domenica 8 gennaio 2017

Bolshoi della notte artica

Il sole che desia sull'orizzonte
allunga mani trepide
ombre lunghe di alberi
sui campi bruciati dal tuo alito
ma è tutto inutile
sotto le unghie ti rimangono solo
gemme di primavera
col tuo freddo fai il manigoldo
ti infili nei girocolli delle signore
ma ti sfuggono
per rannicchiarsi nell'abbraccio di un amante
diverso da te,caldo,sciocco,mortale
come piace a loro.
Rimangono ombre lunghe su steppe di neve
stazioni gelide di siberia
semafori rossi su treni di speranze mai partite,
rossi come il tuo tramonto nel bianco immenso della Russia.
Rifiutato da tutti,abandondanato e solo mio caro fratello
comprendi d'essere scartato dalla vita mondana
di San Pietroburgo Mosca e Parigi,
ti ritiri a rimirare la notte artica
arcaico tempio di Yule
eretto su colonne di buio
onice scintillante al teatro della sfera celeste
che si ferma finalmente a guardare
mentre tu,non più umiliato
ma assiso sul trono del nord
suoni alle tastiere d'organo celesti di ghiaccio
da cui si diffondono 
sinfonie di aurore boreali
danze del bolshoi della notte artica
la tua platea sono stoppie morte
la via lattea è venuta ad assisterti in punta di piedi
scrosciano applausi della sfera celeste
sono le pallide stelle che tu credi che tremulino.

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