venerdì 19 luglio 2024

Black money matters-zecca di stato-eurobond


Gran caldo la natura fa le sue valutazioni.

Io pure.

Mentre le cicale cantano in coro cercando di propiziare l'esplosione del sole a nova stellare, come tanti piccoli timer loro cantano assidue.

Meriggiare pallido e assorto diceva un tale.

Il più grande dei poeti italiani per me.

Cicale e formiche.

Diceva qualcun altro.

Qualcuno che diciamola tutta era un pò stronzo.

Un tedesco per intenderci.

O una tedesca.

Aveva sempre la pretesa di dire a tutti come stare al mondo.

Angela.

I neri andavano lavati, o chiamati negri e sbiancati con conegrina.

Gli italiani dovevano dimagrire (tu mancia!).

Un giorno ero nella bettola de Er regazzino a Pisa (neanche la sua, ma di quella disgraziata inqualificabile di sua madre).

Ero li seduto dentro il locale ( 'a bettola) che mi facevo i cazzi miei, coi miei problemi, col mio I pad di autocampo di autoconcentramento-isolamento digitale.

Un posto tristissimo ad alta concentrazione di sofferenza.

Erano tipo le 5 del pomeriggio.

Estate.

Il tedesco viene a chiedere di pagare a me (che oltretutto ero li perché aspettavo che Valerio er ragazzino terminasse di lavorare) quindi non ci lavoravo e non me ne fregava niente delle carbonare romane ai tedeschi a Pisa.

Parlo in inglese al ''genio teutonico'' e ovviamente lui, trova da lamentarsi perché er regazzino gli ha chiesto di pagare in contanti.

Nè io ne il ragazzino ne possiamo nulla.

E' quella sciagurata di sua madre e il suo compagno a gestire quello schifo.

Forse il ragazzino  non è molto intelligente.

Io che in teoria sono più intelligente cosa dovrei dire?

Il tedesco fa la battuta credendo di essere smart anglosassone ma risulta noioso come di prassi:

''Oh black money!''

Crede di aver detto una roba ironica.

Io commento saccente e gelido ''black money matters''.

Non capisce.

George Floyd al confronto è Einstein.

Il dramma dell'ironia feroce è che illumina chi già vede mentre non la mostra a chi è cieco.

Non capisce la battuta.

Non capisce niente.

Mica è negro...è un tedesco per Dio!

Lasciatemi essere razzista come decido io almeno maledetti anglosassoni....

Dai su smettiamola di censurare: black humour matters!

Ma la natura ha un ironia grottesca uguale e pronuncia la sua sagacia in forma di balck humour .

Due anni dopo, sempre di estate mi arrivano dei poveretti tedeschi in guardia.

Un tale Alex Hexagon British very British su YouTube mi strappa una risata.

''In Second World War Great Britain lose its empire, Germany its dignity''.

Black humour is black humour.

Pane al pane e vino al vino.

Erano tutti imperialisti inglesi compresi.

Soprattutto gli inglesi, non gli americani per paradosso, che al giorno d'oggi vengono definiti imperialisti.

La tedesca 30 anni fa quando avevo fatto detta osservazione mi aveva prontamente ricordato di Mussolini e io avevo ingollato pensando ''cretino di un popolo che crede sempre di fare fesso chiunque e prostituirsi all'impero più forte''.

Gli scemi italiani capeggiati dal principe dei ritardati, gli eterni ritardatari sulla storia.

Finita male, ahimè.

''Però sti tedeschi perché dopo che hanno perso, comunque ostentano superiorità? che cazzo vogliono da noi?''

E Churchill ... Benito lo ha giocato come la pedina mediocre che era.

Appunto.

Il duce dei mediocri.

Lo scemo degli ''eccellenti''.

L'eccellente degli ''scemi''.

Ma noi italiani lo abbiamo capito si o no?

Non si sa.

Le zecche italiane però hanno una chiara idea degli schieramenti geopolitici in termini di prosopopea e coglioneria in campo.

Le infografiche dei PIL e dei debiti pubblici non sono nulla in confronto a quelle delle puntura di zecca.

Non sto parlando in modo metaforico.

Sto proprio parlando di zecche vere e proprie.

Dell'insetto che ti punge e ti leva il sangue.

Chissà perché prende tre turisti tedeschi di seguito che mi arrivano lo stesso giorno.

Chissà perché nessun tedesco chiede se il servizio di guardia medica è gratuito.

Chi è il parassita di chi?

Un belga mi chiede se mi deve qualcosa (non per una zecca), ed è un belga io sorrido e dico ''nothing'' (non so il francese) mi guarda stupito e mi ringrazia.

Bruxelles.

Inno alla gioia con stelline gialle bandiera blu.

Peyrani.

I tedeschi no.

Eurobond verboten! dicono dalla bundesbank.

Niente eurobond per la bundesbank ma il servizio medico gratuito per le zecche italiane che gli si sono attaccate ai loro corpi teutonici secondo loro deve essere gratuito.

A un certo punto ho un'intuizione.

E' sovranità monetaria!

La battuta su Draghi e il quantitative easing è scontata e in fondo il quantitative leasing ha creato l'inflazione e su questo la Bundesbank ha ragione mi dispiace...

Quantitative Leasing.

(intenzionale L lettera iniziale , specificare tutto )

Fanculo gli scemi italiani che ti correggono la pronuncia in inglese.

Fanculo il ''whatever it takes'' detto con la stesso accento di ''are you talking to me'' di De Niro... DEL COMANDANTE IN CAPO DRAGHI.

 Lo stiamo pagando con l'inflazione, comunque.

Ma...

Quelle zecche di stato appostate sui fili d'erba italiani...

L'ultima forma di sovranità monetaria che ci è rimasta...

Davvero l'ultima, l'ultima, l'ultima sovranità monetaria pretendere gli eurobond li nell'erba.

Come fanno a selezionare solo contribuenti i tedeschi? (che non pagano)

Come mai escludono inglesi e russi o americani?

Non potrò mai farci uno studio e allora ci ho fatto un racconto e nessuno ha veramente colto il punto.

Non esiste la ''Natura''.

Ne esistono diverse.

Se io vado in Germania gli eurobond insetti  tedeschi pungeranno me.

Se mi avessero ascoltato...

Diceva Tremonti.

Trent'anni fa.

(Lo avranno punto le zecche tedesche in Germania?)

Gli areali degli insetti definiscono un concetto di self- non self molto diverso da quello definito dall'immunologia.

Non è che il tuo sistema immunitario se la sta prendendo con una zecca...

E la zecca che se la sta prendendo con te.

L'unica immunologa vera:

E' quella che obbliga i tedeschi a emettere gli eurobond.

Altrimenti niente sovranità monetaria...

il più grande crimine dell'Europa.

Non capire il vero senso dell'immunologia.

Non te lo spiega l'immunologa.

Te lo spiega Tremonti.

Eurobond contro le punture di zecca ai tedeschi.


domenica 14 luglio 2024

Hotspot

 L'Africa che corre attraverso le savane del wi fi.

''Da dove telefona?''

''Da Capannoli via Volterrana 202.''

I miei colleghi sono così gentili da lasciarmi il turno notturno senza dirmi dove sono e chiavi del posto in cui lavoro.

Ergo partiamo male.

La situazione mi è pedagogica.

Quando tu ti trovi ad uscire da un posto e lasciare la porta semiaccostata è semplicemente perché tu sei un prigioniero.

C'è un modo più subdolo di chiudere qualcuno in una gabbia.

C'è sempre la chance di tenerti tu le chiavi e di rinfacciargli che se esce lascia la porta semiaperta.

Quando su Tinder la classica cogliona ti ricorda che se tu esci poi non puoi lasciare la porta semiaperta rispondile così:

Le chiavi le hai tu, ma non vuoi ammettere che vuoi solo prigionieri.

In generale alla donna vanno sequestrate le chiavi.

Io per contro:

non faccio prigionieri.

Tanto guerra non è no?

''Da dove telefona?'

''Via Volterrana 202 Capannoli''.

Ok vengo io.

Lascio la porta semiaccostata e fuggo dal mio canile municipale guardia medica lasciando la porta semiaperta.

Metto le coordinate su Maps.

Distopia afro-toscana wi-fi oniroide notturna.

''Via Volterrana 202 Capannoli non risulta, Selvatelle?''

Veloci e rapidi come i mosquito velenosi pieni di bytes tumescenti di visioni oniroidi di maps.

3 minuti e 42 secondi, arrivo alla via volterrana 202 di Selvatelle.

Ma il 202 è un numero a caso su di un muro.

L'entrata è al 204.

Suono?

A chi?

Ritelefono.

''AH quindi non è il 202 di Selvatelle, ma di Capannoli''.

''Mi mandi la posizione.''

Ci mette un minuto ad arrivare.

Sul vetro il condizionatore condensa l'umidità notturna.

Il pallino rosso-elfico si materializza su whatsapp.

Mi metto a correre seguendo le indicazioni.

Mi muovo avanti e indietro ritmicamente sulla Volterrana.

Un errore gravissimo farsi dare la posizione via whatsapp.

La confusione tra virtualità e realtà notturna oniroide alienata toscana diventa fatale.

A un certo punto mentre discutevo al telefono con la signora albanese che dovevo trovare al 202 della Volterrana:

''Scusi rimanga al telefono''

''Maps mi dice che sono arrivato a destinazione dove?''

In una pompa di benzina.

''SEI ARRIVATO A DESTINAZIONE, SEI ARRIVATO A DESTINAZIONE, SEI ARRIVATO A DESTINAZIONE.''

Oh meraviglia dell'angoscia di un quadro di Edward Hopper trasportato in Etruria.

Flash neon pompa di benzina diesel ''sei arrivato a destinazione''.

E poi dicono che il futuro è elettrico.

Ma il tempio dell'alienazione è la pompa di benzina di notte.

46 gradi celsius freddo umidità mano gelata del coltello alla gola della tecnologia.

E' la tecnologia a minacciare su di un suv tramite maps, non gli albanesi.

Climatizzatore umido diesel fantasmi neon che si manifestano sulle pompe di benzina della Volterrana.

''Guardi dottore lei è un ora che mi cerca di trovare io devo andare al lavoro alle 5''.

''Alle 5 mica adesso.''

''E allora per cortesia...''

''Su insomma.''

Pallino rosso conversazione chiusa.

Scendo dalla macchina.

La borsa con tutto quanto avevo dentro computer ecc...

Non c'è.

Panico.

Sto girando a vuoto e perdo la borsa non so dove è.

''Oh cazzo mo per 250 euro mi sputtano 1200 euro di danni più tutto il lavoro che ho fatto per anni su quel cazz di computer.''

Chip gelidi angoscia solitudine mani gelide morte angoscia anticiclone gelido tosco africano.

Gelidi mosconi di terabyte lucidi mordono le mie memorie con visioni oniroidi su maps nel vuoto siderale notturno delle strade toscane.

Ansimare dietro a un camion.

Merda.

Il turno da 24 h mi devasta.

''Facciamo h72?''

Ma poi diamine non è possibile.

''Dov'è la borsa?''

Telefono al regazzino.

L'unico che mi da corda nell'epoca dei muri digitali e delle cordate di terabytes assassini che come mosquitos africani guardano con i loro occhi insetticidi freddi e veloci le strade istericamente illuminate dai neon.

Pompe di benzina.

Questa storia è il nulla e in verità l'ho scelto io.

''Dottore prendo mia sorella di forza e la trascino alla guardia 10 minuti e sono li''

Forza di volontà albanese contro i dispetti dei fantasmi digitali idioti toscani.

Si lo so la colpa è mia sempre mia.

I colleghi assenti.

Sono la tua sorellona.

Hai giocato sporco, hai mentito.

Sarò sempre vicino a te in un modo diverso.

Io ci sono sempre.

Non hai mai avuto remore a mentire?


Alpha.

Chi mi risponde dall'altra parte della cornetta.

Er ragazzino.

''CIOE' SIMO, CIOE' NON TI FARE PRENDERE DAL PANICO, CIOE' STAI TRANQUILLO, CIOE' DATTI UNA LISTA DE PRIORITA'.

''MANNALI TUTTI A FARE IN CULO CHE TE SERVE A BORSA.''

''Ascolta Valerio sono 16 ore che vado avanti la cosa tragica è che temo di aver perso la borsa.''

''CIOE' NON E' POSSIBILE CIOE'.

Opel corsa nera arriva in guardia fari parcheggio.

3 minuti e 42 secondi.

Efficienza albanese.

Contro gli hotspot solo l'umanità albanese trionfa.

''Ascolta Valerio bho alla fine sono arrivati loro alla guardia li devo in qualche modo ricevere.''

La donna scende, piange è sconvolta ha male non riesce a camminare.

''Oh per Dio.''

Venga.

Trombosi.

Toradol e ''la accompagno io mia sorella al pronto domani?''

''Se non parla l'italiano è inutile mandarla in pronto da sola.''

Solo le persone sole capiscono le persone sole.

''Venga dottore io fare trovare lei borsa, tranquillo''.

Seguo l'opel corsa nera, ho capito che da solo sono un hotspot, tutta la mia speranza nell'umanità è il seguire ciecamente l'opel corsa nera della sorella albanese.

3 minuti e 42 secondi la borsa l'avevo lasciata al 202 volterrana di Selvatelle.

Maledetto Maps.

Inchiodo sulla Volterrana prelievo borsa.

Telefono Bluetooth ''cosa importante lei ha trovato borsa, mia sorella io accompagnerò pronto domani''.

Ho ritrovato l'umanità dentro una borsa grazie alla sorella albanese.

Grazie.

Hotspot TERMINATI.



martedì 2 luglio 2024

La valle arida del presente

La pioggia scivolava, lontano, molto lontano, di là dei deserti e degli oceani così lontana da potere essere raggiungibile solo tramite il ponte della memoria, e l'occhio azzurro del cielo lasciava il rubino del sole a chiudersi nel suo solipsismo luminoso, quasi che in fondo il sole avesse paura di essere rubato da una mano cosmica nell'abisso di tenebra chiamato universo.

Egli si concedeva di splendere per 12 ore per poi correre a nascondersi nella notte.

Egli scappava nella notte, perché temeva l'immensità dell'universo, e che da essa ne emergesse una mano a imprigionare la sua bellezza libera e a ridurlo a un un triste canarino giallo in gabbia a cantare la sua luce per chissà quali altri occhi, odiosamente più gelosi dei nostri.

Il rubino del sole incastonava la mano rinsecchita e vecchia della valle gialla, instupidita dalla calura.

Immobile.

Un vero spreco per certi versi che l'acqua che era scorsa in codesta valle in tempi molto arcaici ora dovesse essere solo più nelle nuvole dei ricordi, abbacinate dal sole e tiranneggiate dal vento volubile che li deformava.

I ricordi come le nuvole durano un attimo e poi diciamolo non esiste un ricordo uguale ad un altro.

Sarà questa cosa che noi chiamiamo presente?

Ma poi noi chi?

Io so solo di essere io solo che  camminavo scalzo e solo nella valle deserta e solitaria.

E più cercavo lo spirito di Allah e di Buddha o di Cristo o degli dei etruschi, e più sentivo semplicemente che lì in quella terra terribile violenta sulfurea e infuocata viveva nascosto nei milioni di anni lo spirito della pioggia. 

Io camminavo scalzo in questa valle sui ricordi della pioggia, dell'acqua che era scorsa chissà quanto tempo fa.

Lasciavo che la radiazione gialla anestetizzasse la malinconia di non essersi potuto più permettere una sana malinconia.

Solo depressione o ansia, che in realtà sono solo canti di guerra incompresi.

Mi inginocchiai verso la Mecca e pregai che tornasse l'acqua sulla valle ma nessuno rispose.

Pregai Cristo ed Odino.

Pregai tutti e pregai nessuno.

Dissi basta.

Cominciai a carezzare la terra riarsa, concessi al suolo riarso le mie dolci carezze.

Colui che riceve solo sputi dei naufraghi solitari e il paranoico solipsismo del sole bollente, io lo accarezzai stupidamente.

Lo accarezzai coi miei piedi.

E con le mie mani.

Lo baciai.

Cercai di consolarlo come un bambino o un amante distrutto.

Riuscii persino a piangere.

Quella fu la prima acqua che quella valle vedeva da millenni.

Me ne fu grata.

E parlò alla pietra del mio cuore facendogli ricordare che cos'era veramente l'acqua.

Me ne andai sollevato.

Non ero profeta di dei e nemmeno portavo croci impensabili o ero un mostro dell'inferno.

Ero solo un ragazzo carino dai begli occhi.

martedì 25 giugno 2024

Pancole

Ogni raggio di luce
ci unisce
alla stella sovrana
del sole.
L'anima è tua ancella
grazie alle parole.
Lontana
porta il soffio
dei disgraziati,
che vagano
ancorati ai crocicchi
in cerca dei loro fati.
O Signore degli alberi
verde soffio riposo
trovi negli occhi
sfatti le notti insonni
il tempo che vorresti
ritroso.
Ma il cuore dov'è?
Senza la negazione
la vita umana
sarebbe un albergo
sciocco e vanitoso.
Contempla l'assenza.
Tu definisci in ciò
il senso della coscienza.

mercoledì 12 giugno 2024

Lord Mandarino

Milioni di fiori guardavano il cielo vuoto in attesa che grazie alla loro bellezza l'iride del cosmo conferisse loro un briciolo di attenzione.
E invece il vento veniva solo a portare il saluto della solitudine e del silenzio.
O mistico pellegrino...
Se vuoi metterti sul cammino della francigena dimentica il sorriso della tua bella.
Il sole splende molto e poi sparisce, tu guarda piuttosto il sorriso della luna crescente di fronte al vespro che si inoltra nella notte.
O caro mio piede che hai la caratura del vento...
O caro mio sonno sfidato dalle stelle che non dormono mai...
E insomma...
E insomma in tutta la strada da Gambassi a San Gimignano non incontro nessuno.
O per carità che gran posto da elfi che è San Gimignano.
Ma io ero decisamente sofferente sulla via del cammino di ritorno.
A un certo punto incontro due uomini e gli parlo in inglese chiedendo chi erano e così giusto per non parlare col vento e basta.
Un ragazzo siculo e un cinese.
"Where are you from?"
"From Sicily"
"Ma diamine ma allora finisce sempre come nella barzelletta, due italiani che si parlano in inglese alla presenza vigile di un cinese"
"And you?"
"Hong Kong"
Io ero stanco e volevo docciarmi e andare a casa e lui mi offre di rimanere ad una festicciola in un casolare in ristrutturazione nella terra del nulla.
Ero indeciso e volevo chiedergli il numero di telefono per vederci poi un altra volta.
Ma il siculo taglia corto "se hai voglia prendi l'occasione".
Ho la macchina ad altri 10 km è quasi buio, ma...
Vaffanculo ok.
Entro nella casa in ristrutturazione.
Due donne mi guardano spaventate come fossi un predatore.
Provo a parlargli in inglese e non capiscono.
Sono italiane,sicule pure loro.
 C'è una coppia di inglesi e con loro gioco a testare il mio accento sempre più british che ho sviluppato imitando Alex Hexagon su youtube.
Mi si para di fronte via via sempre di più una situazione da film pasoliniano  con un tocco gotico toscano:
Si fa buio, il calore della brace scalda e illumina una ragazza scarna magra dai bei lineamenti neri che ci guarda muta senza proferire parola.
Credo sia la ragazza del siculo.
Mi piace guardarla sempre più magra illuminata  dal fuoco e silenziosa.
Noi siamo seduti e lei no.
La trinacria profonda trasferita temporaneamente nel regno dei 4 venti toscani.
Lei sta sempre in piedi.
Solo perché la madre del ragazzo prorompa in un "Angela assittate con noi" asserito solo per un arcaica tradizione cui lei deve rispondere con un rispettoso diniego.
L'ignoranza dei siculi e delle siculo è notevole tanto che devo spiegare 56 volte la specializzazione che faccio  al che lei prorompe in un "al giorno d' oggi tutti i dottori si fanno chiamate medici".
Io preciso l'equivoco al che vogliono già chiedere favori, e allora traduco ai british "No, I'm a phisicyan if they say that I'm not , but I'm not a phisicyan if you ask me something ".
Confido sempre nell' ignoranza.
Il cinese sorride pacato.
La ragazza è sempre più silenziosa.
Come una vergine vestale non capisce una parola d'inglese e si incarica solo di badare al fuoco stando ritta a occhi spalancati mentre noi ciarliamo british e la madre ride sguaiata alle mie traduzioni brutali.
Il rosso della brace illumina una selva che più oscura di così non si poteva.
Io dentro di me penso che sia un modo per fare pesare qualcosa a qualcuno ma...
Scatta la religione del peyranesimo.
Per chi non lo sapesse peyrani è una figura apotropaica di ubriachezza molesta e sbiascicosa ispirata a un uomo realmente vissuto in Piemonte.
Paese che vai peyrani che trovi.
A questo giro siculo.
Mi offre una birra.
Lui procede imperterrito a  trincare come un bacco siculo che vuole scaldarsi il cuore del freddo toscano.
Ma è solo un mio vezzo quello di usare perifrasi poetiche per mascherare la peggio ubriachezza molesta.
Fa parte del peyranesimo.
Una birra due tre 10.
Cade dalla sedia.
Si rialza la birra gli esce dal naso come in una vignetta di Topolino.
Al prossimo giro perché no dalle orecchie dai, bevine un altra.
Balbetta.
Perdite di dignità assortite.
Il cinese lo guarda vigile come una badante...
Ah di sti tempi...
Ah trovarlo un cinese.
Trovi un cinese e ti sistemi.
E sua madre si lamenta pure che è lontano.
Io dentro di me lo ammiro.
È molto equilibrato.
Le due donne guardano il ragazzo siculo come "lo sciagurato peccatore ubriacone" cosa che presumo lui volesse nel segreto del suo cuore per spaventarle un po forse per rimanere bambino coccolato.
Così che lo strizzassero di coccole per fargli uscire quell'ultimo litro di birra che gli era entrato appunto nelle orecchie.
Non prima di avere fatto il classico concione in cui mi da lezioni di economia ed inflazione.
Il cinese tace perché lui è lord Mandarino e il denaro si sa è una cosa da poveri.
I british giocano a fare i very upset come se a Manchester gli Hooligans fossero una setta halal.
Io sono molto fiero e compiaciuto.
Io scherzo e rido bonariamente dicendo:
"He is the lord , lord Mandarino is the boss".
E lo stuzzico un po.
Gli chiedo se è vero che i cinesi non reggono l'alcool simulando un contest intercontinentale di ubriachezza molesta perché misteriosamente lord Mandarino beve una birra a gargarozzo al goccio senza dare segni di cedimento alcuno.
Niente da fare.
Lord Mandarino mi crea complessi d'inferiorita' sulla mia razza.
Per contro dall'altra parte del tavolo l'altro riesce nella non facile impresa di perdere l'equilibrio da seduto.
A quel punto mi da la mano e me la tira dicendomi "non c'hai la fozza".
Ma lord Mandarino prima ancora che inizino le danze del vero degrado negli cuore dei boschi elfici francigeni, mi prende per mano invitandomi ad andare via "I' ll tela you later in the car".
Piove.
Lui guida una ioniq elettrica che guida senza battere ciglio mette i pet shop boys all'autoradio.
Il temporale precipita torrenti d'acqua mentre il male dev'esserci perso nelle selve toscane non essendo riuscito a raggiungerci.
Alla faccia delle distopie, Satana abita nel cuore dell' inferno e non usa maps.




giovedì 25 aprile 2024

Etruria

 L'oriente della Luna

a cui tendono le membra

ossa di terre,

stelle morte

nuvole sconvolte

sul colle delle serre

l'antica fortuna

rimembra.

Flauti baccanti

occhi strani

inni sacri

dei piaceri profani.

L'eco di una moto

si spegne sulla collina

il vento porta i canti

la tua ora si avvicina.

L'erba, i riti, i carri.

Il vento soffia

fronde.

Lontano il paradiso

annega nelle onde.

Lampi e cieli

suonano i baccanti

occhi strani

di là della morte

i veli.

sabato 17 febbraio 2024

Realtà

Nel mare è la vita
nel mare è la morte,
le solitudini si incontrano
solo
per ritornare
negli abissi
dalle quali
son sorte.