domenica 24 settembre 2017

Preghiera per i suicidi

Bianco latte sgorga dalle mammelle
della Madonna
ma sono intollerante al lattosio
lasciami dunque vomitare...
non ho chiesto di vivere
mi fosse stato assegnato
un posto
almeno uno scopo a chiare lettere mi fosse stato
specificato
Dio del deserto,del cielo infinito
alla mensa solenne del padre
ho disertato l'invito
la coscienza è dualità
mi son lacerato con le mie stesse mani
sono lontano dal terzo elemento,la trinità
la perfezione
che hai designato
sta nell'abominio
della croce e della desolazione
almeno durasse fino alle tre del pomeriggio
e io potessi liberarmi
della consapevolezza,della morte inutile privazione
non desidero altro
che la cessazione,
del sangue,manto scarlatto
di re dell'ade dolce incoronazione
io non posso fare esperienza
inutile continua,un'ingrata coscienza
a rendermi consapevole solo del mio passato
della coniugazione del verbo essere
il tempo più ingrato
ciò che non esiste più
non interessa a Gesù
in croce,lui è dimentico di ciò che è stato
che te ne fai
di pii ossessivi-compulsivi
accetta piuttosto la lode degli schivi
amanti della negazione di ciò che è
gli unici che di fronte a te
non ti chiedono nessun perchè
ma chiedono notte e riposo eterno
nella penombra dell'averno
la luce del mattino il cuore gli ha fatto a pezzi
di questa immondizia
cancella gli olezzi
e smettila di chiamare l'uomo
tuo figlio
giacchè la Madonna immacolata
tiene nelle mani il giglio
evita di far partorire
ciò che in eterno può dormire
abbi cura di George Trackl
il mio amato poeta
è l'unica creatura riuscita
dalle tue mani plasmato l'informe creta
concedigli abisso fondo che giace fra le stelle
a chi ha vomitato la vita
l'animo ribelle.

Idiglio

Ciccione diabetiche in bicicletta
vincono il giro d'Italia
ma cosa dici?
Si dice curvy.
Pantani muore in croce
anzi in bici
una reliquia il suo sudore
ineffabile in paradiso il suo odore
risorge il dio Pantani
per redimere camorristi
e farne pelati Saviani
ma cosa dici?
Pantani l'ha ucciso la camorra,la massoneria
è stato un complotto
quale sudore?fa freddo mettiti un cappotto.
Canto le donne oggetto
per me non sono solo bombole di gas metano
loro son modelle
non si chiama petto
l'odore ineffabile
che esce dal loro ano.
Le donne nude
fan uscire deodorante dalle loro mutande
ma cosa dici?
Se sono nude non hanno le mutande.
Il bambino disse il re è nudo
quando è nudo
ma quando la regina è nuda
può anche aver le mutande
in ogni caso non contraddirla
prima che ti snobbi
e ti faccia fare la figura del pirla.
Non è così che ci si rivolge a una donna
anzi Madonna
in carriera
non la si sbatte
ma ci si inginocchia devoti in preghiera.
Lei non è semplice macchina fellatrice
madre e direttrice
vedi di farla tu,la lavatrice!
Professori negri al liceo classico
spiegano la forma d'onda dell'elettrone
a un coglione
disabile e pure spastico.
Ma cosa dici?
Si dice risorse e diversamente abile
colui che non sa capire
come nonostante il principio d'interminazione di Heisenberg
l'universo rimanga stabile.
Qui la poesia finisce
perchè in italiano non c'è niente che fa rima con Heisenberg
e in mezzo a questo idiglio
nel culo me lo piglio
e ho l'alito che puzza di aglio
e questa poesia non censuratela
l'ho scritta per sbaglio...



sabato 23 settembre 2017

Ritratto di Michela

Giallo meriggio
dei suoi capelli
trine d'oro filate dal sole
che splende dal suo volto,
ma un'ombra di edera verde
la sua iride
incornicia il volto etrusco,
i suoi occhi
grotte profonde e nere
celano una fonte
scura sgorga liquida
nel suo sguardo
come
corvi neri nel cielo
 del meriggio
banchettano
sulle colline morbide delle sue chiome
del grano delle sue gioie,
nel pozzo dell'oro
un'ombra scura
giace al fondo del suo cuore.

venerdì 22 settembre 2017

Il battello

Il battello passava due volte:
al mattino 
l'ora della sua nascita,
al pomeriggio
l'ora della sua morte
Le sue ossa riposano in Argentina
la sua anima giace in me
io la sogno ogni notte,
com'è bello il momento
quando alle 11 e un quarto
il battello appare all'orizzonte...
oh il cuore si riempe di gioia bambina
una gioia a me sconosciuta
nella veglia,
e quando io vedo il battello
alle 18 e un quarto
che senso assurdo di nostalgia
cala la sera sui tuoi capelli ancora castani
i tuoi occhi,il tuo cappellino
la tua grigia borsetta,
non hai trovato la ricchezza che cercavi...
oh quanto ti amo
ti ho amata a tal punto
da scegliere di essere te,
ma nessun amore è eterno
è solo un sasso
e i sogni cerchi concentrici
che invadono le coscienze
di sempre più numerosi sognatori
e quanto più numerosi diventano
tanto più flebili appaiono i ricordi:
è stato solo un sogno
quella nostalgia,quello struggimento
il dolore del battello della sera
il vento del sud 
nei tuoi capelli
ti amo
è solo un vecchio ricordo.

Coscienza e scissione

La coscienza è divisione.
L'aveva già intuito Goethe ''io sono due''.
Nella coscienza c'è il sè che percepisce e che si distingue dal sè percepito.
Non importa che il soggetto e l'oggetto siano lo stesso anzi è proprio l'unità del soggetto a essere scisso dalla coscienza.
E l'uomo mangio l'albero della conoscenza del bene e del male.
Inutilmente la religione ha diviso i figli della luce da quelli delle tenebre,noi siamo sia buoni,sia malvagi,la crepa della divisione fra bene e male si insinua nell'individuo e lo divide tra conscio e inconscio.
La coscienza è duplicità che si insinua nell'uno.
E' scissione.

Mezzogiorno

Nell'attimo del mezzogiorno
una foglia gialla
si stacca da una quercia
cade dal sole
plana lenta nell'aria
come barca dorata
trasporta con sè
la quiete del meriggio
le betulle e i pioppi
sospirano di sollievo
non più il gelido mattino
ma ora posso respirare
l'azzurra immensità del cielo

giovedì 21 settembre 2017

Mare

Mi osserva il mare
vasto occhio ipnotico
nelle tue dolci onde
reclino il mio capo
nell'eternità della sera

Il fantasma nella casa

Nella stanza disadorna
carte da parati consunte,
uno specchio
mostra il vuoto,
il sole del pomeriggio
per pochi attimi
indugia spaurito
nelle finestre
e sul balcone
per fuggire rapido
nella sera
qualcosa guarda
le automobili
che viaggiano veloci,
un gatto si gira
e osserva
occhi di abisso
si incontrano,
un quadro di papaveri rossi
nel grano giallo
appeso alla parete
è memoria d'estati passate
mentre l'umidità gocciola
nel giorno silenzioso dei morti.

lunedì 18 settembre 2017

Il profumo della sera

Oh quieta sera
quando l'azzurro
precipita dalle cateratte
all'orizzonte
lasciando vuoto
il cielo nero.
Quieti gialli lampioni
vedo le vostre ombre
fra i mirti
e la danza delle falene,
un tappeto di foglie gialle
sfiora umida la mia schiena
il profumo verde della sera
d'autunno si fa d'oro.

Ultime visioni del Cristo

Cosa fate vecchie al mio capezzale?
Non è voi che cercavo
una religione di cenci e di vecchie
non era questo che io cercavo
l'occhio di Dio mi sfugge
eppure lo so di sottecchi mi guarda
alla mia destra
fiamma azzurra
i salvati,le loro parole dritte
già io conosco
alla mia sinistra,fiamma nera
le parole curve,di bocca sfuggite
testimoniano contro i dannati
già io li conosco
e tu dove sei
JHWH?
Mi lasci solo col serpente?
Cosa vuoi serpe antica?
''Tu hai voluto essere
verde virgulto d'olivo
rinato dall'albero dell'Eden
legno saziato di sangue...
Perchè,perchè,non hai accettato
il succo della rosa nera?
Un lieve autunno
sarebbe sceso sui tuoi occhi...
Perchè non hai atteso ottobre?
Dolce è il frutto dell'uva
appena colto
ma solo se fermenta
può esser vino,
troppo dolce tu sei o Cristo
perchè non hai accettato
il fermento del peccato?

Taci serpe
il mio sangue
è stirpe pura
di abitatori delle stelle
i figli del fuoco
meritano
il flutto gelido dell'eternità

Taci tu 
figlio dell'uomo
non senti che 
dalla fiamma azzurra
dei salvati
le parole dritte
testimoniano contro di te
dov'era il tuo Dio
quando il primo ragno
le sue immonde uova depose?

''Il ragno in principio era cieco
io gli ho dato mille occhi
perchè insospettato
giacesse nella vostra spelonca
di stregoni e di demoni
perchè mi riferisse
le vostre macchinazioni
ogni occhio
è il mio''

Satana ride,
e poi gli si avvicina:
''solo un'occhio
ti manca
quello di Dio
il silenzioso
che ti spia
nell'ora della prova''


''Che vuoi da me o Satana?"

''L'occhio.''

Il Cristo alzò la testa lo guardò
ieratico come sempre:
''Sia come vuoi tu''

Satana si vide appeso a una croce
circondato di vecchie
e sentì un dolore immenso
il dolore del giusto
e allora proruppe nelle ultime parole:
''Eloì,lamà sabacthani''
Il Cristo fuggì dal corpo
e abbandonò Satana
alla desolazione della morte,
il grande ingannatore
morì ingannato.
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Stagni d'autunno

Un cupo stagno
ebbro di solitudine
pupilla dilatata
dell'occhio del mistero
che guarda cieli nuvolosi
verdi frasche
diventano oro ramato
oscillano alla brezza
lieve sussurro della sera
Serpi d'acque verdi sinuose
si infilano in tane sotterranee
gorgoglianti 
linfa che empie la terra
un'ombra bruna
tra il verde nei campi
soffia lento
nuvole grigie sfiorano
i soffioni fra i prati d'ottobre

domenica 17 settembre 2017

Al di là del bene e del male-il barbiere sulla quinta strada

C'era un profeta che sosteneva di avere la prova dell'esistenza di Dio,disse:
il bene e il male non possono esistere da sè,certamente dev'esserci un Dio perchè chi decide cosa è bene e cosa è male è in virtù di questo potere automaticamente Dio, anche fosse un verme,perchè tiene per le palle l'intero universo e tutto il creato pende dalle sue labbra per sapere cosa fare.

Un altro profeta sosteneva di aver la prova dell'esistenza del bene,disse:
il bene,per definizione è migliore del male dunque se esiste un Dio deve certamente essere buono,dal momento che decide lui cosa è bene.

Un altro profeta sosteneva di aver la prova dell'esistenza del male,disse:
Il bene è migliore del male ma la prova dell'esistenza  di Dio necessita della prova dell'esistenza del bene e non viceversa,dunque i primi due profeti sono in errore,dunque l'unica cosa che esiste è il male.

Dal quarto vuoto una voce così li apostrofò:
tutto ciò che ha bisogno di prove per esistere non si regge sulle proprie gambe dunque avete ragione tutti e tre.

I tre profeti rimasero perplessi,e da allora cambiarono mestiere.
Dicono che uno di loro sia un buon barbiere sulla quinta strada.

sabato 16 settembre 2017

Per Nietzsche l'oltreuomo,per me il sottouomo.

Quando pensiamo,immaginiamo il futuro,vi è connaturata l'idea che l'umanità debba in qualche modo evolversi,diventare più intelligente,produrre più tecnologia,diventare più sensibile ecc....
Tutto mi dice il contrario.
Stiamo assistendo al reinstupidimento dell'umanità,al trionfo dello stupido.
L'uomo si sta rianimalizzando e i difensori della civiltà hanno poco da berciare:
gli effetti dell'intelligenza sono sotto gli occhi di tutti:
Depressione,solitudine,inquinamento,e soprattutto consapevolezza,inutile consapevolezza.
Consapevolezza
della propria stupidità (solo gli stupidi pensano di essere intelligenti,è paradossale ma è così)
della propria finitudine
della propria inconsistenza
dell'assenza di senso
della propria solitudine
della propria impotenza
dell'esistenza di un sistema ingiusto,il capitalismo,irrovesciabile.

Il trionfo della donna,del negro,dell'idiota.
Per fortuna non sono su facebook,la vetrina degli idioti,perchè solo per questa frase il mio post sarebbe stato censurato.
Bello figo che fa i milioni di euro sfottendo il popolo che ha dato i natali a Michelangelo,Leonardo,Galileo.
Democrazia come dominio del demos nel suo senso peggiore:la plebaglia del panem et circenses.
Il grande fratello.
Le macchine che posteggiano da sole.
Le macchine che guidano da sole.
Le macchine che pensano da sole.
Le macchine che lavorano da sole.
Noi:inutili sprechi di capacità di calcolo e creatività.
La gente compra i cani,non fa figli.
I cani non fanno domande a cui noi non sappiamo rispondere.
Il cane è ''la stupidità a cui tutti inconsciamente aneliamo''.
L'assenza di responsabilità (l'ha fatto per il suo istinto),
la suddivisione della società nel modo più dispotico che esiste ''i padroni,e gli animali addomesticati''
il disvelamento della somma ingiustizia della donna che brama una società in cui o è padrona o è schiava,tertium non datur.
Neanche schiava,animale.
Animale tout court.
La società vuole gente che:
compri
mangi
caghi
e basta.
Il resto è spreco.
La società ha bisogno di cani.
I cani non possono comprare,quindi hanno bisogno di donne.
La società ha bisogno di donne.
E di cani.
Il maschio?
Può essere tollerato solo se negro.
Non prendetemi per un seguace di Massimo Fini,no il problema non è la modernità...
Il problema è l'intelligenza,perchè caro nostalgico sagace Massimo Fini,il problema è che l'intelligenza crea la modernità,crea la tecnologia.
Crea il bisogno dell'uguaglianza che non ci sarà mai e contemporaneamente la consapevolezza che tutti i sistemi che funzionano hanno per base l'ineguaglianza.
Certo,un eccesso di ineguaglianza,danneggia il sistema,ma la giusta dose ne è il fondamento indispensabile.
L'Africa sta colonizzando l'Europa.
La speranza del mondo è la Cina.
Sapete perchè?
Perchè gli orientali hanno un'intelligenza atecnologica.
Loro hanno creato il Buddhismo,la religione in CUI VIENE SCRITTO A CARATTERI CUBITALI CHE IL PROBLEMA NON E' L'ESISTENZA DI UN MONDO BRUTTO E CATTIVO.
IL PROBLEMA E' LA MENTE.
Tutto sta già scritto nel genesi,l'uomo quando era ancora un animale era felice.
Quando ha voluto conoscere,sono iniziati tutti i casini.
Un dio condannato a essere appeso,sanguinante e impotente,a una croce.
Era già scritto allora,il futuro dell'uomo.
La croce sono i respiratori artificiali,gli antibiotici,la dialisi,che ci mantengono vivi in uno stato pietoso,prolungando oltremodo l'agonia.
Un popolo di anziani che ciondola semivivo.
Leopardi era un infelice ma a 30 anni la morte lo ha liberato.
Catullo idem.
Giordano Bruno l'hanno bruciato risparmiandogli la vita in un mondo di ipocriti.
E invece no si avvicina l'abominio.
La sconfitta della morte biologica.
Diventeremo degli zombi che vivranno per l'eternità,senza possibilità alcuna di calare il sipario su questa commedia pietosa.
I più intelligenti,come unabomber teorizzano una società senza la tecnologia.
Basterà?
Ma il fuoco non è tecnologia?
Dovremo mangiare carne cruda?
Qual è il confine tra tecnologia e non tecnologia?
L'intelligenza produce la tecnologia.
Il problema è l'intelligenza.
La stupidità è la soluzione?
Non penso.
La soluzione semplicemente non c'è.

giovedì 14 settembre 2017

Imponderabile beatitudine
delle 5 del pomeriggio
giallo e' il sole
lume solitario
che tiene in mano
l'autunno
 mentre sale incerto
le scale che arrivano
all'azzurra porta del cielo

Autunno lieve

Soffice azzurro Balsamo
il vento d'autunno
delicato culla 
un cielo addormentato
sogna,di profumi sconosciuti
eterei bracieri 
portati da  Angeli
inebriati dai frutti marcescenti
del giardino delle esperidi
profumi inesprimibili
passano dalla porta solenne
del tramonto
e scendono dalla collina 
nella sera
a preannunciare l'arrivo
del silenzioso Angelo nero

Gli smartphone hanno distrutto una generazione?

Gli smartphone hanno distrutto una generazione?

DI JEAN M. TWENGE
theatlantic.com
Più a proprio agio online che fuori a far festa, i post-Millennials si sentono più al sicuro dal punto di vista fisico, rispetto a quanto non lo siano mai stati gli adolescenti. Ma sono sul punto di una crisi di salute mentale.
Un giorno della scorsa estate, verso mezzogiorno, ho chiamato Athena, una 13enne che vive a Houston, Texas. Lei ha risposto al suo telefono – ha l’iPhone da quando aveva 11 anni – come se si fosse appena svegliata. Abbiamo chiacchierato a proposito delle sue canzoni e dei suoi programmi televisivi preferiti, e le ho chiesto cosa le piace fare con i suoi amici. “Noi andiamo al centro commerciale”, ha detto. “I tuoi genitori ti lasciano lì?”, ho chiesto, ricordando i miei giorni durante la scuola media, negli anni ’80, quando avrei voluto con i miei amici, godermi qualche ora senza genitori. “No, ci vado con la mia famiglia”, ha risposto. “Ci vado con mia madre e i miei fratelli e me ne sto un po’ distante da loro. Devo solo dire a mia madre dove andiamo. Devo farglielo sapere ogni ora o ogni 30 minuti.”
Questi viaggi al centro commerciale avvengono di rado – circa una volta al mese. Più spesso, Athena ed i suoi amici trascorrono il tempo insieme al telefono, senza alcun controllo. A differenza degli adolescenti della mia generazione, che avrebbero potuto trascorrere una serata tenendo occupato il telefono fisso familiare con pettegolezzi, loro parlano su Snapchat, l’applicazione per lo smartphone che consente agli utenti di inviare immagini e video che scompaiono rapidamente. Essi si assicurano di conservare i loro Snapstreak, che mostrano quanti giorni di fila hanno snapchattato tra loro. A volte salvano screenshot di immagini particolarmente ridicole degli amici. “È un buon ricatto”, ha affermato Athena. (Poiché è minorenne, non voglio usare il suo vero nome.) Mi ha detto che aveva trascorso la maggior parte dell’estate, passando il proprio tempo da sola nella sua stanza con il suo telefono. Così è proprio come si presenta la sua generazione, ha riferito. “Non siamo stati noi a decidere di conoscere una vita senza iPad o iPhone. Penso che amiamo i nostri telefoni più di quanto amiamo le persone reali”.
Faccio ricerca sulle differenze generazionali da 25 anni, a partire da quando 22enne ero uno studente di dottorato in psicologia. Di solito, le caratteristiche che definiscono una generazione appaiono gradualmente, e lungo un continuum. Le credenze e i comportamenti che erano già in fase di affermazione, continuano su questa linea. I Millennials, per esempio, sono una generazione altamente individualistica, ma l’individualismo era in aumento da quando i Baby Boomers sono apparsi sulla scena, si sono messi sulla stessa lunghezza d’onda, e hanno fatto poi un passo indietro. Mi ero abituato a disegnare grafici di tendenze che sembravano colline e valli di modesta entità. Poi ho iniziato a studiare la generazione di Athena.
Intorno al 2012, ho notato spostamenti bruschi nei comportamenti dei teenager e negli stati emotivi. I dolci pendii dei grafici si sono trasformati in montagne ripide e scogliere a strapiombo, e molte delle caratteristiche distintive della generazione dei Millennials, man mano, sono scomparse. In tutte le mie analisi di dati generazionali – alcuni risalenti agli anni Trenta – non avevo mai visto niente di simile.
All’inizio presumevo che questi potessero essere punti di forza, ma le tendenze persistevano da diversi anni, e in tutta una serie di rilevamenti nazionali. I cambiamenti non riguardavano solo l’entità, ma anche il genere. La più grande differenza tra i Millennials e i loro predecessori era come essi consideravano il mondo; i teenager di oggi si differenziano dai Millennials non solo per i loro punti di vista, ma anche per come trascorrono il loro tempo. Le esperienze che hanno ogni giorno sono radicalmente diverse da quelle della generazione che è diventata maggiorenne solo pochi anni prima di loro.
Cos’è accaduto nel 2012 da causare mutamenti di comportamento così sensibili? È stato dopo la Grande Recessione, durata ufficialmente dal 2007 al 2009, la quale ha avuto un effetto più severo sui Millennials che cercavano di trovare un posto in un’economia tremolante. Ma è stato esattamente il momento in cui la quota di Americani, in possesso di uno smartphone, superava il 50%.
Più leggevo attentamente le indagini annuali degli atteggiamenti e comportamenti dei teenager, e più parlavo con i giovani come Athena, ho capito più chiaramente che la loro è una generazione modellata dallo smartphone e dall’affermarsi, in concomitanza, dei social media. Li chiamo iGen. Nati tra il 1995 e il 2012, i membri di questa generazione crescono con lo smartphone, hanno un account Instagram prima di iniziare la scuola superiore e non ricordano un periodo di tempo precedente a Internet. Anche i Millennials sono cresciuti con il web, ma non era onnipresente nella loro vita, a portata di mano in tutti i momenti, giorno e notte. I membri più anziani della generazione iGen erano appena adolescenti, quando nel 2007 è stato introdotto l’iPhone, e studenti delle scuole superiori quando nel 2010 è entrato in scena l’iPad. Un sondaggio del 2017, che ha coinvolto più di 5.000 ragazzi americani, ha permesso di scoprire che tre su quattro possedevano un iPhone.
In seguito all’avvento dello smartphone, e di suo cugino il tablet, è conseguita rapidamente l’apprensione per gli effetti deleteri del “tempo allo schermo”. Ma non ci si è resi conto che l’impatto di questi dispositivi va ben oltre le solite preoccupazioni riguardanti la riduzione della curva dell’attenzione. L’arrivo dello smartphone ha radicalmente cambiato ogni aspetto della vita degli adolescenti, dalla natura delle loro interazioni sociali alla loro salute mentale. Questi cambiamenti hanno colpito i giovani in ogni angolo della nazione e in ogni tipo di famiglia. Le tendenze appaiono tra gli adolescenti ricchi e poveri; di ogni etnia; nelle grandi e piccole città, nei sobborghi. Dove ci sono celle telefoniche, ci sono adolescenti che vivono la loro vita allo smartphone.
A quelli di noi che ricordano affettuosamente un’adolescenza più analogica, questo può sembrare estraneo e preoccupante. Lo scopo dello studio generazionale non è però cedere alla nostalgia di come le cose sono state; si tratta di capirle per come sono ora. Alcuni cambiamenti generazionali sono positivi, alcuni sono negativi, e molti sono entrambi. Più a proprio agio nelle loro camere che in un’automobile o a una festa, gli adolescenti di oggi si sentono più al sicuro, dal punto di vista fisico, rispetto a quanto gli adolescenti non lo siano mai stati. È da notare che per loro vi è meno probabilità di essere coinvolti in un incidente automobilistico e, avendo meno predisposizione all’alcol rispetto ai loro predecessori, sono meno suscettibili alle malattie alcol-correlate.
Sono, tuttavia, più vulnerabili dal punto di vista psicologico rispetto ai Millennials: i tassi di depressione e di suicidio tra i teenager, dal 2011, sono balzati alle stelle. Non è esagerazione descrivere la generazione iGen come sul punto della peggiore crisi di salute mentale da decenni. Gran parte di questo peggioramento può essere ricondotta ai loro telefoni.
Anche quando un evento sismico – una guerra, un avanzamento tecnologico, un concerto gratuito nel fango – svolge un ruolo estremo nella formazione di un gruppo di giovani, nessun fattore singolo definisce mai una generazione. Gli stili genitoriali continuano a cambiare, così come i programmi scolastici e la cultura, e queste cose contano. Ma l’ascesa in coppia dello smartphone e dei social media ha causato un terremoto di magnitudo mai vista da lungo tempo, per non dire mai. Ci sono prove convincenti che i dispositivi che abbiamo messo nelle mani dei giovani stanno avendo gravi effetti sulla loro vita e li rendono davvero infelici.
All’inizio degli anni ’70, il fotografo Bill Yates ha scattato una serie di foto al Sweetheart Roller Skating Rink di Tampa, in Florida. In una di esse, un adolescente senza camicia sta ritto in piedi con una grande bottiglia di grappa alla menta piperita, bloccata alla cintura dei suoi jeans. In un’altra, un ragazzo, che sembra non avere più di 12 anni, posa con una sigaretta in bocca. La pista di pattinaggio era un luogo in cui i ragazzini potevano scappare dai loro genitori e vivere in un mondo proprio, un mondo in cui potevano bere, fumare e pomiciare nella parte posteriore delle loro macchine. In un austero bianco nero, i Boomers adolescenti fissano la macchina fotografica di Yates, con innata fiducia in sé stessi di creare le proprie scelte anche se, forse soprattutto se, i genitori non le ritenevano giuste.
Quindici anni dopo, durante gli anni della mia adolescenza come membro della Generazione X, il fumo aveva perso una parte del suo fascino, ma l’indipendenza era senz’altro ancora presente. Io e i miei amici pianificavamo di ottenere, non appena possibile, la patente di guida, prendendo appuntamenti al DMV (n.d.T. Department of Motor Vehicles) per il giorno in cui compivamo 16 anni e usando la nostra libertà appena scoperta per fuggire dai confini del nostro quartiere suburbano. Alla domanda dei nostri genitori, “Quando sarai a casa?”, rispondevamo: “Quando devo esserlo?”
Ma il fascino dell’indipendenza, così potente per le generazioni precedenti, influenza meno gli adolescenti di oggi, che hanno meno probabilità di uscire di casa senza i loro genitori. Lo spostamento è sorprendente: i ragazzi tra i 17 e i 18 anni nel 2015 uscivano meno spesso, rispetto a quanto facevano, nel recente 2009, quelli tra i 13 e 14 anni.
È anche meno probabile che gli adolescenti di oggi si frequentino. La fase iniziale del corteggiamento, chiamata “simpatia” dai membri della Generazione X (come in “Ooh, ti piace!”), i ragazzini ora la chiamano “conversazione” – una scelta paradossale per una generazione che preferisce gli SMS alla conversazione effettiva. Dopo che due adolescenti hanno “parlato” per un po’, potrebbero cominciare a frequentarsi. Ma nel 2015 solo il 56%  degli studenti all’ultimo anno delle scuole superiori è uscito per frequentarsi; per i Boomers e la Generazione X, la quota era circa l’85 per cento.
Il regresso nel frequentarsi segue da vicino la diminuzione dell’attività sessuale. Il calo è più netto per i ragazzi tra i 14 e i 15 anni, tra i quali il numero di adolescenti sessualmente attivi è stato ridotto di quasi il 40%,a partire dal 1991. Il teenager medio ha fatto sesso per la prima volta nel passaggio tra i 16 e i 17 anni, un anno dopo rispetto alla media della Generazione X. Meno adolescenti che hanno fatto sesso hanno contribuito a ciò che negli ultimi anni molti considerano uno dei trend più positivi tra i giovani: il tasso di natalità tra i teenager ha raggiunto il minimo storico nel 2016, in calo del 67%, a partire dal suo apice di quest’epoca, raggiunto nel 1991.
Anche il guidare, simbolo della libertà adolescenziale iscritto nella cultura popolare americana da Rebel Without a Cause a Ferris Bueller’s Day Off, ha perso la propria attrattiva per gli adolescenti di oggi. Tra i Boomers, quasi tutti gli studenti delle scuole superiori avevano la patente di guida allo scoccare dell’ultimo anno; più di uno su quattro tra gli adolescenti contemporanei ne è ancora carente alla fine della scuola superiore. Per alcuni, mamma e papà sono autisti così bravi, che non c’è bisogno urgente di guidare. “I miei genitori mi hanno portato in macchina ovunque e non si sono mai lamentati, quindi mi hanno sempre dato degli strappi”, mi ha riferito una studentessa 21enne di San Diego. “Non ho ottenuto la patente, fino a quando mia madre me lo ha imposto, perché non poteva continuare a portarmi in macchina a scuola”. Ha finalmente ottenuto la patente sei mesi dopo aver compiuto 18 anni. Di conversazione in conversazione, gli adolescenti hanno descritto la patente come un assillo da parte dei genitori, un’idea che sarebbe stata impensabile per le generazioni precedenti.
L’indipendenza non è gratuita – servono soldi in tasca per pagare la benzina, o per quella bottiglia di grappa. In precedenza, i ragazzini lavoravano in gran numero ed erano desiderosi di finanziare la loro libertà o erano spinti dai loro genitori a imparare il valore di un dollaro. Ma gli adolescenti iGen non lavorano (né gestiscono i propri soldi) più di tanto. Alla fine degli anni ’70, il 77% degli studenti all’ultimo anno delle scuole superiori lavorava durante l’anno scolastico per ricevere una paga; entro la metà del 2010, solo il 55% lo faceva. Il numero di studenti tra i 13 e i 14anni che lavorano per la paga si è ridotto della metà. Questa diminuzione ha subito un’accelerazione durante la Grande Recessione, ma l’occupazione degli adolescenti non si è ripresa, anche se la disponibilità di lavoro lo ha fatto.
Naturalmente, scoraggiare le responsabilità dell’età adulta non è un’innovazione degli iGen. La Generazione X, negli anni ’90, è stata la prima a rinviare i segnali tradizionali dell’età adulta. Non era così probabile che i giovani membri della Generazione X guidassero, che bevessero alcool, e che si frequentassero come succedeva con i giovani Boomers, e vi era più probabilità di fare sesso e rimanere incinte da adolescenti. Ma mentre si lasciava indietro l’adolescenza, la Generazione X si è sposata e ha cominciato a far carriera più tardi, rispetto ai predecessori Boomers.
La Generazione X è riuscita ad allungare l’adolescenza al di là di tutti i limiti precedenti: i membri diventavano adulti con più rapidità, finendo però con il diventarlo effettivamente più tardi. A partire dai Millennials e continuando con iGen l’adolescenza si contrae nuovamente, ma solo perché ne viene ritardato l’inizio. Mediante una serie di comportamenti – bere, frequentarsi, trascorrere del tempo senza sorveglianza – i ragazzi di 18 anni ora agiscono più come quelli di 15 e quelli di 15 assomigliano a quelli di 13 anni. Dunque l’infanzia ora si estende ben oltre la scuola superiore.
Perché gli adolescenti di oggi aspettano più a lungo ad assumersi sia le responsabilità che i piaceri dell’età adulta? I cambiamenti nell’economia e nello stile genitoriale hanno certamente un ruolo. In un’economia dell’informazione che premia l’istruzione superiore più che i trascorsi lavorativi, i genitori possono essere inclini a incoraggiare i loro figli a rimanere a casa e a studiare, piuttosto che ottenere un lavoro part-time. Gli adolescenti, a loro volta, sembrano soddisfatti di questo accordo domestico, non perché sono così studiosi, ma perché la loro vita sociale è vissuta al proprio telefono. Non hanno bisogno di andarsene da casa per trascorrere il tempo con gli amici.
Se gli adolescenti di oggi fossero una generazione di sgobboni, lo avremmo visto nei dati raccolti. Ma tra la terza media e l’ultimo anno delle scuole superiori, secondo un dato del 2010, i ragazzi trascorrono meno tempo nel fare i compiti a casa, rispetto a quanto facevano gli adolescenti della Generazione X nei primi anni ’90. (Gli studenti dell’ultimo anno delle scuole superiori diretti al college quadriennale, trascorrono la stessa quantità di tempo nel fare i compiti a casa rispetto ai loro predecessori.) Il tempo che gli studenti dell’ultimo anno trascorrono in attività come i club degli studenti, nello sport e nell’esercizio fisico non è variato di molto negli ultimi anni. Assieme al declino del lavoro per la paga, questo significa che gli adolescenti iGen hanno più tempo libero rispetto agli adolescenti della Generazione X, non di meno.
Quindi cosa ne fanno di tutto quel tempo? Sono al telefono, nella loro stanza, soli e spesso angosciati.
Uno dei paradossi della vita iGen è che, nonostante trascorrano di gran lunga molto più tempo sotto lo stesso tetto dei loro genitori, a malapena si può affermare che gli adolescenti di oggi siano più vicini alle loro madri e ai loro padri, rispetto ai loro predecessori. “Ho visto i miei amici con le loro famiglie, loro non si parlano”, mi ha detto Athena. “Dicono semplicemente ‘okay, okay, come ti pare’, mentre sono al telefono. Non prestano attenzione alla loro famiglia”. Come i suoi compagni, Athena è esperta nel deconcentrarsi dai suoi genitori, in modo da concentrarsi sul suo telefono. Ha trascorso gran parte della sua estate tenendosi in contatto con gli amici, ma quasi tutto avveniva per mezzo di SMS o Snapchat. “Sono stata al telefono più di quanto sono stata insieme con le persone reali”, ha detto. “Sul mio letto c’è l’impronta del mio corpo.”
Si caratterizza anche per questo. Il numero di adolescenti che si riuniscono con i loro amici quasi ogni giorno è sceso di oltre il 40% dal 2000 al 2015; il declino di recente è stato particolarmente netto. Non è solo una questione di minor numero di ragazzini che fa festa; meno ragazzini trascorrono il tempo semplicemente andando a spasso. Questo è qualcosa che faceva la maggior parte degli adolescenti: secchioni e sportivi, ragazzini ricchi e poveri, studenti modello e mediocri. La pista di pattinaggio, il campo da pallacanestro, la piscina cittadina, i luoghi dove pomiciare, sono stati sostituiti da spazi virtuali accessibili tramite le app e il web.
Ci si potrebbe aspettare che gli adolescenti trascorrano così tanto tempo in questi nuovi spazi perché ciò li rende felici, ma la maggior parte dei dati suggerisce che non è così. Il Monitoring the Future survey, finanziato dal National Institute on Drug Abuse e progettato per essere rappresentativo a livello nazionale, ha posto più di 1.000 quesiti, ogni anno dal 1975, e ha interpellato dal 1991 i ragazzi tra la terza media e il secondo anno di scuola superiore. Il sondaggio chiede agli adolescenti il loro grado di felicità e anche quanto tempo libero trascorrono per varie attività, tra cui quelle non davanti allo schermo, come l’interazione sociale di persona e l’esercizio fisico e, negli ultimi anni, attività allo schermo come l’utilizzo dei social media, l’invio di SMS e la navigazione nel web. I risultati non potrebbero essere più chiari: è più probabile che gli adolescenti che trascorrono più tempo rispetto alla media nelle attività allo schermo siano infelici, ed è più probabile che quelli che trascorrono più tempo rispetto alla media in attività non allo schermo siano più felici.
Non vi sono eccezioni. Tutte le attività allo schermo sono legate a una minore felicità e tutte le attività non allo schermo sono legate a una maggiore felicità. I ragazzi tra i 13 e i 14 anni che trascorrono 10 o più ore alla settimana sui social media sono il 56% , ed è più verosimile affermare che sono infelici, rispetto a coloro che dedicano meno tempo ai social media. Bisogna ammettere che 10 ore alla settimana è molto. Ma quelli che trascorrono da sei a nove ore alla settimana sui social media sono ancora il 47% , ed è più verosimile affermare che sono infelici rispetto a quelli che utilizzano i social media ancora meno. L’opposto è vero per le interazioni personali. Quelli che trascorrono di persona una quantità di tempo superiore alla media con i propri amici sono il 20% , ed è meno verosimile affermare che sono infelici, rispetto a coloro che escono con gli amici per un periodo di tempo inferiore alla media.
Se stavate per dare consigli per una felice adolescenza basata su questo sondaggio, essi sarebbero semplicemente: posare il telefono, spegnere il computer portatile e fare qualcosa, qualsiasi cosa, che non coinvolga uno schermo. Naturalmente, queste analisi non dimostrano in modo inequivocabile che il tempo allo schermo sia causa di infelicità; è possibile che gli adolescenti infelici trascorrano più tempo online. Ma la ricerca recente suggerisce che il tempo allo schermo, in particolare l’uso dei social media, rende davvero infelici. Uno studio ha chiesto, con una pagina Facebook, agli studenti del college di completare brevi sondaggi al proprio telefono nel corso di due settimane. Avrebbero ricevuto cinque volte al giorno un messaggio di testo con un link, e riferito in merito al loro stato d’animo e a quanto avessero usato Facebook. Quanto più avevano usato Facebook, tanto più si sentivano infelici, ma il sentirsi infelici non ha avuto come conseguenza un incremento nell’utilizzo di Facebook.
I siti di social network, come Facebook, promettono di collegarci agli amici. Ma il ritratto degli adolescenti iGen che emerge dai dati è una generazione solitaria e dislocata. Gli adolescenti che visitano siti di social network ogni giorno, tuttavia vedono meno frequentemente i loro amici di persona, ed è più probabile che siano d’accordo con le affermazioni “Molte volte mi sento solo”, “Mi sento spesso lasciato in disparte” e “Spesso desidero avere più buoni amici”. I sentimenti di solitudine degli adolescenti sono culminati nel 2013 e, da quel momento, sono permasi verso l’alto.
Questo non significa sempre che, a livello individuale, i ragazzini che trascorrono più tempo online sono più soli, rispetto a quelli che trascorrono meno tempo online. Gli adolescenti che trascorrono più tempo sui social media, trascorrono anche più tempo con i loro amici di persona, in media gli adolescenti assai sociali sono più sociali in entrambi i luoghi d’incontro, e gli adolescenti meno sociali sono meno propensi. Ma a livello generazionale, quando gli adolescenti trascorrono più tempo allo smartphone e meno tempo nelle interazioni sociali di persona, la solitudine è più frequente.
Così sopraggiunge la depressione. Ancora una volta, l’effetto delle attività allo schermo è inconfondibile: più gli adolescenti trascorrono il tempo guardando gli schermi, più è probabile segnalare sintomi di depressione. Per i ragazzi tra i 13 e i 14 anni che fanno uso eccessivo dei social media il rischio di depressione aumenta del 27% , mentre per quelli che svolgono sport, vanno alle cerimonie religiose o addirittura fanno di più i compiti a casa, rispetto all’adolescente medio, il rischio è ridotto in modo significativo.
Gli adolescenti che trascorrono tre ore al giorno o più sui dispositivi elettronici hanno il 35% di probabilità in più di avere un fattore di rischio per il suicidio, come ad esempio la sua pianificazione. (Questo è molto di più che il rischio relativo, diciamo, derivato dal guardare la TV.) Un dato che sorprende in modo indiretto, fissa nel bene e nel male l’incremento dell’isolamento dei ragazzini: dal 2007 il tasso di omicidio tra gli adolescenti è diminuito, ma il tasso di suicidio è aumentato. Poiché gli adolescenti hanno iniziato a trascorrere meno tempo insieme, vi è meno probabilità che si uccidano l’un altro, e di più che si tolgano la vita. Nel 2011, per la prima volta in 24 anni, il tasso di suicidio tra i teenager è stato superiore al tasso di omicidio tra gli stessi.
La depressione e il suicidio hanno molte cause; l’eccessivo uso della tecnologia non è chiaramente la sola. E il tasso di suicidio tra gli adolescenti era perfino più alto negli anni ’90, molto prima che esistessero gli smartphone. D’altronde, gli Americani ora assumono quattro volte di più gli antidepressivi, spesso efficaci nel trattamento della grave depressione più fortemente legata al suicidio.
Qual è la connessione tra gli smartphone e l’apparente sofferenza psicologica che questa generazione sta vivendo? Nonostante tutto il loro potere di mettere in collegamento i ragazzini di giorno e di notte, i social media aggravano anche la vecchia preoccupazione dei teenager di essere trascurati. Gli adolescenti di oggi possono andare meno frequentemente alle feste e trascorrere meno tempo insieme di persona, ma quando si riuniscono, documentano senza freno i loro ritrovi – su Snapchat, Instagram, Facebook. Quelli non invitati a presentarsi ne sono ben consapevoli. Di conseguenza, il numero degli adolescenti che si sentono esclusi ha raggiunto livelli elevati in tutti i gruppi di età. Al pari dell’aumento della solitudine, l’incremento del sentirsi trascurati è stato rapido e rilevante.
Questa tendenza è stata particolarmente netta tra le ragazze. Nel 2015, rispetto al 2010, il 48% in più delle ragazze ha riferito che spesso si sentiva trascurata, a confronto con il 27% in più dei ragazzi. Le ragazze usano più spesso i social media, che danno loro ulteriori opportunità di sentirsi escluse e sole, quando vedono i loro amici o compagni di classe riunirsi senza di loro. I social media impongono un tributo, dal punto di vista psichico, sulla teenager che posta, in quanto aspetta ansiosa la conferma di Commenti e Mi piace. Quando Athena invia foto su Instagram, mi ha detto: “Sono trepidante per ciò che la gente pensa e dirà. A volte mi infastidisce quando non ho abbastanza Mi piace su una foto”.
Le ragazze, tra gli adolescenti di oggi, hanno anche sostenuto il peso dell’insorgenza dei sintomi depressivi. I sintomi depressivi dei ragazzi sono aumentati del 21% dal 2012 al 2015, mentre tra le ragazze sono aumentati del 50% – più del doppio. Anche l’aumento del suicidio è più pronunciato tra le ragazze. Anche se il tasso è incrementato per entrambi i sessi, le ragazze dai 12 ai 14 anni si sono uccise tre volte di più nel 2015, così come accaduto nel 2007, rispetto alle due volte in più tra i ragazzi. Il tasso di suicidio è ancora più alto per i ragazzi, in parte perché usano metodi più letali, ma le ragazze stanno cominciando a colmare il divario.
Queste conseguenze più gravi per le ragazze adolescenti potrebbero anche essere radicate nel fatto che hanno maggiori probabilità di fare esperienza di cyberbullismo. I ragazzi tendono a prevaricarsi l’un l’altro fisicamente, mentre le ragazze hanno maggiori probabilità di farlo, minando lo status sociale o le relazioni della vittima. I social media forniscono alle ragazze delle scuole medie e superiori una piattaforma su cui realizzare lo stile di aggressione che preferiscono, emarginando ed escludendo in continuazione le altre ragazze.
Le aziende dei social media sono ovviamente a conoscenza di questi problemi, e in certa misura si sono impegnate a prevenire il cyberbullismo. Ma le loro varie motivazioni sono, a dir poco, complesse. Un documento di Facebook, trapelato di recente, ha indicato che l’azienda aveva informato gli inserzionisti sulla sua capacità di determinare lo stato emotivo degli adolescenti in base al loro comportamento nel sito, e anche di individuare “momenti in cui i giovani hanno bisogno di un incremento di fiducia”.  Facebook ha riconosciuto che il documento era reale, ma ha negato il fatto che esso offre “strumenti per orientare le persone in base allo stato emotivo”.
Nel luglio 2014, una ragazzina 13enne del Texas del Nord si è svegliata sentendo odore di bruciato. Il suo telefono si era surriscaldato e disciolto tra le lenzuola. Gli organi d’informazione nazionale, acquisita la notizia, hanno alimentato il timore dei lettori che i telefoni cellulari potrebbero prendere fuoco spontaneamente. Per me, però, il cellulare in fiamme non era l’unico aspetto sorprendente della notizia. Perché, mi sono chiesto, qualcuno dormirebbe nel letto con il proprio telefono accanto? Non penso si possa navigare nel web mentre si dorme. E chi potrebbe dormire profondamente a pochi centimetri da un telefono che fa brusio?
Curioso, ho chiesto ai miei studenti universitari alla San Diego State University, cosa fanno con il loro telefono mentre dormono. Le loro risposte rendevano un profilo di ossessione. Quasi tutti dormivano con il loro telefono, mettendolo sotto il cuscino, sul materasso, o almeno a portata di mano dal letto. Controllavano i social media proprio prima di andare a dormire, e ricorrevano al loro telefono non appena si svegliavano la mattina (dovevano – tutti lo usavano come sveglia). Il loro telefono era l’ultima cosa che vedevano prima di andare a dormire e la prima cosa che vedevano quando si svegliavano. Se si svegliavano a notte fonda, spesso finivano con il guardare il telefono. Alcuni usavano il linguaggio della tossicodipendenza. “So che non dovrei, ma non posso farne a meno”, ha riferito uno in merito al guardare il telefono mentre stava a letto. Altri consideravano il loro telefono come estensione del proprio corpo – o addirittura come un amante: “È di conforto, mentre dormo, avere più vicino il telefono”.
Può essere anche un comfort, ma lo smartphone incide sul sonno degli adolescenti: molti ora dormono meno di sette ore, per la maggior parte delle notti. Gli esperti del sonno dicono che gli adolescenti dovrebbero avere circa nove ore di sonno per notte; un adolescente che ha meno di sette ore per notte è privato del sonno in maniera notevole. Nel 2015 più del 57% degli adolescenti è stato privato ​​del sonno, rispetto al 1991. In soli quattro anni, dal 2012 al 2015, più del 22% degli adolescenti non è riuscito a dormire per sette ore.
L’aumento giunge con tempismo sospetto, ancora una volta, a partire da quando la maggior parte degli adolescenti ha ottenuto lo smartphone. Due indagini nazionali mostrano che gli adolescenti che trascorrono tre o più ore al giorno sui dispositivi elettronici è il 28% , ed è più verosimile che dormano meno di sette ore, rispetto a coloro che trascorrono meno di tre ore, ed è più verosimile che gli adolescenti che visitano quotidianamente siti di social media siano privati del sonno per il 19% . Una meta-analisi degli studi sull’utilizzo di dispositivi elettronici tra i bambini ha riscontrato risultati simili: i bambini che usano un dispositivo multimediale, proprio prima di andare a letto, hanno maggiori probabilità di dormire meno di quanto dovrebbero, più probabilità di dormire male e più del doppio di probabilità di essere assonnati durante il giorno.
I dispositivi elettronici e i social media sembrano avere una capacità particolarmente forte di disturbare il sonno. Gli adolescenti che leggono libri e riviste più spesso, rispetto alla media, è in realtà meno presumibile che siano, anche se di poco, privati del sonno: o che la lettura li culla per addormentarsi oppure possono posare il libro quando sono a letto. Guardare la TV per diverse ore al giorno è solo debolmente legato al dormire di meno. Ma il fascino dello smartphone è spesso troppo da poter resistervi.
La privazione del sonno è legata a innumerevoli questioni, tra cui la capacità compromessa di pensiero e ragionamento, la predisposizione alla malattia, l’aumento di peso e l’aumento della pressione sanguigna. Essa influenza anche l’umore: le persone che non dormono abbastanza sono inclini alla depressione e all’ansia. Di nuovo, è difficile tracciare in modo preciso le traiettorie del nesso causa-effetto. Gli smartphone potrebbero essere causa di mancanza di sonno, che porta alla depressione, o i telefoni potrebbero essere causa di depressione, che porta alla mancanza di sonno. O un altro fattore potrebbe essere causa sia dell’incremento della depressione, che della privazione del sonno. Ma lo smartphone, la sua luce blu che brilla nel buio, ha probabilmente un ruolo nefasto.
Le correlazioni tra la depressione e l’uso di smartphone sono abbastanza forti per suggerire che più genitori dovrebbero dire ai loro ragazzini di posare il loro telefono. Come riportato da Nick Bilton, giornalista che si occupa di tecnologia, alcuni dirigenti della Silicon Valley seguono tale politica. Anche Steve Jobs ha limitato ai figli l’uso dei dispositivi che ha creato.
Ciò che è in gioco non è solo come i ragazzini vivono l’adolescenza. È probabile che la presenza costante dello smartphone possa influenzarli assai in età adulta. Tra le persone che soffrono di un episodio di depressione, più avanti nella vita, almeno la metà diventa depressa. L’adolescenza è un momento chiave per lo sviluppo delle competenze sociali; poiché gli adolescenti trascorrono meno tempo interfacciandosi con i propri amici, hanno meno opportunità di metterle in pratica. Nel prossimo decennio, potremmo vedere più adulti che conoscono solo la giusta emoji per una situazione, ma non l’espressione del viso appropriata.
Mi rendo conto che la limitazione della tecnologia potrebbe essere una richiesta irrealistica da imporre a una generazione di ragazzini, così abituati a essere sempre connessi. Le mie tre figlie sono nate nel 2006, nel 2009 e nel 2012. Tuttavia non hanno ancora abbastanza anni per mostrare i tratti degli adolescenti iGen, ma ho già assistito in prima persona come i nuovi media si sono proprio radicati nella loro giovane vita. Ho osservato la mia bimba, la quale quando aveva a malapena gli anni per camminare, destreggiarsi con fiducia con un iPad. Ho avuto esperienza di mia figlia che a 6 anni richiedeva di avere il proprio cellulare. Ho udito per caso mia figlia che a 9 anni discuteva sull’ultima applicazione, tanto da stravincere sui suoi compagni di classe. Togliere il telefono dalle mani dei nostri bambini sarà difficile, ancor di più rispetto agli sforzi irrealisti della generazione dei miei genitori, per far sì che i loro ragazzini spegnessero MTV e uscissero un po’ all’aria fresca. Ma sembra esserci di più in gioco nello spingere gli adolescenti a usare il telefono in maniera responsabile, e ci sono vantaggi da guadagnare anche se ciò che infondiamo nei nostri figli è solo l’importanza della moderazione. Effetti significativi sulla salute mentale e sul tempo del sonno appaiono dopo due o più ore al giorno passate sui dispositivi elettronici. L’adolescente medio trascorre circa due ore e mezza al giorno sui dispositivi elettronici. Alcune tenui impostazioni di limiti potrebbero impedire ai ragazzini di cadere in abitudini nocive.
Ho notato segnali promettenti, nelle mie conversazioni con gli adolescenti, che i ragazzini stessi stanno cominciando a collegare alcuni dei loro problemi al loro telefono onnipresente. Athena mi ha detto che quando trascorre il tempo con i suoi amici di persona, loro guardano spesso il loro dispositivo, invece che lei. “Cerco di parlare con loro di qualcosa, e non mi guardano in faccia”, ha detto. “Guardano il telefono o il loro Apple Watch.” “Come ti senti, quando cerchi di parlare con qualcuno faccia a faccia e non ti guardano?”, ho chiesto. “Ci rimango male”, ha affermato. “Fa male. So che la generazione dei miei genitori non lo ha fatto. Potrei parlare di qualcosa che per me è straimportante, e loro nemmeno ascoltano”.
Una volta, mi ha raccontato, stava passeggiando con un’amica che inviava SMS al suo ragazzo. “Stavo cercando di parlare con lei della mia famiglia, e di ciò che stava succedendo, e lei diceva,‘Uh-huh, yeah, come ti pare’. Così le ho preso il telefono dalle mani e l’ho buttato contro il muro.”
Non potevo fare a meno di ridere. “Giochi a pallavolo”, ho detto. “Hai un bel braccio?” “Già”, ha risposto.

Jean M. Twenge è professore di psicologia alla San Diego State University e autore dei libri Generation Me iGen
Fonte:  www.theatlantic.com

mercoledì 13 settembre 2017

Pozzo

La Luna si specchia
nel pozzo del cielo
tu la guardi dal fondo,
piangono  lacrime di pioggia
le annegate,
danzano nell'aria
mani di vento
i tuoi capelli biondi
delicate accarezzano
foglie gialle
planano lente
nell'azzurra immensità
del cielo
dei tuoi occhi.

martedì 12 settembre 2017

Stelle

Dal fondo dell'abisso
saluto voi
sempre giovani stelle
giovani come il primo amore
antiche come il popolo
che ha forgiato le piramidi
guardiani della soglia del tempo
fari dell'infinito

lunedì 11 settembre 2017

Giovinezza

Un'ombra grigia
vola nei campi d'oro
in un pomeriggio d'estate
è l'anima del tempo
si nutre degli antichi ricordi
mentre il grano ondeggia lento
''non sei più giovane''
ti sussurra alle orecchie,
tutto quello che ti apparteneva
ora è mio
e lo donerò
agli amanti
che camminano come funamboli
sul nastro blu della sera
perchè non scivolino
nell'abisso della solitudine.

giovedì 7 settembre 2017

Sii uno di noi

A tutti gli uomini dal cuore di cristallo
non lasciate che il sole dell'inverno
disprezzi il vostro prezioso involucro,
un'ombra scesa dal tempo
custodirà i vostri segreti.
Solo l'oscurità impedirà
all'oltraggioso sole dell'inverno
di fare di voi
caleidoscopico divertimento di bambini.
Sogna,sogna,sogna
l'eternità
sognala all'ombra di un cipresso
vuota caligine
il nero della sera
con mani delicate
carezzerà la tua anima,
hai ceduto?
Sii uno di noi
intagliatori di stelle
cesellatori della tenebra
chiamata impropriamente
universo.

Salgari sugli anni 2000

Salgari,scrittore di inizio novecento è a noi noto per essere il creatore di Sandokan,meno nota è la sua profezia sugli anni 2000

Vie immense apparivano sotto agli aeronauti […] fiancheggiate da palazzi mostruosi di venti, venticinque e perfino di trenta piani, che dovevano contenere migliaia di famiglie ciascuno, la popolazione di un villaggio. Mille fragori salivano fino agli orecchi dei due resuscitati, prodotti chissà da quali macchine gigantesche: fischi, colpi formidabili, detonazioni, scoppi, e si vedevano, lungo le pareti e sulla cima di colonne di ferro, roteare con velocità straordinaria delle macchine volanti di dimensioni mai viste.
“Che cosa fanno laggiù?” chiese Brandok.
“Sono officine meccaniche” rispose Holker.
“Chissà quante migliaia di operai lavoreranno là dentro!”
“Vi ingannate, mio caro signore; gli operai oggidì sono quasi scomparsi. Non vi sono che dei meccanici per dirigere le macchine. L’elettricità ha ucciso il lavoratore.”
“Cosa è avvenuto di quelle masse enormi di lavoratori che esistevano un tempo?”
“Sono diventati pescatori e agricoltori; il mare e le campagne a poco a poco hanno assorbito gli operai”
“Sicché non vi saranno più sciopero?”
“E’ una parola sconosciuta”
“Ai nostri tempi si imponevano, e come! Specialmente dopo l’organizzazione fatta dal grande partito socialista. Che cosa è avvenuto anzi del socialismo? Si prediceva un grande avvenire a quel partito”
“E’ scomparso dopo una serie di esperimenti che hanno scontentato tutti e contentato nessuno. Era una bella utopia che in pratica non poteva dare alcun risultato, risolvendosi infine in una specie di schiavitù. Così siamo tornati all’antico, e oggidì vi sono poveri e ricchi, padroni e dipendenti come era migliaia di anni prima, e come è sempre stato dacché il mondo cominciò a popolarsi. Qualche colonia tedesca e russa sussiste nondimeno ancora, composta da vecchi socialisti che coltivano in comune alcune plaghe della Patagonia e della Terra del Fuoco ma nessuno si occupa di loro, né hanno alcuna importanza, anzi, vanno scomparendo a poco a poco”

domenica 3 settembre 2017

Finestra sul giardino

Scosta la tenda
una fronte pensosa
guarda il giardino in rovina
dalle aguzze finestre
del castello degli spettri
contempla assorta
il meriggio quieto
che trapassa nella sera
quando le ombre fameliche
escono da sotto le pietre
le rovine diventano più aggraziate
intonano un canto soave
al sole che muore all'orizzonte
inondando di fiumi di sangue scarlatto
le grigie nubi
che tetre vegliano
finchè non sarà l'ora.

venerdì 1 settembre 2017

Settembre dimenticato

Danza al ritmo della morte
la notte è fuoco nero
che balena fra i lampi
di un Settembre dimenticato
solo i ragni e i cuori spenti
attendono l'alba
di una notte giovane
non tradire il fango
fedele alla terra
ritornaci
non credere alle promesse
della stelle a oriente
tendi ogni muscolo
allo spasimo
finchè il tuo corpo sarà rigido
e il folle
scenderà dalla croce
per accarezzarti
e bere
le tue lacrime
saziano la sete
della fonte asciutta
al centro del mondo.

giovedì 31 agosto 2017

L'ultima orgia della gestapo-trailer





Quando ancora il cinema italiano sapeva stupire...
Molto più che un porno,un delicato humour nero destinato a far vedere la storia entro un'ottica allucinata,la morte come divertissment,il sesso come compimento di questa tanatofilia grottesca e divertente.


lunedì 28 agosto 2017

L’ALBERO DELLA STREGA DI RHODE ISLAND


Ci sono luoghi in cui in pochi chilometri si concentrano decine di leggende, fenomeni paranormali, fatti storici misteriosi, misticismo e credenze. Uno dei più attivi in questo senso è Rhode Island.
Rhode Island è uno stato del New England, più piccolo della nostra Valle d’Aosta, ma incredibilmente pieno di misteri. Giusto per citarne uno c’è la città di Providence, dove Howard Phillips Lovecraft ha vissuto e ambientato gran parte dei suoi libri (creando un mondo di creature aliene e demoniache).
Ma Rhode Island è anche famoso per essere stato patria di vampiri e streghe, tanto che lo stesso Bram Stoker si ispirò ad alcuni fatti accaduti qui per il suo libro Dracula. Se i fenomeni di vampirismo oggi sono liquidati come isteria di massa dovuta alle epidemie di difterite e tubercolosi, per i casi di stregoneria diventa più difficile sminuirli come allucinazioni o invenzioni, anche perché pare che ancora oggi alcuni di quei casi si ripercuotano sulla vita della regione e le sparizioni o le fatture sembrano essere ancora all’ordine del giorno.
Forse la strega più famosa di Rhode Island è quella che nel 1700 visse nella cittadina di Smithfield; di lei per moltissimo tempo rimase un albero che secondo la leggenda era il luogo in cui lei trasferiva il suo spirito e traeva potere per i suoi malefici.
Sebbene alcuni vecchi alberi possano assumere sembianze spettrali e spaventose, questo in un certo senso andava oltre, arrivando ad ossessionare ed intimorire perfino l’amministrazione cittadina che fino a qualche anno fa ha preferito costruire la strada ai lati del fusto piuttosto che abbatterlo e poter costruire una via diritta.
La forma dell’albero era tale che i rami, specialmente di notte, formavano figure umanoidi e sembravano piegarsi anche senza vento come se quelle figure danzassero; questo, oltre ai molti spettri avvistati nei pressi dell’albero, ha alimentato per secoli la credenza che la strega non se ne fosse mai andata, ma vivesse nel tronco dell’albero assieme alle anime sfortunate che morirono per sua mano e dei morti più di recente nei molti incidenti stradali.
Iniziamo dalla strega di Smithfield. Di lei il nome è andato perso, ma si sa che nei primi anni del 1700 viveva nel bosco che costeggia in alcuni tratti la Log Road. Solitamente in questi casi sono solito dire che non si trattava di una strega vera e propria, ma di una donna incompresa e punita dall’ignoranza della gente; in questo caso ho dei seri dubbi che fosse solo una contadinella eremita.
Quelli che tutti chiamavano “strega” era una donna non più tanto giovane che oltre a non partecipare quasi mai alla vita cittadina, era solita scacciare chiunque dal suo terreno e procurarsi il cibo in maniera considerata primitiva perfino a quei tempi: mangiava frutti del suo piccolo orto, cacciava con bastoni e pietre gli animali del bosco, rapiva galline dai pollai della gente, beveva e si lavava nei torrenti.
Se queste fossero state le uniche bizzarrie della donna forse oggi non staremmo a parlare del suo albero, ma il fatto è che per quanto la gente si tenesse alla lontana di giorno, quasi tutti di notte si presentavano alla sua porta in cerca di un unguento per i loro dolori, una pozione d’amore, una benedizione contro la sfortuna o semplicemente ingraziarsela e scongiurare il malocchio. La donna chiedeva in cambio quasi sempre animali o formaggio e nei suoi rituali c’era quasi sempre di mezzo del sangue come ingrediente.
Tutto andò bene fino a quando da Smithfield iniziarono a sparire i bambini. La leggenda vuole che furono decine di bambini e non uno solo a sparire e i sospetti caddero tutti sulla donna eremita. I corpi non furono mai trovati, ma la donna venne processata e condannata a morte; poco prima che la sentenza venisse attuata lei riuscì a liberarsi dalle corde e scappò. Fu uccisa con delle frecce proprio ai piedi dell’albero di cui ho accennato poco fa, che da allora assunto il nome di “The Witch Tree”.
L’albero fino a poco tempo fa era situato proprio nel mezzo di un incrocio della cittadina di Smithfield, all’intersezione di Log Road e Mann School Road.
Il vecchio albero, rovinato dai molti schianti di auto e moto di persone che non sapevano che ci fosse un albero in mezzo alla strada, diveniva spaventoso soprattutto la notte, quando la luce della luna creava un bizzarro gioco di ombre tra i rami facendo apparire forme umanoidi sospese.
Danneggiato e pieno di cicatrici, l’albero però non è mai seccato e anzi è cresciuto forte e rigoglioso. Le voci nella zona di Smithfield ancora oggi parlano di numerosi fantasmi e ombre lungo la strada e nei pressi dell’incrocio, che si dice fossero gli spiriti di coloro che erano morti ad opera della strega o per gli incidenti causati dal suo albero per suo volere: le loro anime erano legate da una forza oscura e condannate a rimanere lì per sempre. Un tipo molto comune di fantasmi avvistati nei pressi dell’albero erano quelli che sembravano bambini spettrali, gli stessi spariti un tempo ad opera della strega.
Un altro tipo di apparizione erano luci vaganti che a volte emergevano dall’albero per inseguire i veicoli lungo la strada.
La tradizione popolare vuole che se qualcuno avesse guidato intorno all’albero per tre volte consecutive sarebbe apparso un motociclista spettrale che avrebbe inseguito l’auto fino a causarle un incidente mortale.
L’albero della strega è stato la causa di un bel numero di incidenti stradali e alla fine si è provveduto a tagliarlo; oggi l’incrocio è un una comunissima intersezione, nemmeno tanto pericolosa. Non si sa se le anime legate all’albero siano “passate oltre” o se vaghino senza meta lungo la strada; sta di fatto che gli incidenti sono notevolmente diminuiti.

sabato 26 agosto 2017

I mari morti della Luna

I mari morti della Luna
rilucono pallidi ed eterni
nella sera
sono lo specchio
a cui l'immenso
si agghinda la chioma
della suprema indifferenza
verso i mortali
che la guardano assorti
domandosi
perché l'isola del dolore
sia sorta tra i flutti
del mare infinito
della bellezza del cosmo

Fedez e jax fanno schifo

Fedez e j ax fanno schifo

Senza titolo

Demone del meriggio,Meririm!
hai lasciato cadere il guanto dorato del cielo
con cui stringevi la calda estate della pianura
negli abissi senza nome del vuoto,
la Luna signora umile chinandosi a raccorglielo
ha mostrato inavvertitamente il suo mantello,
incastonato di infiniti lapislazzuli di stelle.
Con le sue mani d'argento,i suoi raggi
invano cerca il guanto d'oro
nel mezzo della selva ombrosa
invano cerca...povera!fra lo stridore degli uccelli notturni,
ma io le prendo la mano d'argento
mi addormento e sogno
so dove si trova
in una vecchia foto
lo splendore dei tuoi occhi
coglie la luce con mani trepidanti
e la affida agli usignoli del primo mattino
perchè la portino nel cielo
e sia nuova alba.

mercoledì 23 agosto 2017

Soviet Putin house


Allah Akbar best compilation


Teoria della guerra dentro i sessi

La mia teoria è questa:
l'uomo non si divide non in 2 posizioni alfa e beta,ma in 4
gli alfa,i beta,gli alfa degli alfa,i gamma.
Allora sugli alfa e i beta sappiamo già tutto.
Gli alfa sono quelli mediamente più ricchi,il capoufficio,il primario,il farmacista ecc...
i beta semplicemente sono gli uomini NORMALI.
Lo sanno anche le pietre che le donne vanno con i primi e rifiutano i secondi.
Però mancano 2 categorie:
1)gli alfa degli alfa,l'elites,caratteristiche:
sono asessuali e disinteressati alle donne,il più delle volte pedofili,sono l'elites NON PUOI ENTRARE IN QUESTA ELITES SE TI INTERESSANO LE DONNE,PERCHE' CHIUNQUE SI INTERESSA ALLE DONNE E' RICATTABILE.
A LORO IL FEMMINISMO VA BENISSIMO PERCHE'
1)INDEBOLISCE E RICATTA GLI ALFA NORMALI SCHIAVIZZA I BETA.
DAL MOMENTO CHE LE RIBELLIONI SORGONO DAGLI ALFA CHE A LORO VOLTA USANO I BETA COME BRACCIO ARMATO IL FEMMINISMO E' UNO STRUMENTO DI REPRESSIONE
I gamma,i gamma sono i rifiuti umani.Questi rifiuti sono tali
1)dal punto di vista fisico
2)dal punto di vista intellettivo
3)dal punto di vista morale

I gamma sono  consciamente o inconsciamente consapevoli della loro condizione e vogliono che le donne acquistino più potere per ferire e distruggere gli alfa.
C'è un'alleanza fra i gamma e gli alfa degli alfa.
I beta e gli alfa sono penalizzati entrambi.
TUTTE LE TEORIE FEMMINISTE SONO STATE CREATE DA UOMINI per gli scopi suddetti.
LA DONNA E' INCAPACE DI PENSARE E DI RIBELLARSI
E' CAPACISSIMA PERO' A SFRUTTARE TUTTO QUELLO CHE C'E' A SUO VANTAGGIO.
Non esiste nessuna guerra tra i sessi,esiste una guerra dentro i sessi.

Anche il fronte femminile è diviso riflettete su una cosa:
la donna oggetto
le femministe hanno lottato per abolire miss Italia
in questo modo con la retorica di difendere la donna oggetto HANNO TOLTO UN'OPPORTUNITA' ALLE DONNE FIGHE.
Se tanto mi dà tanto c'è una lotta di potere interna alle femmine stesse,TANTO CHE MOLTE DONNE HANNO PRESO LE DISTANZE DAL FEMMINISMO,HANNO CREATO WOMEN AGAINST FEMINISM,E UNA DELLE COSE CHE HO NOTATO DI QUESTE DONNE CHE PRENDEVANO LE DISTANZE DAL FEMMINISMO ERA CHE ERANO MEDIAMENTE QUASI TUTTE PIU' CARINE DELLA MEDIA.

Ora,questa non è una legge matematica,esistono tutte le eccezioni del caso,ma le forze in campo sono queste.