sabato 5 novembre 2016

Ponzio Pilato,Quid est veritas o psicosi e disturbo ossessivo compulsivo

Esordisco dicendo che quello che viene definito pazzia è il prezzo che la specie umana ha dovuto pagare all'evoluzione per avere una mente cosiddetta ''razionale'' ed ''intelligente'',ovvero specialmente certi tipi di ''pazzia'' sono il rovescio della medaglia della nostra intelligenza.
Così capita che certi tipi di malattia mentale colpiscano principalmente alcuni tipi di menti soprattutto quelle più rigorose e analitiche,è il caso del disturbo ossessivo compulsivo.
Il disturbo ossessivo compulsivo colpisce sopratutto le menti che rispettano rigidamente i criteri della logica,per esempio le idee ossessive seguono un percorso preciso.
Una mente logica sa,perchè questa è una delle leggi della logica che l'impossibilità di dimostrare una determinata cosa,evento o oggetto impossibile non esiste.
Se io dico che esiste un fungo viola dotato di corde vocali tu tecnicamente non puoi darmi torto,perchè è impossibile dimostrare che nelle vastità del nostro universo o eventualmente in universi non sensibili ai nostri sensi se non appunto in condizioni alterate come il sogno o la droga il fungo viola canterino non esista e non abbia fondato un gruppo musicale chiamato magic purple mushroom.
Per questo esiste una cosa chiamato ''onere della prova'' ovvero se tu dici che c'è un fungo viola in grado di cantare meglio di sting me lo devi portare o devi almeno portare un video, che poi comunque, potrebbe essere taroccato.
La caratteristica del fungo viola è che non tocca nessuna corda emotiva,quindi questa storia muore lì come esempio didattico,o magari ve lo sognerete la notte chi può dirlo?
Se però al posto di funghi viola io postulo l'esistenza di entità che per ragioni che mi sono per il momento oscure toccano alcuni tasti della nostra emotività il discorso cambia.
Se anzichè postulare l'esistenza di funghetti canterini io postulo l'esistenza di spiriti o demoni che possono possedere il tuo corpo,di alieni infradimensionali che vengono da dimensioni non percepibili ai nostri sensi che possono rapirti,o anche solo postulo l'assunto che tua moglie ti mette le corna,o che ti sia preso una malattia venerea o stia incubando un cancro,metto in gioco nel meccanismo della logica elementi emotivi che rischiano di destabilizzare la ragione, di parassitarla di arrivare ad occuparla completamente per il problema che abbiamo descritto a monte:io non posso razionalmente avere il 100% di sicurezza di poter escludere qualcosa.
Posso avere il 99,99999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999999%
Ma mai il 100%.
La verità in senso stretto,non esiste.
Ponzio Pilato chiese QUID EST VERITAS? e nemmeno Cristo ha saputo rispondergli.
Ponzio Pilato gli ha fatto questo test per capire se era psicotico.
Cristo ha taciuto,non possiamo sapere per quale ragione,ma fatto sta che è stata l'unica volta che non ha risposto.

Comunque ,hai visto quanti 9 ho scritto?un pò tanti,mi sono comportato dunque in maniera ossessiva compulsiva per una decina di secondi ma se io avessi voluto essere del tutto razionalmente corretto avrei dovuto passare il resto della mia vita a digitare 9 su una tastiera,alzarmi la mattina prendere un caffè e poi digitare 9 per tutto il resto della giornata fino ad esaurimento della mia energia mentale e materiale.
Ovvero un comportamento ossessivo-compulsivo.

Il 100% non esiste,i numeri perfetti,la certezza non è di questo mondo e nessuno che sia rigorosamente logico può darmi torto.

Per questo il disturbo ossessivo compulsivo viene definito la malattia del dubbio,il dubbio è l'architrave della razionalità,ma passare troppo tempo a dubitare può paralizzare la nostra mente,soprattutto su questioni marginali.

Tutte le menti strettamente logiche sono vulnerabili ad idee ossessive e a comportamenti ossessivi per allontanare quelle stesse idee disturbanti o per trasferire la fatica mentale che comporta un calcolo di 9 infinito su gesti fisici che non affaticano la mente tipo camminare saltando ogni 8 piastrelle la nona,in questo in un certo senso,rendendo fisico un processo mentale SCARICANO la mente della mole di un lavoro che la loro mente stessa percepisce come inutile e assurdo ma per fedeltà alla logica non può sottrarsi.

Così la mente umana per sottrarsi a questo processo ha inventato un meccanismo compensativo:la fede.
La fede è l'antidoto al dubbio,è una predisposizione mentale in cui il dubbio viene trattato dalla mente più o meno come il gatto tratta il topo.
Solo che anche il secondo porta se portato all'estremo alla pazzia.
Io credo di essere Napoleone perchè sentirmi Napoleone mi fa sentire bene io penso di essere Napoleone e uso il meccanismo della fede per distruggere ogni ragionevole dubbio che questa sia una stronzata.
Così abbiamo all'opposto la psicosi,psicosi e disturbi ossessivi compulsivi sono i 2 estremi opposti e la mente umana può rimanere sana solo se rimane in un campo indefinito tra la fede e il dubbio equidistante dai due.
Ma il problema è che se incominci ad avvicinarti a uno dei due poli opposti questo ti attira in modo magnetico e poi ti trovi attaccato a uno dei due poli senza possibilità di staccarsi.

mercoledì 2 novembre 2016

Seneca o della voluttà della morte

Oggi è il giorno dopo la festività dei morti e dei santi,voglio dedicargli anch'io un pensiero.
La morte esiste.
La morte spaventa.
La morte è il grande tabù del nostro secolo, il sesso è un finto-tabù.
Quel che ho sempre ammirato del Giappone è il rispetto per i suicidi.
Il suicidio viene considerato un modo nobile per terminare la vita al posto che essere consumati dal tempo, che lascia più cicatrici dell'acido.
Se tu odi qualcuno ti prego non ucciderlo, gli faresti un enorme piacere.
Togligli ciò che ama, ciò a cui più è affezionato ma non ucciderlo.
In questo modo ti comporterai come il più grande carnefice dell'uomo (e in special modo della donna) ovvero il tempo.
Ho sempre trovato onorevoli le morti dei filosofi stoici e dei samurai giapponesi e lo devo scrivere anche se potrò essere tacciato di essere un nazista, anche la morte di Hitler e della sua compagna mentre ho sempre trovato poco onorevole la fuga in Svizzera del nostro ''duce'', fermata all'ultimo a Dongo.
Diciamo che le usanze giapponesi non sono pienamente condivisibili ovvero il seppuku ,il suicidio tradizionale è un po' complicato e rischia di diventare una farsa tragicomica,anche perché si deve coinvolgere una seconda persona che di fronte al nostro collo specie se ci è amico, può essere esitante.
Yukio Mishima è stato vittima di questa situazione purtroppo tragicomica.
Ma comunque anche se non condivido le modalità, troppo cruente e figlia di una concezione animistica della realtà (per loro l'anima sta nel ventre), condivido il rispetto che viene tributato ai suicidi.
Esiste l'arte di vivere solo se esiste l'arte di morire, e devo dire noto una certa voluttà nel cercare la morte come nel caso di Seneca, tagliarsi le vene in un bagno caldo, in una vasca di marmo, prima di subire l'onta che a strappare il tuo ultimo respiro sia un boia in una pubblica piazza gremita di occhi famelici assetati del tuo sangue prezioso (ho già spiegato varie volte che l'uomo è cannibale), o peggio ancora l'ultimo rantolo di una malattia mortale.
C'è dignità nel suicidio, specie quello non per disperazione,inutilmente raffazzonato, ma per conservare la virtù, l'onore, per stabilire che nella gerarchia dei propri valori, la vita non è il vertice,come se fossimo degli animali.
Perché una società che rifiuta il suicidio, e considera nobile chi agonizza in un letto, ci ritiene degli animali.
Io rifiuto l'animalismo, ma trovo perfettamente logico che in una società che rifiuta il suicidio, noi veniamo considerati pressapoco come degli animali, che come bovini e suini si attaccano alla vita fino a che qualcuno li triturerà facendo di loro bistecche, prosciutti e salami.
Mi piace molto la scelta di Seneca per non dare soddisfazione a Nerone, la trovo non solo dignitosa ma anche voluttuosa, così come trovo nobile l'atteggiamento di Nerone che non manda i suoi scagnozzi a macellare Seneca, ma gli da la libertà di fare tutto da solo,comodo coi suoi tempi, nell'intimità della propria dimora e non di fronte a tutti.
Perché c'è voluttà nel vivere come c'è voluttà nel morire,e tagliarsi le vene in un bagno caldo avvolgente e magari profumato è un gesto voluttuoso, lascivo.
Forse Nerone non era quel tiranno che ci hanno raccontato...
Diciamo anche che se una morte del genere è privata del pathos eroico del samurai, è pienamente dignitosa allo stesso modo, ma al tempo stesso è voluttuosa come sono voluttuosi i romani, come è voluttuosa Roma (il centro ovviamente,non lo schifo delle periferie).
Facciamo troppi pietismi di fronte a gesti che meriterebbero semplicemente rispetto.
La stirpe italica ha il piacere che scorre nelle vene e quando te le tagli in un bagno caldo sei tu stesso ebbro del tuo stesso sangue.
Quanto a concezione della vita e della morte radicalmente opposta alla nostra ci sono gli inglesi popolo che non ho mai sopportato, per come sono anedonici.
Pensate che in una civiltà del genere oltre a far nascere il capitalismo (finto edonico, in realtà invidioso, competitivo) e condannare Oscar Wilde, il principe del piacere a cui in terra italica nessuno gli avrebbe torto un capello, tanto che da noi uno che si era fatto togliere una costola per meglio autosuggersi l'uccello veniva invece celebrato come vate, e oltre ad aver dato origine al  femminismo che è nemico mortale della femmina lasciva (e difatti va a braccetto con i bigotti che vogliono chiudere le case chiuse), l'inghilterra ha dato i natali ad una legge ridicolmente tragicomica:
nell'Inghilterra vittoriana  se ti suicidavi e il suicidio non riusciva (come può capitare in tutti gli atti umani) ti venivano a prendere e ti impiccavano con imputazione ''tentato suicidio''.
Se c'è un popolo che non mi riesce di sopportare non sono i francesi con la puzza sotto il naso, né i giapponesi che un po' matti sono, né i messicani che sono pigri e ultraviolenti e nemmeno i negri che sono appunto denigrati e che sono voluttuosi come e più di noi solo che non sono altrettanto intelligenti e raffinati e nemmeno gli ebrei.
Mi stanno sul cazzo gli inglesi e questo atteggiamento da gente che sta dritta solo perché ha una scopa in culo e si affloscia se gliela togli e si lamenta pure.
Invece il gesto di Seneca è l'antitesi è edonismo,edonismo latino-mediterraneo della morte ed io l'ho apprezzato molto e con me tutti i posteri senza una scopa nel culo.

Halloween fa cagare

Lo so è un'antica tradizione celtica,ma l'altro ieri sono andato ad una festa di Halloween e mi ha fatto cagare il cazzo, in alcune aree d'Italia c'erano delle tradizioni simili a quelle di Halloween,ma il punto non è questo,il punto è che il consumismo ha reso tutto uno schifo,samhain in Irlanda in un villaggio contadino poteva anche aver senso,le zucche con la festa in maschera,col latino americano,col trenino in stile capodanno fantozzi era qualcosa di tragico,tragico,dovrebbe essere una festa vissuta nel silenzio cercando di ascoltare le voci dei morti,non un'anticipazione del capodanno (tragico fantozziano).

Cessate d’uccidere i morti,
 non gridate più, non gridate
 se li volete ancora udire,
 se sperate di non perire.

 Hanno l’impercettibile sussurro,
 non fanno più rumore
 del crescere dell’erba,
 lieta dove non passa l’uomo.


martedì 1 novembre 2016

Vetri di Murano

E Dio fece l'uomo
a sua immagine e somiglianza
e plasmò i cristalli multicolore
delle nebulose e delle galassie
nella grande fornace cosmica
tu vetro,sei materia fluida
con cui l'uomo imita il suo creatore
e ogni vaso è un piccolo universo
l'uomo lo plasma con le sue mani
un idea si trasforma
in forma tangibile e concreta
il giusto colore gli dona
grazie ad antichi segreti medievali
custoditi di generazione,in generazione
ogni elemento è un diverso colore
pasta informe nelle tue mani
il mastro vetraio
è colui che più si avvicina
al grande creatore
e solo in un epoca barbara
di merde di artista
e di artisti di merda
in cui quattro ferri vecchi o stracci
purchè di marca
valgono 100 volte il loro prezzo
hai costretto gli artigiani di Murano
a spegnere il  sole creativo
delle loro fornaci
e a non illuminare
più i nostri occhi
con i suoi preziosi riflessi.

Dresden

Allontano dalle mie narici
l'odore di carne umana bruciata
mentre ho messo a suonare il grammofono
per non sentire il cupo rumore dal cielo
il rombo dei motori si avvicina
alti si innalzano
i corvi della morte nemici
le loro uova di fuoco e salnitro
bruciano ogni cosa sulla terra
uomini alberi,macchine,giornali,vestiti
La città presto è diventata
 un immenso occhio di fuoco
che spaventosamente dilatato
contempla nel cielo rosso
le stelle lontane della notte
cogliendo in esse
il cupo verdetto del fato.
Dentro le gotiche cattedrali
si illuminano a giorno
le vetrate policrome
non il sole
ma il fosforo bruciante
illumina gli scranni di sulfurea luce
Valpurgisnacht si avvicina
Dresda è il suo tempio
è il trionfo di Lucifero
il portatore di luce
che brucia l'umano intelletto
e l'umana carne
l'inferno per un giorno
è emerso dalle profondità ctonie
per dimorare sulla terra
e guardare ghignante
di nuovo le sfere celesti
e mescolare l'odore di zolfo
all'aria pura del mondo superno.
Nei forni di Auschwitz
si doveva forgiare
un'umanità pura da ogni scorie
ma nella fornace di Dresda
si è formato l'uomo nuovo
curvo,vinto,annichilito
la luce immensa del grande fuoco
l'ha reso una pallida ombra di ciò che è stato
ora tu uomo europeo
hai paura di te stesso
e consegni ad altre genti
le chiavi del tuo destino
l'anima consumata
prima dal fuoco delle bombe
poi da quello invisibile
dei sensi di colpa
producono un denso fumo nero
che oscura il senso di sconfitta
e di annientamento
un'umanità nuova ne verrà fuori
farà sessantotti e orge multicolori
ma la sua anima è nera
bruciata dal fuoco di Dresda.

La nostra epoca

Psicofarmaci,
deserti chimici 
su cui non piove più un'emozione 
da anni.
Carcasse di animali morti
rossi sanguinanti
dentro celle frigorifere
sotto bianchi e algidi
tubi al neon.
Spazi virtuali,
cavi nella nostra carne 
chip nei cervelli 
tv led negli occhi
cuffie nelle orecchie
stupidità di un cane
amore per il cane,
amore della propria stupidità.
Vite non vissute 
senza profumi 
senza odori 
senz'anima. 
Unico odore
quello di benzina.
Autostrade di notte
pompe di benzina automatiche.
Luci di fari intrappolate
si spostano senza posa
in quella ragnatela d'asfalto
che è diventata la città.
Nuovi grattacieli fosforescenti
si innalzano 
sotto gli occhi di una luna sgomenta.
Città senza cielo
fantasmi rimasti intrappolati 
in circuiti elettronici.
Profili facebook di morti
rimangono sulla rete.
Cronache dell'akasha
del nuovo mondo virtuale.
Quei pochi che escono di casa
viaggiano nelle periferie di Hong Kong 
per trovare ketamina 
a basso prezzo ,
per entrare nel tunnel 
e vedere la luce. 
Le nostre anime 
fototropiche come falene 
sbattono contro la luce al neon ,
della luce artificiale 
di un dio chimico
e si dibattono instupidite
credendo di aver realizzato l'assoluto.

Buddha


Clessidra
dalla sabbia infinita
come sabbia
granuli di dolore
misurano il passare del tempo
ma non c'è una fine
se c'è sarebbe l'unico dono
del fato senza volto
gira la clessidra
e daccapo ricomincia
eterno ritorno
tutto è già stato
un milione e più di volte
eppure è destinato a ripetersi
un milione e più volte
illuminato è chi scopre
che a girar la clessidra
è la sua stessa mano
allora rompe la clessidra
e soffia via la sabbia del tempo e del dolore
con poco più di un soffio
è l'ultimo respiro da essere condizionato
è il primo da Buddha,l'illuminato
luce che ti protendi dall'albero Bodhi
incenso mistico del Deccan
ti elevi al cielo
ma il cielo è vuoto
la tua natura è come
le volute del suo fumo
la tua natura è quella delle nuvole
un'attimo prima eri una forma
un attimo dopo sei qualcos'altro
quando ti elevi al cielo
tutto diventa chiaro
scopri di essere il carnefice di te stesso
il persecutore che hai creduto
trovarsi fra gli dei
o negli inferi
che scopri essere
curiosamente vuoti.