domenica 9 ottobre 2016

Polvere di luna

Io ti amo
non vorrei vederti invecchiare
ma i miei occhi ciechi
non vedono che tu
non una dea come sembri
ma una fragile mortale
di carne e sangue pulsante
niente e più sei fatta
di un grumo di cellule.
E allora io mi aggrappo
all'attimo fuggente
perchè tu immobile
nel tempo ti sospenda
non più carne morbida
ma una statua eburnea
io tuoi piedi di avorio
nel pavimento di marmo
timidamente si riflettono.
Ma è tutto inutile
tu distruggi l'incantesimo
i tuoi mobili occhi di silfide velenosa
e in tuo corpo nervoso
di arcaico serpente malvagio
l'eterno femminino sfuggente
muovi sinuosa e maligna.
Ma io la sera aspetto
che la luna sorga
e la candida polvere di luna
dal cielo venga dolcemente soffiata
a trasfigurare
il prosaico mondo
e mentre dormo e ti sogno
polvere di luna
in una dea greca
dalla pelle bianca ti trasforma
ma è solo un sogno
solo gli uomini
si congiungono carnalmente
con i fantasmi
della notte vasta e immobile
e da essi generano
la prole della notte
fugge nei recessi delle metropoli
lontano dagli isterici
lampioni elettrici
ne vedi pallidi riflessi
negli occhi degli eroinomani
mentre ancora la loro anima
si libra in cielo
fino ai cancelli del paradiso
per essere respinti
da due cherubini
dalle spade fiammeggianti.

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