martedì 12 ottobre 2021

E le onde del mare continuavano a infrangersi

 C'era un bambino dietro una finestra

chiuso dentro un natale non celebrato,

chissà cosa ne resta...

chissà perché per molti quel giorno

è una festa.

Un sole asfittico si andava a nascondere

dietro le montagne

dopo aver illuminato i parcheggi

dei supermercati,

i denti del buio

mordono l'asfalto nero,

e rimangono solo cristalli ghiacciati.

E le onde del mare continuavano a infrangersi.

Un cielo grigio.

C'erano poveri demoni sventurati,

c'erano amanti sulla riva

del mare che portava ai loro occhi

i corpi morti degli affogati.

E cosa può dire una lacrima?

Concedimi un cristallo di giovinezza,

finirà nel mare,

lo sappiamo,

fra nuvole grigie, le onde,

il mio profumo, la tua brezza.

Profonde,

statue di angeli piangenti,

sui sepolcri di marmo

ostentano fra i rovi,

la grande recita della tristezza.

Se cerchi stelle cadenti,

in questo carme

e le trovi,

piangi , sciogliti

dolcezza.

E le onde del mare,

continuavano a infrangersi.

E un giorno

accenderemo una candela,

quando il sole sarà spento,

tu mi dici che credi nel ritorno,

io ti dico che le onde

si infrangeranno comunque,

anche dopo la fine del giorno,

tu senti la brezza 

e salpiamo già nel buio,

si gonfia la nostra vela.

Oh sapore del vento

nella notte.

Che altro dissi che non è stato?

Assapora la brezza,

assaporala,

il sole è tramontato.

E noi saremo polvere

della sabbia di una spiaggia,

l'universo la clessidra

del tempo si svuota,

e la nostra nave viaggia,

la grande solitaria galassia,

è un solo un povero demonio

che negli abissi

cerca di non affogare

e disperatamente

nuota.

E si baciano gli amanti,

dinanzi agli universi affogati,

è solo un breve attimo

l'eternità,

così breve che

nei nostri destini incrociati,

un solo respiro

e il nostro occhio si riaprirà.

E le onde del mare

continuavano a infrangersi.

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