domenica 26 luglio 2020

Il lago dei ricordi

La realtà è più reale di un sogno?
La torre d'avorio,e la torre d'ebano erano abitati rispettivamente dalla principessa bianca,e dal principe nero.
La principessa bianca e il principe nero,avevano tentato di incontrarsi,si inviavano messaggi tramite lettere portate dal guardiano senza volto.
Erano lettere piene di amore.
Un giorno si diedero appuntamento nel bosco luminoso,ma lo ritrovarono grigio e tetro.
E le sue strade apparivano labirintiche.
Fu così che entrambi approdarono al lago dei ricordi,ma lo trovarono prosciugato.
Scoprirono così che il lago dei ricordi in cui avevano fatto il bagno entrambi era profondissimo.
In verità, non pareva aver fondo.
Era un abisso.
''Ma come ho potuto nuotare in questo abisso,giocare,e non rendermi conto che era così profondo?''
Entrambi si dissero.
Al fondo dell'abisso vi era però una luce.
Somigliava ai bagliori del bosco luminoso,ma era immersa in una nebbia.
Entrambi ne furono attratti.
Scesero nelle profondità,ma essendo scalzi si ferirono i piedi.
Era tutto cosparso di rovi e pietre aguzze.
Alfine decisero di prendere della iuta che avevano con sé e indossare dei calzari.
Dopo un tempo incalcolabilmente lungo arrivarono al fondo.
C'era una cattedrale,metà bianca e metà nera,al suo centro un pozzo d'oro e accanto un calice d'argento.
Quando entrarono, la videro terribile ed angosciante.
Erano entrambi disorientati.
Quando si incontrarono, non si riconobbero.
''Io cerco la principessa bianca,nella torre d'avorio.''
Disse il principe nero.
''Io cerco il principe nero,nella torre d'ebano''.
Disse la principessa bianca.
''Sono io.''
Risposero all'unisono.
Ma non si credettero e scoppiarono in una risata.
''Che ci fa la principessa bianca in questo abisso?
''Io la sapevo  felice e splendente,nella torre d'avorio,e che avrei dovuto arrampicarmi in cima,per incontrarla.''
Disse il principe nero.
''Io sapevo anch'io che sarebbe venuto, l'ho aspettato nella mia torre d'avorio,ma lui non è mai venuto,così ho deciso di cercarlo nella foresta,e mi sono trovata qui.''.
''Strane cose accadono quando si scende dalla torre, io credevo di trovare la foresta luminosa,e ho trovato la foresta più buia e tetra che io abbia mai visto, credevo di trovare il lago dei ricordi,ma l'ho trovato prosciugato e sono finito in questo abisso.''
Disse il principe nero.
''Anche a me è successa la stessa cosa.''
''Di certo,pensò il principe nero,la principessa bianca non indossa calzari di iuta''.
Pensò il principe nero.
''Di certo,il principe nero,non indossa calzari di iuta.''
Pensò la principessa bianca.
E si salutarono.
Provarono a risalire dall'abisso,ma non vi riuscirono.
Così disperati tornarono indietro.
Si sedettero entrambi e si raccontarono di quanto fosse doloroso quell'istante.
''Io ho male ai piedi,disse la principessa bianca,il percorso fin qua,me li ha feriti''.
''Lascia che io te li massaggi''.
Disse il principe nero.
La principessa bianca era indecisa.
''Lasciare toccare i miei piedi da uno sconosciuto?''
Pensò fra sé e sé.
Ma aveva male e accettò.
Così si tolse i sacchi di iuta dai piedi.
Lui le massaggiò i piedi e le tolse i dolori.
Ma nel farlo si inginocchiò e si tolse i calzari di iuta anche se ne aveva vergogna''.
In quel momento lei riconobbe lui,e pensò:
''Possibile che il principe nero sia sceso in questo abisso e io lo trovi qui?
''Sì ,si disse,ha i piedi feriti come i miei''.
Così lei lo baciò.
Lui rimase incredulo.
''Possibile che io trovi la principessa bianca al fondo dell'abisso?''
Allora la guardò negli occhi e disse:''La principessa bianca mi ha scritto in una lettera che i suoi occhi hanno il colore del cielo,ma in questo abisso io non riesco a vedere più il cielo,sono troppo distante da esso.''
Allora il principe bianco disse alla principessa nera:
''Sono molto stanco proverò ad attingere acqua da quel pozzo.''
Prese il calice d'argento e tentò di attingere acqua,ma nel farlo vi cadde dentro.
A quel punto la principessa bianca,disperata,si gettò nel pozzo anche lei.
Caddero nel pozzo e si immersero nelle sue acque buie e profonde.
Disperatamente cercarono di non annegare,e quando oramai l'acqua aveva raggiunto i loro polmoni emersero nella superficie e videro il cielo.
''Che significa?'' chiese il principe nero,alla principessa bianca.
''Tu guarda il cielo,e guarda i miei occhi e capirai.''
Le rispose la principessa bianca.
Lui guardò e contemplò i suoi occhi.
Erano dello stesso colore del cielo.
''Ma tu sei la principessa bianca''.
Disse il principe nero.
E ti ho trovato in fondo all'abisso della disperazione.
''Quello non era la disperazione'' disse la principessa bianca.
Ma la paura che hai delle tue emozioni più profonde.
''Guardati intorno,non lo riconosci?''.
''E' il lago dei ricordi,e attorno c'è la foresta luminosa.''
''Ma dove siamo?''
Allora la principessa bianca rispose:''siamo dall'altra parte del mondo,l'acqua dei ricordi è fluita via dai nostri cuori nell'abisso dell'eternità,e ci siamo dimenticati di noi stessi''.
''Ma nulla si crea e nulla si distrugge''.
''E l'acqua dei ricordi non si è persa nell'abisso,di cui tu hai tanta paura,ma è rifluita dall'altra parte del mondo.''
''Solo quando ci siamo dimenticati di noi stessi,ci siamo incontrati e riconosciuti.''
''Ora prendi un pò d'acqua e beviamola insieme dal calice d'argento.''
La bevvero.
E in quel momento i loro occhi si aprirono e capirono che il messaggero senza volto in realtà li aveva divisi.
''Chi è il messaggero senza volto?''
''Il principe dell'esercito che ha iniziato la guerra tra bene e male,luce e buio,gioia e dolore.''
''Lui ci ha ingannati.''
''Ci ha fatto credere che le nostre dimore fossero sulla torre d'avorio e la torre d'ebano''
''In verità la nostra dimora è sulla torre di cristallo''.
''Guardala!''.
La guardarono.
Era splendida e trasparente e permetteva alla luce del sole di filtrare.
Salirono insieme sulla torre di cristallo e si spogliarono delle loro vesti bianche e nere.
Allora si desiderarono e si congiunsero.
Ma lui non riusciva per quanto si sforzasse a venire.
Allora lei gli disse:
''Perché stringi il calice d'argento?''
''Lascialo cadere nel lago''.
''Ora che ci siamo incontrati ha perso il suo scopo''.
''Dimentica e amami''
Lui lo lasciò cadere e solo allora si lasciò andare e finalmente raggiunsero l'amplesso.
Solo allora impararono che per godere dell'amore dovevano dimenticare tutto.
''Amare non è un sentimento''.
''Amare significa guardare avanti,nonostante tutto ciò che hai subito''.
E quando il calice raggiunse il lago riaprì l'abisso.
E il lago dei ricordi si prosciugò.
Ma questa volta al posto dei rovi c'era una vallata di erba soffice e morbida.
Scesero dalla torre di cristallo e camminarono scalzi sull'erba verde mano nella mano verso il sole.
Ora i loro piedi non dolevano più.



venerdì 24 luglio 2020

Ti amo

Se i sogni
avessero le ali,
volerebbero
via
da questa triste
e ignuda terra,
ma i sogni
sono angeli caduti
dal giardino dell'eden
dei nostri ricordi.
Sono io
mia piccola bambina
ad avere le ali
e a volare
nel cielo
limpido dei tuoi occhi,
per vederti
correre
scalza
nel prato dei tuoi ricordi.
Se i cieli avessero
un cuore
piangerebbero
lacrime.
Ma io
ho un cuore,
e li ho fatti piangere.
Un bacio
ed essi hanno pianto.
Sono rimasto incredulo
ore e ore
sotto il mio ombrello.
Non si può credere
alla vita.
Si può solo viverla.
Ma chi sono io?
Ero all'inferno
e ho visto l'angelo della luce.
Non si possono descrivere
le sofferenze,
non si possono esprimere.
Un corridoio vuoto la mia vita
era diventata.
Perchè non ti ho guardata negli occhi?
Perchè io ho sempre fuggito la vita.
Ma dalla vita non si può scappare...
e chi si uccide si illude.
Prendi la mia mano
e ritorniamo
nel verde prato dei ricordi...
Prendi la mia mano e guardami
negli occhi.
Trova in me il paradiso,
quando ho creduto
di essere un demone condannato.
Non credere alla vita,
vivila.
Non credere a me.
Ascoltami.
E quando le montagne
ti sembrano enormi
e tu devi scalarle,
tu siediti ai loro piedi
e ascoltale.
Vogliono solo
sussurrarti quanto è meraviglioso
essere vivi.
E che se nulla è più grande
di loro,
tu potrai superare tutto.
Ricorda,
il mistero della vita è in ogni cosa.
E il segreto
per trovare la via
per uscire dal labirinto
e farsi portare da chi ti ama
a occhi chiusi.
Non aprirli,
perchè altrimenti
come
Euridice
con Orfeo,
ripiomberai nell'Ade.
I ricordi
sono un nugolo di farfalle
che volerà lontano.
Voleranno
nei cieli azzurri dei tuoi occhi,
nelle mie nubi
gravide di pioggia.
Tu non seguirle
e resta con me.
Tutto è destinato
a perdersi,
ma chi è destinato
a incontrarsi
nel labirinto
della vita
e solo per incontrarsi
e rimanere insieme.
I ricordi voleranno
via come farfalle
di primavera
ma il verde prato in cui
giocavi scalza da bambina
è nei miei occhi
che ti guardano
stupiti ed increduli
di tanta meravigliosa bellezza.



sabato 11 luglio 2020

Malattia mentale,persona,maschera e teatro,ovvero ''io sono legione''

Sostenere che non esiste la malattia mentale può essere equivocato.
Ridurre il tutto ad un problema sociale in stile basagliano,è una strada sterile.
La depressione e la schizofrenia colpiscono ricchi e poveri,e la condizione di povertà e ricchezza cambia sicuramente il modo in cui il soggetto vive il proprio disagio mentale.
Il problema della psichiatria è che non vediamo nulla di tangibile di misurabile,che permetta di stabilire un'omeostasi dell'encefalo.
Noi vediamo dall'esterno,comportamenti mentali aberranti.
E dall'interno disagi mentali aberranti.
Ma sia il comportamento,che il disagio rientrano in campi differenti dalla scienza.
Esiste una gamma di opinioni sulla psichiatria che non esiste su nessun'altra branca della medicina.
Si va dai basagliani puri per cui la malattia è un costrutto sociale per emarginare il diverso a chi vorrebbe riaprire i manicomi perchè ritene che le strutture psichiatriche attuali non scarichino le famiglie e gli individui stessi dal peso dei loro comportamenti aberranti.
In un caso si osserva il disagio mentale e ci si concentra sui diritti del soggetto che subisce questo disagio,nell'altro si osserva il comportamento aberrante e si vuole tutelare i diritti di chi subisce il comportamento aberrante.
Indubbiamente esiste un legame tra questa visione interna,e l'altra esterna.
Il problema è cos'è la mente.
Fintantochè non si sarà in grado di stabilire cos'è la mente non si potrà stabilire che cos'è la malattia mentale.
E siccome siamo in un campo di ambiguità,siamo in un campo in cui purtroppo può essere esercitato un potere arbitrario.
Io credo che vada riformulato il concetto di psichiatria.
Essenzialmente lo psichiatra è la moderna controparte antropologica dello sciamano.
E come tutti prodotti della modernità,si ha una decadenza,erroneamente scambiata come progresso.
Lo sciamano è un soggetto che tramite ritualità precise,e l'utilizzo di erbe contenti sostanze psicotrope cura e guarisce chi manifesta un comportamento aberrante o un disagio aberrante.
Perchè sostengo che si ha una decadenza?
Perchè lo sciamano è in grado pur non utilizzando metodi scientifici,(come del resto anche lo psichiatra)permette di dare un beneficio al soggetto che sperimenta un disagio o manifesta comportamenti aberranti.
L'ayahuasca amazzonica è una miscela di dimetiltriptamina e di mao inibitori,in grado di riprogrammare la mente (qualunque cosa essa sia) mettendola in contatto le diverse creature dell'inconscio.
L'iboga africana ha i medesimi effetti
Lo Psylocibe messicano idem.
Perchè dunque c'è una caduta?
Perchè lo psichiatra moderno,NON E' IN GRADO DI FARE QUESTO.
Anzi fa l'opposto.
Io non condanno lo psicofarmaco,io non lo difendo.
E' probabilmente sbagliato il concetto stesso di psicofarmaco.
L'idea di guarire una malattia mentale è sbagliata.
Per una ragione molto semplice.
La mente è multipla.
Il concetto di malattia mentale è fuorviante.
Essenzialmente il problema del comportamento aberrante e del disagio psichico risiedono in un unico problema.
Che non consiste in una carenza di un neurotrasmettitore,nell'espressione di un gene ecc...
O meglio questi sono epifenomeni.
Il problema consiste nella disarmonia della pluralità esistenti all'interno della mente umana.
Una storia che avrebbe dovuto far riflettere è quella di Billy Milligan.
Billy Milligan è stato il primo serial killer ad essere dichiarato infermo di mente.
La cosa stupefacente di Billy Milligan era che Billy aveva repentini cambiamenti di personalità.
Secondo il suo vissuto interiore dentro di lui sussistevano ventitre diverse personalità.
C'era una stanza buia in cui alloggiavano le personalità dello stesso e un fascio di luce in cui chi decideva di entrare nella ''realtà'',prendeva il controllo del corpo di Billy Milligan.
Esisteva un sistema di regole che venivano condivise dalle personalità di Billy Milligan,ma non da tutte.
Alcune di queste infatti erano violente e assassine.
Il punto è che i medici che hanno esaminato Billy Milligan hanno notato tracciati elettroencefalografici diversi,pressioni diverse parametri fisiologici diversi,ogni volta che una personalità diversa di Billy Milligan ne prendeva il controllo.
Alla fine dopo un lungo percorso Billy riuscì a definire una ''personalità sintetica'' definita ''maestro'',in grado di unificare le diverse pluralità della sua mente.
La storia di Billy Milligan ha ispirato il film di Night Shyamalan ''split'',letteralmente,diviso.
Tutto questo ovviamente,se non siamo digiuni di cultura classica ci fa pensare ad un altro strumento terapeutico,questa volta più vicino a noi culturalmente,ovvero il teatro e la tragedia greca.
E' curioso che Freud pur essendo un appassionato di teatro e mitologia greca,non abbia capito la funzione terapeutica del teatro in sè.
Alla fine non importa scovare il complesso edipico, importa teatralizzarlo.
Il punto è che Edipo Laio Giocasta e la Sfinge non sono nostra madre, nostro padre.
Sono qualcosa di interiore che proiettiamo al di fuori di noi.
Così come sul palcoscenico c'è un fascio di luce per l'attore che entra in scena,nella mente di Billy Milligan c'è una coscienza disponibile per ogni sua personalità diversa.
E qui entriamo di nuovo nella dimensione più prettamente etimologica del termine.
Noi siamo abituati a definire gli esseri umani persone.
Lo facciamo come una sorta di rispetto.
Quando per esempio qualcuno manca di rispetto ad un essere umano,o ad una categoria di esseri umani spesso qualcuno insorge in sua difesa affermando ''sono persone''.
Ma qual è l'etimo di persona?
Persona è un termine latino mutuato dall'etrusco che significa letteralmente ''maschera''.
La dimensione teatrale è lo strumento terapeutico utilizzato dall'occidente greco romano per mettere in scena i ''conflitti inconsci''.
Ma il punto è proprio questo,se una delle personalità che risiedono all'interno di quello che è stato definito da Freud ''complesso'',non entra in scena c'è la disarmonia.
Alla fine il punto non è il sadico gioco di mostrare le nostre pulsione erotiche verso le nostre madri,il punto è capire che siamo maschere multiple,che recitano il ruolo di una tragedia,o di una commedia,o di entrambe.
E il teatro era lo strumento era lo strumento per permettere di fare EMERGERE questa pluralità all'interno di noi.
Alla fine,il punto è segnalato anche nel vangelo ''io sono legione''.
Il malato mentale nella cultura semitica era l'indemoniato.
Ma questi demoni erano plurimi.
E' curioso il fatto che Gesù Cristo si sia servito di una mandria di porci per liberare tutti i demoni-personalità dell'indemoniato.
Ora i sistemi per agire su questa pluralità sono tanti e ogni cultura ha scelto quelli che sono più vicini alla sua sensibilità.
Il malato psichiatrico,l'indemoniato,l'affatturato che si rivolge allo sciamano è afflitto da un problema.
Ha una pluralità che non riesce ad armonizzare.
Che non riesce ad esprimere.
Tornando alla psichiatria ci troviamo in una situazione paradossale.
La cosiddetta ''schizofrenia'' che letteralmente (io analizzo spesso l'etimo perchè ci dice molto),significa ''divisione della mente''. è vista come una patologia quando è una situazione di sostanziale ubiquitarietà.
Il problema sta proprio nell'armonizzare,e nel permettere a ognuna delle nostre personalità,dei nostri ''demoni'' di uscire fuori,di entrare nel fascio di luce della coscienza e di uscire dall'ombra.
La psichiatria sembra orientata a spegnere determinate ''voci'',che altro non sono che il disperato tentativo di una personalità esclusa,di una maschera che vuole essere indossata di entrare in scena.
Ed è proprio qui che sta la debolezza della psichiatria.
Anzichè psichedelizzare ovvero dal greco ''rivelare la mente'',la spegne.
Analizzando la cosa anche da un punto di vista chimico si vede come l'approccio sia sbagliato.
L'LSD dietilamide dell'acido lisergico agisce sui recettori 5ht2a stimolandoli.
Idem per molti altri agenti psichedelici.
Gli antipsicotici di ultima generazione li bloccano.
Il ruolo della serotonina nella percezione della realtà è modulato da molteplici recettori.
Anche il concetto stesso di incremento della serotonina utilizzato da molti farmaci antidepressivi cosiddetti SSRI è sballato.
Il risultato dell'incremento temporaneo della disponibilità di serotonina nel vallo sinaptico determina una downregolazione e decremento di tutta una pluralità di recettori della serotonina che esita in un generale ottundimento della percezione sensoraile,e non di un incremento della stessa.
La psichiatria insomma spegne e riduce la pluralità,elimina le voci anzichè permettere loro di uscire dal reame della percezione di ''possedere'' invece il corpo e parlare.
Nel voodoo haitiano mutuato dalla protoreligione yoruba le diverse deità definite Loà,attraverso ritmi continui di tamburi,simboli disegnati sulla terra e candele ''possiedono'' i partecipanti alla cerimonia.
Era questo il minimo comune denominatore del significato terapeutico del protosciamanesimo amerindio,della religione Voodoo,del teatro greco.
La psichiatria è spegnimento temporaneo,della nostra pluralità,che poi deflagra nell'urlo definitivo dell'escluso che non è il ''malato psichiatrico in se'',ma quelle parti di noi a cui non abbiamo saputo permetttere di entrare in scena.




lunedì 6 luglio 2020

I fondatori

I fondatori volevano essere dimenticati.
Su fiori di loto avevano lasciato che il grembo della vita celasse il suo segreto.
Ma i fondatori della vita avevano creato un trucco perchè ci si dimenticasse di loro.
Ogni volta che la mente riusciva a penetrare la coltre dei ricordi provava dolore.
Il dolore era il drappo nero che i fondatori avevano inventato perchè la mente si distraesse dal loro ricordo.
Che cos'è la vita se non il farfugliamento di un idiota?
Alcuni spiriti più sottili avevano capito che la vita era più di questo.
La vita aveva molti segreti e i fondatori non volevano che gli uomini e le altre creature li cogliessero.
E per questo avevano inventato il dolore.
Che l'umanità avesse di cui occuparsi.
I più acuti percepivano i segni primevi dei fondatori.
E per questo i fondatori avevano disposto che i loro occhi venissero velati dal broccato d'ebano dell'infelicità.
Tutte le religioni,la scienza,la tecnica erano un immenso dispiegamento di forze per combattere il dolore.
Senza successo.
Perchè i fondatori avevano disposto che la coltre nera della sofferenza fosse impenetrabile.
Ma a volte i sogni come taglienti coltelli sono in grado di penetrare nei segreti che i fondatori avevano sapientemente celato.
Lui l'aveva visto.
La trama dello spazio tempo era un semplice vestito dell'universo, e le fibre di questa materia oscura erano in noi.
Aveva avuto una serie di sogni apparentemente senza senso.
Aveva visto  che l'universo era fatto di fibre.
E che a seconda dei pensieri si intrecciavano in modo diverso.
Ma cosa c'era sotto questo vestito?
Il segreto della materia non è nella scienza,ma nei sogni.
E così discendeva nelle tenebre della mente alla ricerca del segreto dei fondatori.
Vide le fibre intrecciarsi in vari modi.
Perpendicolari,ostilità.
Laterali possibili soluzioni.
A quel punto però voleva vedere il segreto dei fondatori.
E fu così che si recò dallo sciamano di pietra.
Quello che permette di accedere alla conoscenza.
E a quel punto ricordò.
Tutto ebbe origine da gesti.
I fondatori erano completamente diversi dagli umani,per un solo piccolo particolare.
Le mani.
Lo sciamano di pietra inviò il sogno.
Gli uomini primitivi erano perfettamente appagati.
Non avevano bisogno di tecnologia.
Quello che loro volevano lo ottenevano tramite particolari gestualità delle mani.
Perchè è dalle mani che passano le fibre invisibili dell'universo.
Ma ora lui voleva vedere dietro il broccato di fibre dell'universo.
Ma un dolore fortissimo lo colpì.
Proprio mentre stava recidendo la trama.
Ma lui vinse il dolore squarciando con un dito le fibre invisibili che lo stavano legando al dolore.
In quel momento  una lucciola si posò sul suo capo.
La sua anima entrò nella lucciola e danzò con essa.
La lucciola seguiva una simmetria segreta e in breve tempo disegnò nell'aria il sigillo.
Era un giglio di luce meraviglioso.
Ma era talmente bello che dimenticò il suo scopo.
E così capì che i fondatori avevano creato un secondo scudo perchè gli esseri umani non vedessero.
Una volta vinto il dolore,non sarebbero stati in grado di vincere la bellezza.
E così con gli occhi pieni dell'incanto della danza della lucciola d'estate si addormentò sereno.
Non gli importava più di vedere cosa c'era oltre il vestito dell'universo.
Era talmente bello che non osava spogliarlo.
E i fondatori continuarono a custodire il loro segreto.
Mentre moriva capì che i fondatori avevano vinto.