giovedì 21 maggio 2020

La casa dei ricordi

Fu portato davanti alla strega.
''Tutti noi abbiamo una seconda casa''.
''Cosa?''.
La nostra seconda casa è dove l'anima ritorna quando dormi.
E' la casa dei ricordi.
''Cos'è che ha rovinato la mia vita?''.
''Come posso fermare i demoni che la tormentano?''
''E' nella tua seconda casa che troverai la risposta.''
''Dove si trova?''
''C'è un mondo parallelo in cui gli incubi prendono forma''.
''Nelle notti senza luna quando il ghiaccio si forma sulle pareti,la strega vaga per i boschi e sceglie la tua seconda casa per fare i suoi riti''.
''La tua seconda casa sta marcendo,cade a pezzi.''
''Che cosa devo fare?''
''Devi recarti lì e rimuovere la maledizione''.
''Come?''.
''Nella notte verrà la tua antenata, e ti mostrerà la tua seconda casa''.
''Devi addormentarti su un panno nero,le candele accese ai quattro angoli del letto''.
Così fece.
Mentre prendeva sonno vide ergersi di fianco a sè una strana figura bianca diafana.
Si alzò dal letto e vide che alla finestra tutto era strano.
Come in un timelapse accelerato vide ergersi una enorme città di grattacieli verdi all'orizzonte.
E sotto una grande quercia una serie di palle luminose che vagavano nella notte.
Allora si girò e guardò la dama bianca.
Non aveva volto.
La dama bianca aveva un bastone con mille simboli.
Battè il bastone per terra.
Il telefono vicino al suo letto incominciò a squillare.
Rispose.
Era la voce di sua nonna.
''Vieni ti mostrerò il luogo dove c'è la tua seconda casa''.
''Dove?''
''Segui la dama senza volto''.
La dama senza volto uscì dalla stanza e lui fece per seguirla.ma non c'era più.
Nell'altra stanza c'era un letto,che stranamente si trovava spostato.
Capì che c'era qualcosa di strano.
Provò a spostare il letto e vide una strana incisione,il sigillo con cui aveva fatto un'incantesimo d'amore per rapire a sè la sua vecchia fiamma.
Davanti al letto c'erano degli specchi,in ognuno degli specchi c'era la sua amata che si pettinava i capelli.
Provò a sfiorare lo specchio quando si rese conto che le sue mani entravano nello specchio.
Poteva accarezzare i capelli della sua amata.
Le accarezzò le mani,quando lei dolcemente le prese,e lo tirò dentro lo specchio.
Lui entrò nello specchio ipnotizzato dagli occhi della sua vecchia fiamma.
Era come immergersi in acque fredde.
Chiuse gli occhi e la baciò.
Quando li riaprì vide che non era la sua amata ma sua nonna.
Era in un reame strano.
C'era una cupola in cui c'erano incise le costellazioni.
Da tutte le pareti scrosciava acqua.
''Segui l'acqua,la tua seconda casa è vicino al lago''.
L'acqua defluiva sul pavimento e qui in un fiumiciattolo.
Il fiumiciattolo si inoltrava tra i rami nella boscaglia.
Il fiumiciattolo era pieno di ossa.
Lui lo seguì.
A un certo punto si trovò vicino a una casa e il lago.
Era identica alla sua casa d'infanzia.
Entrò e vide se stesso e i suoi genitori che dormivano nella quiete.
Ma non erano soli.
Anche qui da un vecchio specchio nella casa,entravano e uscivano ombre nere.
A quel punto non sapeva cosa fare.
Nel salotto davanti ad un albero di Natale c'era di nuovo la dama bianca.
''La tua ava ha gettato una maledizione sulla tua seconda casa''.
''La seconda casa è quella dei ricordi e dei sogni''.
''Che cosa posso fare?''
''Nulla.''
Nella casa incominciarono a formarsi delle crepe il soffitto stava per cedere e i suoi genitori e lui bambino giacevano addormentati.
Lui cercò di svegliarli invano.
Alla fine la dama bianca accese un cerino e con quello diede fuoco alla casa.
''Fuggi dai tuoi ricordi o morirai''.
Nello specchio rivide la sua vecchia fiamma.
Cercò di rientrare nello specchio ma non ci riusciva.
Lo specchio non poteva essere oltrepassato.
Lei si agghindava i capelli e sorrideva.
Prese un martello e diede una martellata allo specchio.
Si frantumò in mille pezzi e cadde.
Dietro lo specchio vide il sigillo,il sigillo con cui l'aveva portata a se tramite l'incanto.
La dama bianca disse:
''Non c'è via di fuga,con l'incanto hai aperto la porta dei suoi occhi su di te,ma hai chiuso definitivamente lo specchio della tua infanzia''.
''Che cosa posso fare?''.
''Nulla.''
''Io ti ho mentito.''.
''E' vero che la casa dei tuoi ricordi sta crollando,ma io ti ho portato qui solo per rimanere sepolto''.
''Maledetta.''
Lui aveva praticato magia nera e sapeva cosa fare.
Prese uno dei cocci in cui era andato in frantumi lo specchio e si avvicinò per pugnalarla.
La pugnalò al cuore.
Ne uscì del sangue.
Lui lo bevve avidamente.
E a quel punto si sentì diverso.
Uscì dalla casa che nel frattempo si distrusse in un vistoso incendio.
Camminò fino alla collina e vide la casa della sua infanzia bruciare in lontananza.
Incominciò a nevicare.
Lui si sedette chiedendosi dov'era finito e come fare a ritornare allo stato di coscienza ordinario.
Si guardò le mani.
Erano sporche di sangue.
Andò nel rivo a lavarsele.
Nonostante se le lavasse il suo sangue continuava a scorrere copioso.
Non sapeva proprio che fare.
Vide che sul palmo delle sue mani era inciso il sigillo,con cui aveva incatenato l'anima della sua vecchia fiamma.
Allora prego la sua antenata di aiutarlo.
''Se vuoi salvarti,devi pentirti del tuo gesto.''
Vide che era dietro di lui.
Incominciò a piangere,e si mise le mani sul volto.
Le lacrime lavarono il sangue e lo mondarono dal sigillo.
Ora dammi la mano e vieni.
Lo portò alla sua tomba.
Se vuoi tornare alla tua realtà mondato, sdraiati sulla mia tomba.
Lui si sdraiò,e lei si sdraiò con lui.
Vide le stelle del cielo.
A un certo punto ci fu una stella cadente.
Lei disse ''hai espresso il tuo desiderio?''.
''Si essere mondato dalla mia colpa.''
''Allora vai dove è caduta la stella e tutto si risolverà''.
La stella era caduta, poche centinaia di metri più in là.
Lui la vide mentre ancora riluceva nel fitto della boscaglia.
La stella era caduta esattamente nel punto in cui aveva fatto il rito diversi anni fa.
Era luminosa e tutto il bosco riluceva.
Era una bolla di luce.
Lui vi entrò.
E in quel momento vide solo più luce.
Fu in quel momento che si risvegliò sul panno nero con ai quattro angoli le candele.
Si alzò.
Sollevò il panno nero e vide che sul pavimento c'era il foglio con cui aveva vergato il sigillo.
Prese il fogliò e lo bruciò.
In quel momento tutti gli specchi della casa si creparono.
E lui comprese di avere chiuso definitivamente la soglia dello specchio.
Ora i demoni non potevano più entrare nella sua vita.

martedì 19 maggio 2020

Il sole

Quel sogno lo tormentava.
Il sole era potente e maligno.
E dal sole usciva un'energia negativa.
Era il sacerdote del tempio di Eliopoli.
Dal pozzo solare emanava un liquido nero e anzichè il fascio dorato che riluceva nella camera del pozzo,c'era un informe liquido nero.
Da questo liquido nero si protendevano molte mani.
''Nessuno deve sapere cosa sta accadendo,o i contadini smetteranno di versare il grano nel tempio''.
''Però bisogna fare qualcosa''.
''Il sole non garantisce più pace e stabilità e presto saremmo invasi da piaghe''.
''Ho sentito che un certo Mosis è in contatto con un dio esterno,uno che desidera impadronirsi del nostro universo e della nostra razza''.
''Conducetelo al faraone vediamo di quel che è capace''.
Lo condussero.
''Mosis che vieni dalle acque del Nilo e sei ambasciatore del dio straniero, rivela ciò che sai''.
''Voi dovete sottomettervi a lui, lui è il vero creatore''.
''E qual è il suo nome?''
''JHWH io sono colui che sono''.
''Mosis lui non ti ha rivelato il suo vero nome come fanno i nostri.''
''E' un dio di morte''.
Il faraone disse:''vuoi oro o argento?''
''No io voglio che vi sottomettiate''.
''No, non possiamo farlo''.
E l'angelo del dio di morte prese uno per uno i primogeniti della terra de Nilo.
Ma un sacerdote ebbe un'intuizione:''lasciamoli andare via,a un certo punto la maledizione se ne andrà dal nostro paese''.
E il faraone disse:''No,il sole è malato''.
''Cosi' come lui ha preso i nostri primogeniti noi prenderemo il suo''.
E il faraone scagliò la maledizione sul dio esterno.
''Se tu conserverai il predominio sul sole,dovrai sacrificare il tuo primogenito''.

...
Molto tempo dopo sul monte degli Ulivi un'anima giaceva in preghiera:''Abbà padre liberami da questa sorte''.
Ma lui implacabile rimase sulla sua decisione.
''Il sole diventerà nostro, tu devi accettare la tua sorte,o i sacerdoti avranno di nuovo il controllo della stella d'oro''.
''Solo il sangue prevarrà sull'oro''.
E fu così che il primogenito morì.
Ma i seguaci di Eliopoli ne ebbero compassione e gli diedero la possibilità di salvarsi.
''Se suo figlio morirà la stella sarà maledetta per sempre''.
Così vennero ed anticiparono la grande alba del nuovo regno solo per lui.
Dopo che ebbe esalato l'ultimo respiro, lo ricoprirono di un telo di lino egiziano con cui fare risorgere la sua carne.
E in tre giorni a lui ritornò lo spirito.
Il dio esterno fu pieno d'ira e mandò la sua maledizione affinché il sole ritornasse nelle sue mani.
''Ora toccherà al mio popolo,lo sacrificherò per impedire che il sole torni a essere di Eliopoli''.
E così fu.
E il sole divenne di nuovo malato e sempre più caldo.
Dissero che era colpa dell'inquinamento, ma il sole incominciò a scaldare in modo implacabile il pianeta.
Fino a che venne il profeta e disse:
''A  Eliopoli, tutti sanno quel che sta succedendo è ora che il dio esterno e gli dei della terra facciano pace.''
I fratelli muratori, antichi discendenti della religione di Eliopoli incontrarono i seguaci del primogenito sacrificato e dissero:
''Dividiamoci il regno della terra vi lasceremo il potere sulla gente ma lasciate che noi saniamo il sole,e ritorni quello benefico di un tempo''.
Il papa e i suoi vescovi si consultarono,poi andarono nel santo sepolcro, e portarono con loro i seguaci del sole.
''Quando la luna oscurerà il sole,voi lascerete uscire gli esseri maligni dalla profondità del pozzo solare''.
''Ma il popolo è nostro''.
Così fecero.
Da allora il sole smise di scaldare in modo abnorme e di essere avvelenato ma i mostri del dio esterno scatenarono epidemie e guerre.
Ma i seguaci di Eliopoli sanno che nel pozzo solare viene raffinato l'oro più puro.
Quello che permette al figlio del dio esterno di vivere in eterno.
E da quel giorno la terra è devastata da carestie ed epidemie, ma il sole non è più in pericolo.
E i seguaci di Eliopoli sono saggi e sanno aspettare.
Perché i seguaci di Eliopoli sanno che un giorno anche il dio esterno dovrà morire, e allora solo allora, dovrà rivolgersi a loro per rimanere in vita.
Perché è nel sole il segreto della vita.
E quel giorno sarà stipulato un nuovo trattato.
E solo allora l'umanità vivrà in pace.


lunedì 18 maggio 2020

Le stelle

Da quando lui era caduto dalla moto aveva perso conoscenza ed era caduto in coma.
C'è un era in cui il cuore batte forte,e batte più forte di ogni cosa.
E' un età tenera e tremenda,perchè se non la viviamo saremo fantasmi per sempre.
Il suo cuore batteva forte e i suoi occhi brillavano forte per lui.
Occhi negli occhi,ma quando gli occhi si spengono che ne rimane del cuore?
Da quando era arrivata quella telefonata non faceva altro che piangere,però era forte e piangeva da sola quando nessuno poteva vederla.
Lui era attaccato alle macchine che lo mantenevano in vita, lei gli stringeva la mano forte e sperava che un giorno quella mano tornasse a stringere la sua.
Faceva le scale dell'ospedale di corsa e il cuore in petto le rimbalzava, che ne doveva sapere lei poco più che sedicenne di una cosa così scabrosa come la morte?
Non sapeva chi pregare o cosa, non credeva in nient'altro che in quel cuore che batteva forte.
Si disse tra sè e sè,''solo il mio cuore non mi lascerà sola'',e quando tardi il vento della sera tornava ad accarazzerle i capelli ,lo sentiva battere forte,e non si sentiva sola.
Guardava il cielo nero pieno di stelle e avrebbe dovuto sentirsi sola,e invece il cuore le batteva forte in petto, dentro di sè sapeva che un giorno quell'energia sarebbe stata trasferita alla mano dell'amato.
Le uscite con gli amici le facevano più male che bene, molti ci provavano, altri si abbracciavano ricordandole i bei tempi in cui loro si stringevano forte e lei aveva un caldo abbraccio e un altro cuore a battere con il suo.
Tutti sembravano felici, ma lei non lo era.
Il suo sabato sera era un incubo.
Mentre sorseggiava una birra tutti si rovesciavano sull'erba in dolci abbracci,e lei guardava il cielo nero chiedendo segretamente aiuto.
Presto smise di uscire.
Le sue uniche uscite erano per andare a incontrare quello che era ancora il suo amore, quello che le aveva fatto battere il cuore per prima,e a cui aveva giurato amore eterno.
I suoi incubi erano fatti di abbracci cieli neri,e luci al neon che inondavano quelle stanze teriibili, dove giacciono i relitti tra la vita e la morte.
E quando correva giù dalle scale dell'ospedale guardava il sole spegnersi fra le montagne e dentro di sè soffriva pene atroci,e il cielo era così bello,ma sarebbe stato bello anche senza il suo sole?
Dov'era la gracile anima della sua creatura?
Era già forse fra le stelle.
Ma il suo cuore le batteva nel petto e lei sentiva che non era così.
''Ti amo'',disse prendendo le sue mani e le sue lacrime colarono sulle mani giunte.
Dal suo ventre sentiva qualcosa,e il suo cuore batteva forte,così forte che a un certo punto mentre i suoi occhi erano persi in una finestra che dava su altre finestre nel labirinto dell'ospedale,sentì quella mano stringerla.
Aveva riaperto gli occhi.
Pronunciò il suo nome.
Lei lo sommerse di baci.
Ma i suoi occhi non erano più quelli di un tempo.
Avevano visto qualcosa ed erano diversi.
Nonostante questo lei era piena di gioia,e quando discese gli scalini lo fece piena di gioia.
Guardò il cielo di notte e ringraziò qualcuno là fuori.
L'indomani lui pronunciò il suo nome.
Poi le confidò un segreto.
La sua anima era volata in cielo fra le stelle ed era piena di beatitudine quando fra i milioni di stelle ne aveva vista una più luminosa delle altre.
Era azzurra intensa,e risplendeva nel vuoto nero.
Sentiva mille voci dalle stelle ogni stella conteneva un'anima,e ognuna voleva condurlo con sè.
Da molte stelle venivano voci suadenti,ma solo una lo attraeva,la sua voce era melodiosa e dolce,così si era  sentito attratto da quella.
Quella stella brillava pulsando con il ritmo di un cuore.
Così si avvicinò e oltrepassò i pilastri di orione.
Era vicinissimo a quella stella e a un certo punto la stella diventò un immensità di luce,fino al punto in cui aveva aperto gli occhi e visti i suoi.
Riconobbe i suoi occhi nella stella e cercò di dirle ti amo,ma non riuscì.
Perchè qualcosa fra le stelle gli aveva rubato il cuore.
Ma non osò dirglielo.
Le disse solo:
''Hai dei begli occhi''.
Lei pianse e lo baciò.
Ma appena potè lui la abbandonò.
Il suo cuore era rimasto perso fra gli abissi di tenebra del cielo.
Lei si sentì smarrita.
Guardò il cielo e sentì il cuore battere,e dentro di sè capì la lezione.
E' inutile amare chi ha vagato fra le stelle, lei stessa riconobbe che erano troppo belle.
Ora scese gli scalini lentamente e si sedette su una panchina.
Guardò per terra,e si chiese ''chi mi amerà come lui,chi mi ripagherà del tempo speso a vegliarlo?''
Guardò in cielo ed era bello.
Ma lei ora era veramente sola e pianse lacrime diverse.
Non era più una ragazzina.
Ora sapeva che il flutto gelido dell'eternità ci ruberà chi amiamo ancora prima che il suo cuore sia definitivamente gettato oltre la soglia.


Gli occhi

Quando all'inizio dei tempi il cuore di Dio è esploso a Lucifero era toccata la parte più importante.
Portare negli abissi la luce vera di cui era fatto.
Fiat Lux.
E si spalancò la tenebra.
Il grande universo buio.
Dov'era finita la luce?
L'aveva presa lui,il portatore di luce e l'aveva nascosta nel cuore del mondo,perchè solo pochi intimi potessero conoscerla.
Abdul Alhazred aveva letto i giusti passi del Necronomicon.
E ora voleva anche lui parte di quella luce.
Viveva a Mosul, e cercava l'ingresso nell'Agarthi per poter usufruire di quella luce.
Ma dov'erano le porte degli inferi?
Aveva setacciato Rub Al Khali il quarto vuoto d'Arabia alla ricerca dell'ingresso della città sotterranea dove Lucifero compiva i suoi sacrifici,per potere vedere un pò della luce originaria.
Ma non l'aveva trovata, il vento turbinava sabbia e basta.
Decise di contravvenire ai divieti di Allah, e si ubriacò.
Gli apparve in trance una rosa nera.
Poi mentre lui giaceva immobile le lenzuola del letto si alzarono fino a che da dentro il suo letto sentì le morbide carni di una fanciulla.
Era bianca e e nuda.
Aveva un diadema d'oro e occhi neri profondi.
Prese la rosa nera nel pugno e la schiacciò, prese lo stelo e lo strinse, finché non le sanguinarono le mani.
Poi aprì le gambe e si fece penetrare.
Lui gemette e aprì la bocca nel fremito del piacere.
Lei ne approfittò per fargli colare in bocca quel sangue.
Lui chiuse gli occhi in un deliquio di piacere e sentì il sapore del sangue.
Quando li riaprì non c'era più nulla.
Si affacciò nudo al balcone alla tenue luce della Luna.
Ebbe come l'impressione che dal lago si alzasse una nebbia leggera.
Da quella nebbia ne vennero fuori delle visioni strane.
Odalische di nebbia danzavano sul lago, giocando a palla con qualcosa.
Quando scese sotto le odalische di nebbia si misero in cerchio e gli dissero:''Specchiati nelle acque del lago''.
Lui vide una cosa stranissima,era senza testa eppure poteva vedersi.
Riconobbe che la palla con cui le odalische stavano giocando era la sua testa.
''Hai capito il senso?'' disse una di loro.
''No'', rispose lui.
''Per cercare la luce devi perdere la testa per una donna, e solo allora vedrai la luce di Dio''
''Ora scendi nel lago''
''Ti mostreremo la tua compagna'''.
Un odalisca lo prese per mano,e camminò con lui mentre si immergevano nel lago  fino a sprofondare, la luce della Luna li illuminava.
Scesero nelle profondità del lago, lei era incappucciata, quando furono in fondo al lago, vide un tempio di alabastro che riluceva in fondo agli abissi.
C'era un altare sopra il quale si trovava un cuore trafitto da mille spade.
Prese una di quelle e tagliò il cappuccio dell'odalisca.
Riconobbe immediatamente sua madre.
Ne fu sgomento.
''Che vuol dire?''
Lei lo accarezzò,e gli indicò la seconda spada.
Lui la prese,e chiese?
''Cosa devo fare?''.
Lei gli indicò gli occhi.
''Si chiama occhio di Lucifero, se vuoi vedere dov'è l'entrata del mondo sotterraneo, dovrai accecarti e dire questa preghiera:
''Adonay Melech omnia omnium rivelant''.
Lui si rifiutò.
Prese la terza spada,e recise la testa dell'odalisca.
''Tu non sei mia madre''.
Sollevo il telo dell'odalisca e vide che era chiazzata e pieno di squame come quello di un serpente.
Riemerse dal lago con in mano la testa dell'odalisca.
Adesso aveva quel che gli serviva.
Accese un fuoco e pronunciò la preghiera.
Si innalzò una fiamma stranissima,aveva mille volti e lo illuminava.
''Bene disse,eccoti Lucifero dimmi dove posso trovare la luce del Dio che diede origine all'universo''.
Dal fuoco emerse un dito ed indicò una stella del cielo, Antares.
''Inginocchiati ad Antares e recita la preghiera''.
Lui ripetè: ''Adonay Melech omnia omnium rivelant''.
A quel punto la stella esplose e inondò il cielo di una luce dorata.
Poi al centro dell'esplosione si formò un occhio, quell'occhio fece uscire un raggio verde.
Dove il raggio verde passava infuocava tutto creando due colonne di fuoco.
Inizialmente gli passò di fronte e si aprì un sentiero di fuoco.
Lui camminò lungo il sentiero di fuoco.
Il raggio verde apriva pure le montagne, lui camminò per chilometri lungo il sentiero di fuoco, fino a che il raggio verde si fermò.
A quel punto vide una botola.
Spinse via la pietra dalla botola.
Vide un abisso sconfinato.
Il raggio verde entrò nell'abisso e ben presto dall'abisso salirono un calice e uno specchio.
Lui era perplesso, che fare?
L'occhio si chiuse, il cielo si spense e lui si ritrovò il calice e lo specchio.
Il calice era pieno di un liquido nero, il succo della rosa nera e lo specchio aveva un'iscrizione:''gli occhi della tua bianca madre sono i tuoi.''
A quel punto, prese la testa dell'odalisca che aveva le sembianze di sua madre sul suo collo.
Si guardò allo specchio, e cosa vide?
Che la sua testa era di nuovo sul collo, ma gli occhi erano quelli di sua madre.
Stralunato per la strana avventura, non capì il senso di tutto questo.
Si rimirò allo specchio, e in preda allo sconforto lo ruppe per terra.
''Non ci ho capito niente''.
Quando ebbe fatto questo, vide una ragazza non particolarmente bella, che però aveva gli stessi occhi suoi e di sua madre.
Lei lo guardò e disse:
''Lo specchio sono io''.
''L'ingresso del mondo sotterraneo dove è custodita la luce è la mia vagina.''
''Nell'utero della tua amata giace la luce nascosta che Lucifero ha portato via quando il suo cuore è esploso''.
''E l'unica possibilità che hai di raggiungerlo è fare l'amore con me e concepire un frutto''.
''Egli avrà negli occhi quella luce che cerchi e sarà tuo figlio''.
''La vita ha dunque questo scopo: ''portare la luce di Dio fuori dagli abissi della materia''.
La tua creatura però avrà occhi diversi, perché a differenza di me e di te, ha visto la luce in fondo agli abissi,e contemplandola tu potrai vedere la luce che cerchi.''
A quel punto si svegliò sudato e si rese conto di avere fatto solo uno strano sogno.
Ma da alllora ha preso a cercare la sua anima gemella e a smettere di consultare grimori.
Il segreto della luce sarà in quelli del suo futuro figlio.

giovedì 14 maggio 2020

Primavera

Era una giornata di maggio.
Un maggio diverso dagli altri.
Le montagne che guardavo fin da quando ero bambino non mi apparivano più le stesse.
Chissà quali infiniti segreti celavano quei picchi...
Ho vissuto attimi di beatitudine guardando aurore che soffiavano un manto di rosa su quei picchi...
E ora non riesco che a chiudere le serrande perchè il sole dà fastidio ai miei occhi.
Che cosa è cambiato?
''Sei cambiato tu'' disse lei.
''No in verità non è cambiato nulla,le montagne sono sempre le stesse,e anche il mio dolore,è solo venuto a galla''.
''Non c'è più niente che dia soddisfazione ai miei occhi'',''tutto mi è indifferente''.
''E' un bene che sia così,sei finalmente costretto a guardarti dentro'',soggiunse lei.
''Conosci la storia di santa Lucia?''
''E' una storia macabra,come macabra è la religione di Cristo, ma edificante''
''Un nobile romano si era invaghito di Lucia,e voleva salvarla dalla morte perseguitata in quanto cristiana,e lei per tutta risposta,a lui che le aveva solo detto quanto erano belli i suoi occhi,fece pervenire i suoi bulbi oculari su un piatto''.
''Se li era cavati''.
''Quindi?''
''Quindi ottenne quello che voleva,fu uccisa bruciata o decapitata non ricordo,ma come tutte le storie contiene un significato esoterico''.
''Sei tu quello a cui piace fare quello colto,dimmi...''
''Che la vera essenza non la trovi con gli occhi,ma col cuore''.
''Si,è vero disse lei'.
Lui continuò:
''Gli occhi ci portano le estasi e i dolori più tremendi''.
''Si tratta di luce e ombra''
''E' un circuito inesorabile''.
''Ma'' ,disse lui con tono quasi professorale,''è l'ombra la nostra alleata,la luce la nostra nemica''.
''In che senso?''Chiese lei.
''Che la luce che inonda i nostri inutili giorni ci impedisce di vedere la candela che brucia in fondo al nostro cuore''.
''E sai una cosa?''
''C'è bellezza nel nostro dolore,più che nella nostra gioia''.
''C'era un luogo inondato di luce più di tutti gli altri,sai quale?''
''Quel reparto di rianimazione aveva luci che non si spegnevano mai.''
''La gente si lamentava in continuazione nessuno dormiva,i giorni sembravano uguali alle notti''
''Quell'orologio sembrava messo lì per dileggio,le mattine sembravano uguali alle sere''.
''E cosa c'è di bello in quel luogo infernale?''.
''Che siamo sopravissuti,tutto qui''.
''Tutto qui?''
''No''.
''Adesso niente ci sembra più come prima''.
''Il tuo dolore è il mio,e sarà sempre così d'ora in poi''.
''La gioia divide il dolore unisce''.
''Quel sangue,quell'odore di pus e di sterilizzanti chimici sono la parte di noi più intima,la nostra materia organica,il nostro cuore biologico''.
Le prese la mano e la baciò.
''Ora sai quel che ci unisce''.
Lei lo guardò negli occhi,lo faceva sempre,strappandogli un mezzo sorriso.
Lui distolse lo sguardo.
E guardò le montagne lontane...
''Le montagne contengono i segreti del passato,del presente e del futuro,ma mentono''.
''Mentono spudoratamente quando si illuminano d'oro nell'alba''.
''Ci hanno promesso giorni migliori ed invece...''
''Eccoci qui ai piedi dell'apocalisse''.
Lei disse:''ma siamo vivi,e a me sapere che il sole sorgerà lo stesso nonostante le nostre tragedie,da un senso di serenità''.
Lui rispose:''siamo vivi perchè abbiamo coltivato la candela al fondo del nostro cuore,l'abbiamo riaccesa e ora brucia con tizzoni ardenti del nostro sangue''.
Lei gli fece una carezza,''vuoi trovare un significato a tutto,sei ostinato''.
Lui godette della carezza e le baciò la mano.
Poi le disse:''goditi finchè vuoi lo spettacolo delle montagne,è il più grande traditore di sempre,goditi la luce del sole,ma sappi che c'è qualcosa di più vasto,un grande universo che è il mantello di pura tenebra del Creatore''.
''Se la luce fosse più importante delle tenebre il nostro universo esploderebbe di luce''.
''Ma il nostro universo è tenebra profonda ed è ad esso che le nostre anime si ricongiungono''.
''La nostra dimora è un arazzo di tenebra,e  noi le stelle che popolano il nero firmamento.''.
''Ora vieni con me.''
Si presero per mano,mentre il sole sanguinava morente oltre le montagne.
''In quella sala di rianimazione la luce è sempre la stessa,e nessuno può gioire della tenebra''.
''Sappi solo una cosa.''
''Diffida da chi ti bacia senza chiudere gli occhi,perchè ti tradirà''.
''La luce è passeggera,la tenebra rimane.''
''La luce tradisce,la tenebra no''.
''La tenebra è per sempre''.
''E le nostre anime,sono le ombre che si stagliano incerte al lume delle candele al fondo dei nostri cuori.''

martedì 5 maggio 2020

Lasciami lo stesso dire ti amo

Lenta lunga
interminabile
dolcezza
dimenticata
di un bacio.
Vergogna di un sussurro,
di uno sguardo.
Lenta la dolcezza,
rifluisce
come marea ,
e lascia 
i nostri ricordi
che giacevano
in fondo
alle profondità
dell'oceano della disperazione
scoperti all'aria.
Se solo potessi
dirti
quanto sono stato sciocco
a guardare dall'altra parte
mentre ti davo un bacio.
Cuori giovani,
efelidi
e nuvole di speranza,
costellazioni
misteriose
per i nostri occhi giovani,
o poter sentire,
di nuovo quel sangue caldo.
Quando ancora le stelle
non avevano ancora infranto
le loro promesse
tu sapevi di primavera.
Il mio cuore stupido e giovane,
che ne sapeva degli orrori?
Una coperta di stelle
era il nostro mantello.
E poi che ne sarà
di noi?
Pus,atroci tubi al neon,
sparati in faccia
a qualsiasi ora
orologi che segnano sempre
la stessa ora,
ma lasciami
quel poco che mi rimane.
Lasciami il tenue ricordo
di quella volta
che ti ho riparato con
il mio ombrello
dalla pioggia di Aprile.
Più niente
ti riparerà
dalla pioggia delle mie lacrime,
questa dolce sera.
Lasciami dire
ti amo,
ho fatto fatica a dirlo
e ora faccio fatica a ricordarlo.
A ricordare il profumo
della neve di Marzo,
della vita
che pulsava in me,
di un tranquillo sole
sul balcone
della paura stupida
di essere lasciati,
quando in realtà,
siamo noi
i più grandi traditori
di noi stessi.
Lasciami lo stesso
dire ti amo.
Lasciami lo stesso
dire ti amo.

Ic3peak


Ottimo progetto musicale russo,bravissima lei nelle sonorità anche più acute

Sera


Albero
Che stormisci
La sera,
Gli occhi delle stelle
Illuminano
Di azzurro
Le tue fronde.
Onde nel mare
Di erba
Sotto le montagne.
Grevi concupiscono
Le anime dannate
Di vedere 
Il cielo
E di incastonare
Dell'ebano della notte
I loro sguardi di fuoco.
Ma tu o tenera ancella
Del sole
Non avere paura
L'eco delle grida
Della guerra
Nel paradiso
Oramai sono lontane.
Lumi sulle tombe
Degli algidi
Guardiani della Luna
Accendono di bianco
Il tetro splendore
Dei salici.
E i tuoi capelli
D'oro
Lavati nei rivi umidi
Saranno
I raggi dorati del sole
Che fresco
Verrà a svegliare
Le tue gote rosa
Al mattino.
Ma la notte
È lunga
E ai cavalli
Bianchi
Dei nostri ricordi
È affidato il compito
Di raggiungere
L'orizzonte
Di tenebra
Dal quale siamo tutti
Venuti.
A lui ritorneremo
Ma non prima
Di aver inspirato
La fragranza delle
Rose di primavera.
E quando la tua rosa
Sfiorira'
E i suoi petali
Saranno dispersi al vento
Io la innaffiero'
Delle mie lacrime
Perché risorga.
Solo il tuo profumo
Non dimenticherò.
Solo il tuo profumo
È caro
A Ebe
coppiera degli dei,
Perché dei nostri
Autunni
sia vino
che inebri
gli dei 
che sul monte
Olimpo
Danzano e cantano.
Una soave musica
La sera
Lì guiderà
Al sonno
Al lume dell'ultima candela.
E il tuo profumo
Gonfierà le tende
E gli stendardi
Della città
Che si protende alla Luna.
Tu cara agli dei,
Perché il loro sonno
Sia soave,
Perché
Nel tenue abbandono,
Di te abbiano a ricordare
E di me non dimentichino,
Il perdono.

Gli angeli


Gli angeli 

Gli angeli vegliavano sopra la loro candida madre.Gli angeli erano freddi come il suo ventre morto.
Durante le notti di inverno alitavano di ghiaccio sulle vetrate dell'ospedale.
E si insinuavano negli incubi delle 3 del mattino.
Avevano orrore della Luna e si rifugiavano tra i rifiuti.
Perché la vita li aveva scartati.
Lei ogni giorno si risvegliava madida di sudore.
La prima cosa che faceva era urlare.
La vita nel suo grembo la stava per abbandonarla di nuovo.
Ma gli angeli , angeli non erano e volevano risucchiare nel loro vortice anche quell'ultima vita.
Lei si svegliava e gridava perché aveva paura di perderlo.
Dai tubi al neon sul soffitto gli angeli abortiti soffiavano gelo sul suo corpo.
Ma un giorno venne il momento in cui i demoni dell'inferno vennero a reclamare l'ultima parte di vita che le era rimasta.
Astaroth in persona si nutriva del sangue delle vittime e ne aveva a basta.
Astaroth aveva vomitato fuori dall'inferno la coscienza grigia di quella madre mancata.
Era troppa sofferenza pure per lui.
Astaroth le sussurrò mentre una flebo di en le entrava nelle vene:
"Vieni a me bianca creatura o il pianto dei tuoi angeli non farà più dormire nemmeno noi demoni dell'inferno."
"E cosa devo fare?"
Chiuditi nella doccia e lascia fare a me...
Lei così fece.
L'acqua bollente non le scaldava il corpo che si sentiva gelato e le pareti si facevano sempre più vicine e soffocanti.
Si ruppero' le acque lei svenne e partorì la creatura.
L'acqua le colava addosso riempiendo sempre di più la vasca.
Lei  annegò semisvenuta in quell'acqua sporca di sangue.
Ma la giovane creatura sopravvisse.
Astaroth da allora ha preso lei con sé perché calmasse il pianto degli angeli usciti dal suo ventre.
E da allora anche all'inferno poterono dormire.
Nelle sere d'inverno lei soffia sui vetri insieme alle sue creature.
E una trina di gelo dagli strani simboli si materializza sui vetri.
Alla fine Astaroth subì il suo fascino e la penetrò.
Solo allora Lucifero il re degli inferi lo cacciò insieme a lei dalle schiere dell'inferno.
Si dice che nascerà l'anticristo ma io ho dei dubbi.
Il suo destino sarà di abortire persino all'inferno.

I demoni di Orione

E sui i bianchi tocchi
Del campanile
Correvano
A radunarsi le ombre
All'imbrunire.
E la luna soffiava
Pallidi ricordi
Nei prati.
Che cosa saremo noi
Se la luna
Si dimenticasse 
Di noi
E ci lasciasse soli
Coi nostri ricordi?
Demoni insaziabili
Della nostra carne
Ci divorerebbero.
Ma bianca
Riluce sull'erba quieta
E chiama a sé
I nostri demoni
Perché possiamo
Espirare in pace,
E vuotati di ogni sospiro
Greve
Ci lasciamo cadere
Nell'abisso
Senza fondo
Della notte.
E i demoni
Volano in cielo
Fra le torri di orione
Laddove le fiamme
Delle nostre sofferenze
Illuminano gli occhi degli dei.
Ma tu o pallida colomba
Non hai nulla da temere,
Il mio spirito
Di tenebra ti terrà
Nascosta
Dai loro oscuri disegni.
Se solo tu potessi
Sapere
Quello che loro
Vedono in fondo all'anima,
La tua palpebra
Rimarrebbe serrata
A fissare
Le costellazioni.
Ma il velo delle ombre
Delle anime
Tristi
Ha oscurato
L'occhio perpetuo di fuoco.
E se tu dovessi
Sognarlo la notte
Nel castello d'ebano
Della mia anima
Io ti proteggerò.
Albero dell'Eden
Che bruci
Eternamente al tramonto,
Siamo noi,
Le tue ceneri
Disperse ai quattro
Angoli del mondo
Dal vento 
Che spira dall'oceano
Del sud.
Solo gli spiriti
Che giacciono in fondo
Al mare
Con l'eterno rumore
Delle onde
Sussurreranno
Ai demoni di Orione
Di volare lontano
E risparmiare dalla pioggia di fuoco
Le nostre fragili vite.
E se il tuo cuore
D'oro 
Affonda negli abissi
Del silenzio
Io lo prenderò
E lo getterò
Nel cielo
Perché sia
Aurora
Di un nuovo mattino.