Riconobbe i suoi occhi nella stella e cercò di dirle ti amo,ma non riuscì.
Perchè qualcosa fra le stelle gli aveva rubato il cuore.
Ma non osò dirglielo.
Le disse solo:
''Hai dei begli occhi''.
Lei pianse e lo baciò.
Ma appena potè lui la abbandonò.
Il suo cuore era rimasto perso fra gli abissi di tenebra del cielo.
Lei si sentì smarrita.
Guardò il cielo e sentì il cuore battere,e dentro di sè capì la lezione.
E' inutile amare chi ha vagato fra le stelle, lei stessa riconobbe che erano troppo belle.
Ora scese gli scalini lentamente e si sedette su una panchina.
Guardò per terra,e si chiese ''chi mi amerà come lui,chi mi ripagherà del tempo speso a vegliarlo?''
Guardò in cielo ed era bello.
Ma lei ora era veramente sola e pianse lacrime diverse.
Non era più una ragazzina.
Ora sapeva che il flutto gelido dell'eternità ci ruberà chi amiamo ancora prima che il suo cuore sia definitivamente gettato oltre la soglia.