giovedì 17 agosto 2017

Giorno d'estate

Giorno d'estate
vana gloria dorata
mentre l'istante
stilla lento
come goccia
essenza distillata
di profumo di fiori
sui ruscelli fra i prati,
sulle le montagne
gli dei ridono e sonnecchiano
sbuffano nuvole
da un narghilè scaldato
dal fuoco del sole,
passano ombre veloci
si incrociano macchie nere
d'uccelli
nel mare d'oro del pomeriggio.

Il demone che ride di noi:che bastardo

Ci sono piccole cose che ci suggeriscono l'esistenza di un demiurgo beffardo,all'origine di tutto,un supremo stronzo che si diverte a prenderci per il culo assicurando gloria fama e successo a individui assurdi,solo per deridere quelli normali,un demiurgo che mette il superiore sotto i capricci dell'inferiore,che crea animali strani per puro divertimento,una ridda cachinnica di demoni che in un'arena osserva come le forme di vita si sbranano l'una con l'altra solo per un malsano senso del divertimento ed un umorismo cosmico che prende in giro gli scienziati o i filosofi che cercano di capirci qualcosa.
Solo il sorriso del Buddha mi infonde un pò di pace.
Dell'esistenza di tutto ciò lo intuisci da episodi incresciosi nella storia dell'umanità.
Prendi Yukio Mishima.
Un'esistenza perfetta, elegante,composta,raffinata come la sua prosa.
Il finale,pensato in maniera teatrale doveva essere il seppuku del samurai.
E invece si scade nel tragicomico fantozziano.
Al tizio che doveva finirlo gli si incastra la spada  nel collo,va nel pallone,l'altro impreca non so cosa in giapponese,finchè arriva uno più macellaio dell'altro e finisce il compito.
Sarabanda di risate nel mondo invisibile.
Poi quell'altro che ha sbagliato il colpo che fa?
Fa seppuku a sua volta.
Risate.
Nessuno là sopra o sotto ci prende sul serio.
Datemi dello psicotico,ma c'è qualcuno che ci ha creati al solo scopo di deriderci.
Prendi Nietzsche,una vita spesa per insegnarci a dir di sì alla vita e al demone che così ha voluto per essere ricompensato da lui morendo abbracciando la statua di un cavallo nell'infelice città di Torino.
O Galileo che passava il tempo a scrutare le stelle col suo telescopio,divenuto cieco nel carcere di Arcetri.
O Beethoven,una vita dedicata alla musica finito sordo.
Mere casualità?
Boh chi lo può dire.
Il caso ha un suo ordine,ride,ride di una inquietante risata demoniaca incessante.

mercoledì 16 agosto 2017

La notte

La notte è una magia
un occhio nero smisurato
che si apre
a scrutare
i neri abissi
della tua anima
tu chiami tutto questo:
sognare.

La mia vita

Ho tirato un sasso nello stagno
non ci sono state onde
è sprofondato nelle acque immote
silenzioso nelle profondità.

martedì 15 agosto 2017

Liebe

In difesa di Lovecraft

Che un emerito sconosciuto, debba a 9200 km da Providence accollarsi da solo il peso dell'apologetica di quello che è probabilmente il più grande scrittore di sempre, è ridicolo ma io ci provo lo stesso.
Fra gli accusatori di Lovecraft spicca il solito coglione saputello d'oltralpe, Houllebeck,scrittore mediocre e di mediocri intuizioni famoso solo per aver sparato a zero sull'Islam reo di essere l'unica struttura conservatrice rimasta in seno ad un'umanità OGM in preda al febbrile delirio pianificato dalle elites.
Il bello è che Houllebeck  lo fa dopo aver scagliato l'anatema massimo concepibile al giorno d'oggi,ovvero,''razzista'' credendo di insozzare in questo modo la memoria del Maestro.
Analizziamo quali sarebbero i principali difetti del Maestro secondo l'illuminato d'oltralpe:
Lovecraft è razzista
Lovecraft odia la vita
Lovecraft è misantropo (il che basta già a scagionarlo dall'accusa di razzismo, lui non odia qualcuno in particolare odia tutto il genere umano e basta, reo di essere mediocre e stupido).
Nei suoi romanzi non compaiono donne.
Nei suoi romanzi il sesso e l'amore sono inesistenti.
Pur essendo americano, non parla mai di denaro.

Ecco, se dovessi fare un decalogo di un libro ben fatto concluderei che queste sono le premesse per discriminare un libro interessante da uno degli sterili sprechi di corteccia di pino che popolano le nostre librerie.
Lovecraft è razzista?
Embè? tutti quelli che hanno un cervello funzionante lo sono.
E' brutto dirlo ma le razze non sono tutte uguali, c'è voluto il premio Nobel Francis Crick,noto per aver scoperto la struttura del Dna per rimarcarlo,affiancando la sua considerazione con un monito ''avoid boring people'',ovvero evitate i noiosi.
Come alcuni noiosissimi saputelli d'oltralpe.
O come gli psicanalisti,per esempio.
Sapete perchè la psicanalisi è diventata famosa?
Perché la maggior parte delle pazienti di Freud erano donne, e tutti erano presi dalla fregola pruriginosa di sapere cosa alberga nella psiche femminile.
Nyarlathotep, il caos strisciante, avrebbe detto Lovecraft.
E invece no Freud ha tirato l'ossobuco nella stanza dei cani:nella psiche femminile c'è il sesso,il sesso!
Stappiamo la bottiglia di champagne!
Non sono frigide, semplicemente inibite dall'oppressione patriarcale!
Su questo colossale errore si è costruita la rivoluzione sessuale, rivoluzione in cui le donne si sono sì liberate, ma liberate dal sesso appunto.
Questa fastidiosa proiezione maschile che ha voluto vedere in loro belve assatanate e ninfomani quando ci trovavamo di fronte ad un esercito compassato di algide e presuntuose segretarie.
Lovecraft le ha ignorate per una semplicissima motivazione: la donna è troppo ancorata al mondo reale e al suo dio quattrino per poter essere credibile nel ruolo di colei che tenta la soglia dell'universo sensibile a suo rischio e pericolo.
In secondo luogo chiariamoci, il tipo di romanzi di Lovecraft è antitetico a quello dei romanzieri russi e europei, non c'è nessun interesse ad approfondire la struttura psicologica dei personaggi maschili o femminili che siano.
Quello di Lovecraft non è un viaggio dentro la mente umana, il mondo e le consuetudine che ne derivano, ma un viaggio al di fuori di essa.
Consustanziale all'affermarsi della scienza che viene definita da Werner Heisenberg come un tentativo di espellere la componente antropologica al pensiero umano, Lovecraft crea un unicum,una letteratura depurata dalla componente antropologica e antropocentrica.
Chi se ne frega dell'uomo, sembra dirci Lovecraft,questa giovane scimmia presuntuosa, quando il mondo fu creato eoni di millenni fa, già popolato di razze, i grandi antichi, non sottomesse alle normali leggi biologiche, provenienti da altri universi, dormienti e pronte a riprendere il controllo quando i tempi saranno propizi.
Gente che non ha fretta insomma.
Poi il libro di Houllebeck proprio non si capisce, c'era bisogno di lui per capire che Lovecraft visse un'esistenza povera? 
E' Lovecraft stesso a dirlo in mille modi.
Sono i protagonisti dei suoi romanzi a dipanare ogni dubbio,un'esistenza vissuta prima nella solitudine della scogliere del New England, poi come chiunque provenga dal ''countryside'' segue il passaggio nelle periferie degradate di New York, il fetore e l'orrore di un'umanità che brulica dai quattro angoli del mondo come insetti e non già uomini.
Emblematica la descrizione che Lovecraft fa di New York,cito a braccio:
''Immensa babilonia dalle torri di pietra di un gigantismo mostruoso''...''ebbi un'intuizione che questa città non era una città viva,come Londra lo era della vecchia Londra,o Parigi della vecchia Parigi,era una città morta abitata da cadaveri senz'anima''.
Aggiungo io: ''il capitalismo è come la necrofilia chiamata su internet ''mexican sugar dancing'',ovvero la pratica necrofila in cui i cadaveri vengono fatti danzare tramite appositi elettrodi.
La nostra civiltà è morta e sepolta ma sembra viva perché le scimmie si sbracciano nella borsa:''compra!vendi!''
Concludo questo inutile omaggio al defunto Lovecraft con un'unica riflessione:
La sua letteratura è stata l'unica sufficientemente aliena dalle normali percezioni dei sensi che pur avendo venduto milioni di copie non è mai riuscita ad essere tradotta nel cinema.
Irriproducibile, misteriosa, onirica, straniante aliena a tal punto che nessun effetto speciale può coglierla, solo alcuni gradini della mente possono essere saliti da pochi sognatori esperti che possono avventurarsi nel suo mondo onirico, trasmesso dai grandi antichi,in attesa del loro risveglio, perché cancellino quel che rimane di un'umanità imbastardita e deforme tanto da muovere critiche al genio PER PURA INVIDIA.

sabato 12 agosto 2017

I cavalieri dell'ovvio

Ho passato metà della mia vita a fare il cavaliere dell'ovvio,a sancire che 2+2 fa 4 in una società che ritiene ostinatamente che faccia 5,precludendomi il piacere di usare la matematica per ottenere risultati più complessi.
Ho perso gran parte di quello spirito,perchè coloro che sanno che 2+2 fa 4 in verità sono molti,ma preferiscono tacere,credo a questo punto di guadagnarmi la stima dei contemporanei solo se sarò capace di comporre un teorema incurante dei cavalieri del falso,e che potrò portare all'uscita dei compagni di logica solo se sarò capace di affascinarli.
L'ovvio è inutile ripeterlo.