mercoledì 16 novembre 2022

Sul colesterolo

 Esistono studi che correlano bassi valori di colesterolo ad alterazioni dell'umore, stati depressivi, stanchezza, impulsività.

Il colesterolo, questo sconosciuto.

Diventato sinonimo di ''bestia nera'' come sempre capita in una divulgazione scientifica  di tipo pubblicitario che si accattiva un certo pubblico cercando di vendere il tale o il tal altro integratore ''virtuoso'' in grado di ''diminuirlo''.

Ma se è lì ci sarà un motivo.

Il colesterolo ha proprietà curiose, è l'unico reale stabilizzante di membrana:

in presenza di una membrana cellulare composta principalmente da sfingolipidi e fosfolipidi composti da acidi grassi di tipo saturo, il colesterolo fluidifica la membrana, in presenza di acidi grassi di tipo insaturo il colesterolo la rende più ''solida''.

Questa proprietà della membrana cellulare non sono da poco in termini di significato biologico e clinico.

Nel sistema nervoso la proprietà del colesterolo di agganciarsi ai fosfolipidi e sfingolipidi di membrana può essere vitale per creare un ambiente di comunicazione neurone rapido e veloce.

Indipendentemente dalla tipologia di neurotrasmettitore coinvolto, avere una membrana più fluida comporta un rilascio più rapido delle vescicole intrasinaptiche.

In linea di massima un rilascio troppo ''rapido'' cosa può comportare?

Può essere interpretato come un ''velocizzatore'' della frequenza di scarica neuronale.

Agendo come fluidificatore dei fosfolipidi e sfingolipidi di membrana neuronale, massimizza la fusione delle vescicole interne alla membrana della sinapsi di modo che vengano esortiate, ovvero ''buttate fuori'' le vescicole contenenti i vari neurotrasmettitori.

Si parla di plasticità sinaptica a ogni pie sospinto ma senza il colesterolo la plasticità sinaptica può essere diminuita ergo, ecco spiegati possibili vuoti di memoria in seguito all'utilizzo delle statine (farmaci che diminuiscono la sintesi del colesterolo).

Per i non addetti ai lavori non è questione di ''colesterolo buono'', ''colesterolo cattivo'' se una molecola è sintetizzata nell'organismo è buona entro un range per cui non deve superare un limite superiore ma nemmeno un limite inferiore.

Ora da come ne sto parlando, sembrerebbe che il colesterolo sia così indispensabile quasi da necessitare una sorta di ''integratore di colesterolo''.

(Era una battuta).

Il punto è :

In che condizioni?

Prendiamo i famosi virus.

Ora, un meccanismo aspecifico che in qualche modo rallenta la progressione di una infezione virale e mi verrebbe da dire, di qualsiasi virus, è creare una membrana cellulare meno fluida, dunque meno suscettibile di invaginarsi per fare entrare un virus infettante, e meno fluida anche da non permettere la sua invaginazione per uscire dalla cellula.

Ergo in questo caso mi viene da dire che le statine diminuendo il colesterolo potrebbero ridurre la velocità di replicazione virale.

All'opposto nel diabete la secrezione di insulina verrebbe rallentata.

Buono o cattivo lo si decide in relazione a cosa stiamo analizzando.

Ora senza pretese di esaustività lancio questa pietra, questo calcolo colesterinico nello stagno fosfolipidico della vostra membrana neuronale sperando di aumentarne la fluidità.

Last but not least buttata lì come una cosa da niente il colesterolo ha ispirato gli studi sui cristalli liquidi, le cosiddette mesofasi, tra cui quella colesterica che appunto prende il nome dal colesterolo.

I primi studi sui cristalli liquidi furono realizzati su esteri del colesterolo.

Di per sé questo vuol dire poco o nulla in termini di comprensione reale del suo significato ma dubito che non abbia un significato.

Il ''cristallo liquido'' è una fase della materia particolare suscettibile di avere doppi punti di fusione di essere influenzata da campi elettrici e magnetici, come se non bastasse a complicare le cose.

Lascio per ultima questa considerazione anche perché è quella di più difficile interpretazione, e dunque suscettibile di interpretazioni errate o posticcio, cionondimeno va considerato.


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