lunedì 18 maggio 2020

Le stelle

Da quando lui era caduto dalla moto aveva perso conoscenza ed era caduto in coma.
C'è un era in cui il cuore batte forte,e batte più forte di ogni cosa.
E' un età tenera e tremenda,perchè se non la viviamo saremo fantasmi per sempre.
Il suo cuore batteva forte e i suoi occhi brillavano forte per lui.
Occhi negli occhi,ma quando gli occhi si spengono che ne rimane del cuore?
Da quando era arrivata quella telefonata non faceva altro che piangere,però era forte e piangeva da sola quando nessuno poteva vederla.
Lui era attaccato alle macchine che lo mantenevano in vita, lei gli stringeva la mano forte e sperava che un giorno quella mano tornasse a stringere la sua.
Faceva le scale dell'ospedale di corsa e il cuore in petto le rimbalzava, che ne doveva sapere lei poco più che sedicenne di una cosa così scabrosa come la morte?
Non sapeva chi pregare o cosa, non credeva in nient'altro che in quel cuore che batteva forte.
Si disse tra sè e sè,''solo il mio cuore non mi lascerà sola'',e quando tardi il vento della sera tornava ad accarazzerle i capelli ,lo sentiva battere forte,e non si sentiva sola.
Guardava il cielo nero pieno di stelle e avrebbe dovuto sentirsi sola,e invece il cuore le batteva forte in petto, dentro di sè sapeva che un giorno quell'energia sarebbe stata trasferita alla mano dell'amato.
Le uscite con gli amici le facevano più male che bene, molti ci provavano, altri si abbracciavano ricordandole i bei tempi in cui loro si stringevano forte e lei aveva un caldo abbraccio e un altro cuore a battere con il suo.
Tutti sembravano felici, ma lei non lo era.
Il suo sabato sera era un incubo.
Mentre sorseggiava una birra tutti si rovesciavano sull'erba in dolci abbracci,e lei guardava il cielo nero chiedendo segretamente aiuto.
Presto smise di uscire.
Le sue uniche uscite erano per andare a incontrare quello che era ancora il suo amore, quello che le aveva fatto battere il cuore per prima,e a cui aveva giurato amore eterno.
I suoi incubi erano fatti di abbracci cieli neri,e luci al neon che inondavano quelle stanze teriibili, dove giacciono i relitti tra la vita e la morte.
E quando correva giù dalle scale dell'ospedale guardava il sole spegnersi fra le montagne e dentro di sè soffriva pene atroci,e il cielo era così bello,ma sarebbe stato bello anche senza il suo sole?
Dov'era la gracile anima della sua creatura?
Era già forse fra le stelle.
Ma il suo cuore le batteva nel petto e lei sentiva che non era così.
''Ti amo'',disse prendendo le sue mani e le sue lacrime colarono sulle mani giunte.
Dal suo ventre sentiva qualcosa,e il suo cuore batteva forte,così forte che a un certo punto mentre i suoi occhi erano persi in una finestra che dava su altre finestre nel labirinto dell'ospedale,sentì quella mano stringerla.
Aveva riaperto gli occhi.
Pronunciò il suo nome.
Lei lo sommerse di baci.
Ma i suoi occhi non erano più quelli di un tempo.
Avevano visto qualcosa ed erano diversi.
Nonostante questo lei era piena di gioia,e quando discese gli scalini lo fece piena di gioia.
Guardò il cielo di notte e ringraziò qualcuno là fuori.
L'indomani lui pronunciò il suo nome.
Poi le confidò un segreto.
La sua anima era volata in cielo fra le stelle ed era piena di beatitudine quando fra i milioni di stelle ne aveva vista una più luminosa delle altre.
Era azzurra intensa,e risplendeva nel vuoto nero.
Sentiva mille voci dalle stelle ogni stella conteneva un'anima,e ognuna voleva condurlo con sè.
Da molte stelle venivano voci suadenti,ma solo una lo attraeva,la sua voce era melodiosa e dolce,così si era  sentito attratto da quella.
Quella stella brillava pulsando con il ritmo di un cuore.
Così si avvicinò e oltrepassò i pilastri di orione.
Era vicinissimo a quella stella e a un certo punto la stella diventò un immensità di luce,fino al punto in cui aveva aperto gli occhi e visti i suoi.
Riconobbe i suoi occhi nella stella e cercò di dirle ti amo,ma non riuscì.
Perchè qualcosa fra le stelle gli aveva rubato il cuore.
Ma non osò dirglielo.
Le disse solo:
''Hai dei begli occhi''.
Lei pianse e lo baciò.
Ma appena potè lui la abbandonò.
Il suo cuore era rimasto perso fra gli abissi di tenebra del cielo.
Lei si sentì smarrita.
Guardò il cielo e sentì il cuore battere,e dentro di sè capì la lezione.
E' inutile amare chi ha vagato fra le stelle, lei stessa riconobbe che erano troppo belle.
Ora scese gli scalini lentamente e si sedette su una panchina.
Guardò per terra,e si chiese ''chi mi amerà come lui,chi mi ripagherà del tempo speso a vegliarlo?''
Guardò in cielo ed era bello.
Ma lei ora era veramente sola e pianse lacrime diverse.
Non era più una ragazzina.
Ora sapeva che il flutto gelido dell'eternità ci ruberà chi amiamo ancora prima che il suo cuore sia definitivamente gettato oltre la soglia.


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